Nicola Sallustio e la storia del campione (per caso)

Il 27enne di Mola di Bari ha cominciato a praticare questo sport grazie al consiglio di un ortopedico. Dopo i sacrifici e le difficoltà è arrivata la vittoria ai campionati italiani universitari 2018

di Giuseppe Bellino | 13 dicembre 2019

Tutto è iniziato per caso, quando ormai la racchetta era già appesa al chiodo da tempo. Comincia così la storia di Nicola Sallustio, ragazzone di Mola di Bari, città di 25mila abitanti a 27 chilometri da Bari, uno dei più promettenti giocatori di Weelchair tennis in Puglia.
Nicola comincia ad avvicinarsi al tennis fin dai primi anni della sua vita, praticando questo sport fino all’età di 16 anni. La vita però lo mette di fronte ad una montagna quasi insormontabile: dopo aver effettuato alcuni esami, i medici gli diagnosticano un angioma cavernoso intramidollare congenito. Nicola vola a Verona per sottoporsi ad un intervento chirurgico ma qualcosa va storto, perdendo così l’utilizzo delle gambe. Un duro colpo che però non ha scalfito il suo amore per il tennis: “La passione per il tennis in carrozzina è nata per caso all’età di 22 anni – spiega -, dopo aver incontrato un ortopedico che stava visitando la mia sorellina. Il dottor Manfredi dell’ospedale Giovanni XXIII di Bari mi propose di cominciare un percorso di sport-terapia. Dopo aver sentito il suo discorso ho provato a cercare un circolo che mi aiutasse a tornare sui campi da tennis e ho conosciuto il maestro Giovanni Dell’Edera, che in quel periodo insegnava all’Angiulli Bari. Ho iniziato ad allenarmi lì ma non avevo una carrozzina sportiva”. Per praticare il weelchair tennis è necessario utilizzare una carrozzina sportiva, dotata di regolazioni e adattabile al corpo dell’atleta. “Ci siamo messi in contatto con la Federazione Italiana Tennis e siamo riusciti a ottenere una nuova carrozzina: da quel momento non ho più smesso di giocare a tennis”.

Tanto lavoro con i maestri e i preparatori

Nicola si allena sui campi della New Country Tennis Academy Bari, coadiuvato dal maestro Dell’Edera e dal preparatore atletico Giuseppe Stano, e alla Polisportiva Giannoccaro di Monopoli con i maestri Gianluigi Angelini, Giuseppe Ciampi e Vittorio Bellantuono. Il lavoro del 27enne è incentrato prevalentemente sulla tenuta fisica, anche se preparazione dei colpi e la tecnica non passano in secondo piano: “Durante gli allenamenti con i maestri ci soffermiamo molto sulla rotazione e sull’effetto da dare alla palla nei colpi principali. Un altro fattore fondamentale per praticare questo sport è il servizio: una buona prima ti permette di comandare lo scambio e mette subito in difficoltà l’avversario”.

Un 2020 da protagonista

Dopo tre anni di duri allenamenti e tanta fatica, Nicola Sallustio ha portato a casa il primo grande risultato della sua carriera laureandosi Campione italiano universitario 2018: “È stata una vittoria inaspettata – commenta -, non credevo di poter competere con atleti provenienti da tutta l’Italia”. Dopo il successo, il 27enne ha preso parte ai raduni regionali di Weelchair, partecipando anche ad un torneo nazionale. Il 2020 potrebbe essere l’anno buono per emergere nel circuito: “Durante la mia prima esperienza in una competizione agonistica ho pagato l’emozione e non sono riuscito a superare il primo turno – conclude Nicola -. In questi mesi però ho lavorato tanto, adesso mi sento pronto per competere con tennisti più preparati. I raduni regionali organizzati dal responsabile Enrico Ranieri sono molto utili perché mi permettono di sfidare avversari preparati. Nei prossimi mesi cercherò di partecipare a qualche tappa del circuito nazionale in programma nel Sud Italia”.

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