La trilogia di Giulia: Parigi, Londra e Nazionale

Dopo lo storico 2019 con il debutto al Roland Garros e Wimbledon, la Gatto Monticone brinda alla prima chiamata in Fed Cup a 32 anni

di Stefano Izzo | 04 gennaio 2020

Più che un regalo, un premio. Nella calza della Befana, Giulia Gatto-Monticone trova una coccarda azzurra per la prima convocazione in Fed Cup. Il meritato riconoscimento per quanto seminato in carriera e raccolto nell’arco del 2019, la migliore stagione nella vita tennistica della 32enne torinese. Insieme a Jasmine Paolini, Camila Giorgi, Martina Trevisan ed Elisabetta Cocciaretto, dal 5 all’8 febbraio in Estonia, ci sarà anche Gatto-Monticone per cercare di traghettare la Nazionale azzurra fuori dalle secche di Fed Cup e tornare nel World Group. L’Italia di Tathiana Garbin si ritroverà a Tallin insieme all’Estonia padrona di casa, Ucraina, Croazia, Austria, Bulgaria e Grecia per il Gruppo I zona Europa/Africa. Il meglio arriva adesso per la tennista torinese che nel 2019 a 32 anni, tra un ITf e l’altro, si è presa il lusso di aggiungere al suo pedigree la qualificazione ai main draw del Roland Garros e di Wimbledon.

CHE DOPPIETTA!

“Sono state le settimane più incredibili della mia vita sportiva – racconta Giulia, rievocando l’incredibile doppia esperienza sull’asse Parigi-Londra – Ricordo ancora l’emozione per aver superato i tre turni delle qualificazioni al Roland Garros; accedere al tabellone di uno Slam richiede un dispendio di energie fisiche e mentali enorme. C’era tanta tensione ed ho dovuto superare tre autentiche battaglie per raggiungere l’obiettivo. Ho disputato anche un buon match nel primo turno del main draw con l’americana Kenin, ma nel terzo set non ne avevo più”.
L’exploit al Bois de Boulogne poteva rappresentare la gemma da sfoggiare nel collier della tennista torinese, e invece di lì a poco il destino le avrebbe regalato una sorpresa ancora più grande. “Dopo Parigi pensavo ad un inevitabile calo di tensione, il rischio di sentirsi anche un po’ appagata era concreto. Invece sono arrivata a Wimledon con la testa leggera ed una maggiore fiducia nei miei mezzi. Ho superato le quali ed il premio ai miei sforzi è stato il primo turno sul Centrale contro Serena Williams. Pagato lo scotto iniziale, ho anche disputato un buon secondo set. Giocare sul campo più bello del mondo contro la più forte di tutte è stato il premio più grande in quel momento. Lo porterò sempre con me, insieme ai complimenti ricevuti dalla Williams dopo il match. Un’esperienza di portata tale che ha quasi fatto passare in secondo piano quanto mi era riuscito qualche settimana prima al Roland Garros”.

C'E' SEMPRE UNA PRIMA VOLTA

Con il doppio gettone a livello Slam è arrivato anche il best ranking per Gatto-Monticone, costretta per una decina d’anni a galleggiare sopra le 200esima posizione ed improvvisamente ritrovatasi 149. “Quei risultati hanno cambiato in un colpo solo scenari, prospettive, ma soprattutto mi hanno dato una fiducia diversa. Con l’età era già cresciuta dentro di me la consapevolezza di poter giocare contro avversarie di livello superiore. Da Parigi in poi ho imparato a convivere con alcune pressioni, scendo in campo più tranquilla, cercando di divertirmi e di dare fastidio anche a chi è più in alto di me”.
La prima volta in uno Slam, la prima volta contro l’ex regina Serena, ed ora il debutto con l’azzurro addosso. Il salto di qualità compiuto, infatti, le ha spalancato anche le porte della Nazionale. Farà da chioccia a compagne meno esperte, come Jasmine Paolini ed Elisabetta Cocciaretto. “Jasmine sta facendo benissimo, non ha bisogno di suggerimenti. Si era capito che aveva imboccato la strada giusta già in estate ed era chiaro che sarebbe arrivata molto presto in Top 100. Ed ha ancora notevoli margini di crescita. Cocciaretto è appena agli inizi del percorso, crescerà anche lei. Posso solo consigliare a lei, come a Federica Rossi, altra giovane promettente e mia compagna di squadra nella fila di Beinasco, di affidarsi totalmente al proprio team e pensare soltanto a crescere senza troppe ansie o pressioni”.

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