Ata e Ct Trento, c'è tanta voglia di tornare in alto

Non è stata una bella stagione per le nostre formazioni di punta maschili, ma dopo la retrocessione Ata e Trento si preparano a tornare protagoniste

di Luca Avancini | 16 dicembre 2019

e ne andrà senza troppi rimpianti il 2019. E’ stato l’annus horribilis del nostro tennis maschile. Tre retrocessioni su tre, peggio di così. Che potesse essere una stagione storta lo si era capito già a giugno, con il Ct Rovereto sconfitto dai romani del Colle degli Dei di Velletri nello spareggio salvezza della serie B, secondo amaro declassamento di fila per Stoppini e compagni che nel 2015 si trovavano ancora in A1. Poi è toccato anche al Ct Trento e all’Ata mandar giù l’amaro fiele della bocciatura. Brucia quella del circolo di piazza Venezia, impegnato in A2, la squadra guidata in panchina quest’anno da Gianluca Gatto e Sasha Rampazzo non è riuscita nemmeno a centrare l’obiettivo minimo dei play-out e ha chiuso al settimo e ultimo posto il suo girone. Non è bastata la presenza dello spagnolo Carlos Boluda, nemmeno la ritrovata vena di Patrick Prader per salvare i nostri. Hanno tradito i giovani del vivaio, mai all’altezza delle aspettative. Discorso opposto per l’Ata, la discesa dalla massima serie, frequentata per ben quattordici anni, è stata resa meno amara dalle prove confortanti dei ragazzi di casa, Mattia Bernardi e Davide Ferrarolli. Alla formazione diretta dal maestro Max Labrocca è mancato semmai uno straniero in grado di spostare gli equilibri.  

 

FIDUCIA - Non parliamo però di crisi del nostro settore maschile. I giovani ci sono, hanno solo bisogno di crescere ancora. Inoltre società come Rovereto e Ata hanno fatto scelte coraggiose, puntando proprio sui ragazzi del vivaio, piuttosto che sui professionisti a gettone. Sono scelte che possono pagare a lungo termine. Rovereto può sperare di mantenere la cadetteria, in B2, se andrà in porto la rivoluzione dei campionati. E la retrocessione di sicuro non cambierà i programmi dell’Ata: “Per noi quest’anno la salvezza avrebbe avuto lo stesso valore di uno scudetto - spiega il direttore tecnico del circolo di via Fersina Max Labrocca - Eravamo tutti pienamente consapevoli delle difficoltà che avremmo trovato in un girone complicato, dove il livello era piuttosto alto. Purtroppo ci sono mancati i professionisti, nella fase eliminatoria non abbiamo vinto un match con i nostri numeri uno e due. Bellotti non era in condizione, Grigelis è tornato sui suoi livelli solo nei play-out, troppo tardi purtroppo. I ragazzi invece hanno fatto il loro dovere sino in fondo e probabilmente anche qualcosa di più. Davide Ferrarolli ha portato ben cinque punti in singolare, lui e Mattia Bernardi inoltre sono stati decisivi nella sfida vinta con il Parioli.”  

 

FUTURO - Segnali che inducono a pensare positivo “Abbiamo diversi ragazzi seguiti dalla Federazione, a mio avviso questa è stata una delle nostre migliori stagioni a livello giovanile - prosegue Labrocca - dispiace per la retrocessione della prima squadra, ma noi stiamo continuando per la nostra strada e i risultati a livello di under ci stanno dando ragione. Abbiamo affrontato la serie A1 con molta serenità, in questo senso mi hanno fatto molto piacere le parole del presidente Renzo Monegaglia prima della gara di ritorno dei play-out con Massa Lombarda. Ha detto che era orgoglioso di quanto eravamo riusciti a fare sin lì e che dovevamo giocare tranquilli, senza pressioni, a testa alta Ha dimostrato di essere un grande uomo prima ancora che un grande dirigente.” La voglia di tornare in massima serie c’è ancora “Sicuro, sono convinto che l’Ata tornerà in alto, basterà un innesto di qualità e di spessore per puntare tra un anno alla promozione .”  

 

CICLI - Pure il Ct Trento non nasconde il suo desiderio di rivalsa. “Non sono deluso della squadra. Anzi. Abbiamo pescato un girone molto più forte di un anno fa - spiega il presidente Stefano Sembenotti - Non dimentichiamoci poi che abbiamo vissuto una delicata fase di transizione, è cambiata la guida tecnica, lo staff dirigenziale, sono cambiate le strutture. Queste cose hanno sicuramente pesato. Ma possiamo ripartire con nuovo entusiasmo e nuova forza. Le tre retrocessioni? E’ una questione di cicli, i giovani non mancano di certo. Nel 2020 punteremo a salire con la squadra maschile e pure con quella femminile”. La promessa. E circola già una voce, quella del ritorno in piazza Venezia di Deborah Chiesa. Ritorno al futuro.  

 

GIOIE E DELUSIONI - Non è scesa in campo, ma la A1 Deborah l’ha già conquistato con la Canottieri Casale che ha vinto 3-2 il ritorno con le altoatesine del Tc Rungg. Decisive Lisa Pigato e la rumena Mihaela Buzarnescu. E’ sfumato invece il sogno A1 di Angelica Moratelli e Jack Oradini. Il Ct Ceriano della 25enne di Lavis è stato sconfitto al doppio di spareggio dal Ct Palermo, sfortunata la trentina che ha vinto il singolo con la Ponomar, ma ha perso entrambi i doppi. Niente da fare per il maestro roveretano, il suo Lecco battuto 5-1 all’andata dal Tennis Comunali Vicenza, ha pareggiato in casa 3-3 e detto addio alle speranze.  


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