I campi da padel alla Ferrini e all'Ossigeno: una storia tutta da scoprire

La storia dei campi da padel alla Ferrini e all'Ossigeno parte da Cagliari, vola a Madrid e a Roma per poi tornare nel capoluogo della Sardegna. Con corsi e ricorsi storici

di Riccardo Di Siena | 31 ottobre 2019

Ci sono momenti in cui si percepisce che sta accadendo qualcosa di importante, che sta iniziando una storia che avrà un destino felice. La vicenda è affascinante, appassionante, c’è un intreccio di persone, di luoghi diversi e lontani tra loro, di idee, di coraggio, di audacia e di passione. Il tutto legato a quella parte della vita che fa staccare da tutte le vicende quotidiane: lo sport, che è il modo migliore per rigenerarsi.

L’intreccio parte da Cagliari, si sposta a Madrid e a Roma. In Spagna era diffusissimo da decenni uno sport, il padel, che Roma è esploso recentemente. Tre amici, completati i loro studi universitari, come hanno fatto in tanti sono andati via da Cagliari. Di loro un ingegnere è diventato ristoratore in Spagna e due medici hanno trovato il loro futuro a Roma. Poi si sono ritrovati a pensare di poter contribuire a far nascere nella loro città natale un fenomeno sociale. Hanno iniziato un anno fa installando tre campi da padel nella società multi sportiva della Ferrini, dopo un anno ne hanno aggiunto un’altro e, nello storico complesso dell’Ossigeno nel pieno centro di Cagliari, dove si gioca a calcio a cinque e a sette, ne hanno realizzati altri tre. L’inaugurazione della nuova struttura è stata l’occasione per chiacchierare con i protagonisti. “Vivo a Madrid da otto anni – ci racconta Marcello Caschili – “sono un ingegnere ma ora mi occupo di ristorazione gestendo alcuni locali. In Spagna il padel è un vero e proprio fenomeno sociale che mi subito colpito, di questo ne parlavo con Luca e Maurizio. Quando questo sport ha iniziato a diffondersi anche a Roma i miei amici si sono resi conto della forza del fenomeno. Dopo averne discusso ci siamo buttati, è stata una scommessa. Nel padel vedo l’elemento sociale, è un gioco che chiunque può praticare anche senza aver mai toccato una racchetta da tennis.”

A Roma gli amici di Marcello fanno i medici, nella capitale si è creato un vero e proprio fenomeno con il padel, come ci dice Luca Velari: “vista la risposta entusiasta che si è avuta a Roma abbiamo pensato che Cagliari fosse la città perfetta per questo sport. Si perché Cagliari è la città dello sport, basta andare nel lungomare del Poetto per rendersi conto di quante persone corrono e vanno in bicicletta quotidianamente. Eravamo fiduciosi che il padel potesse diffondersi creando un fenomeno sociale sano, come è sano lo sport. Siamo stati spinti da questo, creare nella nostra città qualcosa che potesse produrre aggregazione e far star bene le persone, che è quello che ci riempie di gioia.” I tre amici si sono trovati perfettamente in sintonia nell'intento di ampliare l’attività: “siamo contenti di aver continuato il progetto iniziato alla Ferrini” – ci ha detto Maurizio Serra –“il padel può rappresentare, come movimento, quello che è stato il calcetto negli anni 90’, è uno sport che favorisce l’aggregazione. Dopo un anno abbiamo circa duecento tesserati, ci accorgiamo che occorrono più campi per soddisfare la domanda che è sempre più crescente. Non ci interessa pensare all'investimento fatto, abbiamo utilizzato le risorse per migliorare a ampliare le nostre strutture. Sono sicuro che il padel si diffonderà presto anche nel resto della Sardegna.

I tre campi all’Ossigeno sono stati installati al posto di un campo da calcetto, il padel che prende il posto di un campo da calcio a cinque è una notizia, almeno per Cagliari. “Abbiamo pensato che diversificare l’offerta poteva essere una buona cosa” - ci ha detto Alberto Tidu (membro della gestione C.S. Belly, ex campi dell’Ossigeno) - “la nostra struttura è della Congregazione del Santissimo Sacramento della Marina a Cagliari e viene gestita con obiettivi benefici e sociali. Abbiamo ora cinque campi da calcio a cinque e due da calcio a sette, abbiamo pensato che potesse essere una buona idea ampliare l’offerta, siamo contenti che nel nostro complesso ci sia adesso qualcosa di nuovo per città e per la gente.

Ma gli intrecci non sono finiti. Si perché il campo da calcetto che ha ceduto lo spazio ai tre campi da padel a sua volta prese il posto di un campo da tennis. Sul quel campo da tennis fu montato il primo impianto da padel a Cagliari (paddle come di chiamava all’epoca). Erano gli inizi degli anni 90’, il merito fu del commerciate cagliaritano, emigrato in argentina, Giuliano De Negri (recentemente scomparso). Successivamente, presso l’hotel Califfo di Quartu Sant’Elena fu creato un campo in muratura che durò una decina d’anni.

Viene da chiedersi se i protagonisti del padel di quell’epoca avranno ripreso ora a giocare. La risposta è scontata. Basta chiedere ad Alessandro Piras e a Paolo Rachel, vice campione sardo dell’epoca (che ringraziamo per averci fornito il materiale storico) e ad altri che la passione l’avevano solo riposta, momentaneamente, nell’armadio. Il cerchio che si è chiuso, sia per i luoghi che per le persone. Chi l’avrebbe mai detto.

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