TRAVAGLIA E UN 2020 TRA CONFERME E NUOVE SFIDE

Intervista al marchigiano che sta preparando la nuova stagione con Simone Vagnozzi in Spagna

di Roberto Cozzi Lepri | 17 dicembre 2019

Ad Alicante Stefano Travaglia, insieme al suo staff, sta preparando la nuova stagione e l’imminente trasferta australiana. Presso l’accademia di Ramírez Hidalgo, sotto uno splendido sole, mare cristallino e temperature che si aggirano attorno ai 20 gradi, Steto lavora duramente per dare continuità al magnifico 2019 che chiuderà alla posizione 84 della classifica mondiale, dopo aver conquistato due titoli Challenger e i primi quarti di finale in un torneo Atp, ad Umago.

Un risultato che è solo l’inizio di un percorso avviato con Simone Vagnozzi il quale da poche settimane ha dato vita alla SV Tennis Team, insieme al preparatore atletico Davide Cassinello. Si tratta di un progetto ambizioso rivolto ai giovani tennisti (il quartier generale sarà il Circolo Tennis Maggioni di San Benedetto del Tronto) che vedrà la presenza di Steto come elemento trainante per creare un laboratorio dove forgiare nuovi talenti e dare la possibilità a tanti ragazzi di mettersi in vetrina: “ Vogliamo creare nelle Marche una bella situazione per far crescere i nostri ragazzi, dando loro la possibilità di mettersi in vetrina e raggiungere alti livelli senza che vadano ad allenarsi in altre regioni, lontano da casa”.
Un percorso già intrapreso da coach Simone e Stefano che proprio dalla loro terra, più precisamente dal Circolo Tennis Piceno e dal Maggioni, hanno iniziato la scalata verso la Top 100 fino a raggiungerla nello scorso mese di giugno senza più lasciarla.
Li abbiamo raggiunti per quattro chiacchiere in libertà durante la pausa pranzo all’Arena Alicante.
Vagnozzi: “È stata una stagione molto positiva, abbiamo raggiunto con un bel margine l’obiettivo che ci eravamo prefissati 12 mesi. Anzi, direi che siamo andati ben oltre le aspettative dato che Stefano terminerà l’anno al numero 84”.
Travaglia: “Ho lavorato duramente per riuscire a far bene quest’anno ma soprattutto sono stato costante senza dover combattere con gli infortuni che hanno spesso bloccato il mio percorso”.

Quali sono stati i i fattori che hanno contribuito a rendere splendido questo 2019?
Vagnozzi: “Direi che Stefano è migliorato sotto tutti i punti di vista: fisico, tennistico e mentale. Io e Davide possiamo svolgere questa preparazione invernale con un giocatore molto diverso da quello dello scorso anno. Non abbiamo la figura del mental coach nel nostro staff perché sono convinto che l’allenatore debba anche essere uno psicologo in grado di aiutare il giocatore. Se poi sopraggiungono problematiche più complesse che debbano avere bisogno di basi scientifiche per risolverle, la situazione cambia“.

Travaglia: “Sicuramente ha inciso il mio rendimento con il rovescio che, da punto debole, è diventato più solido rispetto al passato. Commetto meno errori a sinistra, cerco di non uscire subito dallo scambio, provo ad andare a rete e spingere maggiormente senza aspettare l’avversario. Anche con il dritto in questa stagione ho sfruttato molte più volte le occasioni per concludere lo scambio a rete. Per quanto riguarda il servizio lavoreremo per alzare maggiormente la percentuale di prime palle fino a rimanere stabilmente al 60 per cento. Migliorare la mia prima di servizio sarà determinante per farmi trovare pronto all’appuntamento con i grandi tornei Atp”.

Quindi quest’anno, ranking alla mano, i Challenger lasceranno il posto agli Slam, alle qualificazioni nei Masters 1000 e Atp 500 e in molti main draw dei 250?
Vagnozzi:”L’obiettivo a breve termine sarà quello di far giocar a Stefano i grandi tornei Atp , di confrontarsi ad alti livelli cercando di raggiungere un ulteriore step al suo percorso di crescita. Qualche Challenger comunque ci sarà”.

Travaglia: “Sicuramente giocherò in tutti i tornei in cui sarò presente nel tabellone principale, lavoro da sempre per poter vivere certi momenti. Quando dovrò optare tra un Challenger e le qualificazioni di un Masters 1000 o 500 valuterò la scelta migliore insieme al mio staff. Il primo appuntamento del 2020 sarà l’Atp Cup dove sarò la prima riserva alle spalle di Matteo Berrettini e Fabio Fognini. Anche se non scenderò in campo sarà per me comunque un grande onore vestire la maglia della Nazionale per la prima volta in carriera. Poi parteciperò ad un Challenger prima degli Australian Open”.

Simone, ci diresti un pregio ed un difetto di Stefano?
"E’ un bravissimo ragazzo. Quando sei insieme a lui stai sempre bene. E questo è un grande pregio. Il difetto che ogni tanto si innervosisce facilmente, a volte diventa troppo istintivo…. ma sta migliorando”.

Adesso tocca a Stefano
“Vagno è attento ad ogni minimo particolare sul lavoro ma ha un grossissimo difetto: è dell’Inter!!”

E tu per chi tifi?
“Naturalmente per l’Ascoli. Troppo facile essere per la Juve, il Milan o qualche altra grande squadra”.

 

L’IMPORTANZA DI MARIA PAOLA AL SUO FIANCO

Dopo aver scoperto la sua fede calcistica, Simone lascia la sala ristorante per preparare la sessione pomeridiana di allenamento. Stefano rimane qualche altro minuto con noi per raccontarci anche alcuni aspetti extra tennistici a lui cari: l’amore per la famiglia e per una ragazza che sei anni e mezzo fa è entrata nel suo cuore diventando parte integrante della sua vita.
Quando parla di Maria Paola, anche lei ascolana, gli occhi di Steto iniziano a brillare, il tono della sua voce si scioglie, il suo volto trasmette grande serenità. Hanno trascorso alcuni giorni assieme alle Maldive prima che lui partisse per la preparazione iberica; la nostalgia si fa sentire: “Verrà con me per il tour australiano. È da 5 anni che proviamo ad organizzare ma i suoi studi di Giurisprudenza le hanno sempre impedito di partire nel mese di gennaio. Adesso si è laureata e tra un tirocinio e l’altro è riuscita a ritagliarsi questo spazio per viaggiare insieme a me. Averla accanto mi darà una grande carica a Melbourne, sono davvero felice”.

E poi c’è la famiglia con papà Enzo e mamma Simonetta, entrambi maestri di tennis.
“Ai miei genitori devo tutto, mi supportano e sostengono quotidianamente. Se non avessi ricevuto il loro aiuto quando ho iniziato a giocare non sarei qui tra i grandi campioni del circuito. Cerco di ripagarli con il massimo impegno ogni volta che scendo in campo. Con papà abbiamo l’hobby della pesca. Appena possiamo andiamo al fiume o in qualche laghetto vicino Ascoli per rilassarci e isolarci dal caos della città”.
Steto e Vagno, due marchigiani di Ascoli Piceno, un giorno decisero di allearsi. Uno, voleva entrare nell’élite del tennis mondiale, l’altro certi palcoscenici dorati già li conosceva benissimo ma era intenzionato a trovare nuove sfide, a rimettersi in gioco con un progetto serio. I loro nomi fanno parte della storia di questa piccola regione che sogna e soffre insieme ai suoi due eroi

Commenti

Partecipa anche tu alla discussione, accedi