Piemontesi nel mondo? Non solo Sonego

Nel 2019 Lorenzo si è guadagnato la Top 50 e il primo titolo ATP. Ma è anche diventato il quarto piemontese convocato in Davis nell’Era Open. Ma quest'anno sorride anche Andrea Vavassori, non più solo doppista. In attesa del rientro di Matteo Donati

27 dicembre 2019

Il ritorno di un piemontese nella nazionale di Coppa Davis, 27 anni dopo Cristiano Caratti. È il traguardo simbolo del 2019 del tennis piemontese e dell’annata di Lorenzo Sonego, che a suon di progressi si è guadagnato la chiamata da capitan Barazzutti per le Finals di Madrid. Non è sceso in campo, ma insieme a Berrettini, Fognini, Seppi e Bolelli c’era anche lui, a mettere altra esperienza in un bagaglio che quest’anno si è appesantito parecchio. Il 24enne torinese doveva dimostrare di poter stare fra i primi 100, agguantati a fine 2018, invece ha fatto molto di più, arrivando addirittura a guadagnarsi una poltrona nella Top 50.

Sonego ce l’ha fatta con una stagione illuminata da una manciata di settimane splendide, nelle quali tutto ha funzionato per il verso giusto. Come al Masters 1000 di Monte-Carlo, dove il ragazzone cresciuto al Green Park di Rivoli si è fatto strada fino ai quarti di finale in un’edizione storica per l'Italia, vinta da Fabio Fognini. Oppure sull’erba dell’ATP 250 di Antalya, dove in serie si è regalato la prima semifinale, la prima finale e la prima vittoria nel Tour, con tanto di match-point annullato a Kecmanovic per rendere il tutto ancora più gustoso.

Poi è arrivata anche un’ottima semifinale a Kitzbuehel e il bis al Challenger di Genova, già vinto nel 2018, traguardo buono per chiudere l’anno da numero 52 Atp e dimostrare che la sua prima stagione a tempo pieno nel Tour è stata più che soddisfacente. Ma non c’è tempo per sedersi sugli allori ed è già l’ora di dedicarsi alla prossima, con la top 30 nel mirino. Fra i volti sorridenti del 2019 piemontese però c'è anche quello di Andrea Vavassori, coetaneo di Sonego. Il 24enne di Pinerolo sta continuando a coltivare ambizioni da Top 100 in doppio, specialità della casa, ma nel frattempo si è scoperto anche un ottimo singolarista, vincendo una ventina abbondante di incontri a livello Challenger. Niente male per uno che aveva ormai deciso di dedicarsi esclusivamente alla disciplina di coppia. E adesso, da gennaio, il Piemonte affronterà il circuito mondiale con un protagonista in più, quel Matteo Donati che è “fuori dall'incubo” e proverà rilanciarsi nella nuova stagione.

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