La forza di Edgar, con lo sport nel sangue

Il 37enne lombardo di origine colombiana ha vinto il Master del Circuito di Wheelchair FIT-LAB 3.11. Non ha mai abbandonato l'attività sportiva, nemmeno dopo l'incidente automobilistico che gli ha lesionato la colonna vertebrale

20 dicembre 2019

È nato in Colombia ma è italiano a tutti gli effetti. Vive nel bresciano da quando aveva 10 anni e adesso è il 'maestro' azzurro di tennis in carrozzina 2019. Il 36enne Edgar Andres Scalvini Lozano, che ha iniziato con la racchetta solo tre anni fa dopo un passato di successi nel golf e nella pallacanestro wheelchair, ha festeggiato il titolo del Master del Circuito FIT-LAB 3.11 disputato sui campi veloci indoor della Canottieri Baldesio Cremona al termine di una stagione che lo ha visto tra i principali protagonisti.

Dalla Colombia a Brescia
Classe 1983 e rimasto orfano di padre, a 10 anni è arrivato in Italia con mamma Florisa, ex affermata cantante latino-americana che si risposa con il bresciano Francesco Scalvini. A 18 anni l'incidente automobilistico che lo costringe sulla sedia a rotelle per una lesione alla colonna vertebrale, di fatto interrompendo i suoi sogni di diventare un professionista del golf. Ma lo sport non lo abbandona: inizia con il tennis in carrozzina, poi il wheelchair golf, specialità nella quale si laurea campione europeo, poi ancora la Serie A di pallacanestro con un paio di presenze con la Nazionale italiana. Nel 2017 il ritorno al tennis, le nozze con Vanessa e il lavoro in una cooperativa sociale. Impegnato nel progetto di riciclaggio delle carrozzine, Edgar vive con sua moglie e con Sherman, il loro bulldog, e progetta di ampliare la famiglia. Nel frattempo sta riempiendo la bacheca delle coppe.

Il titolo a Cremona
Scalvini ha conquistato il Master sfatando un vero e proprio tabù. Quello rappresentato da Bruno Carlucci, contro cui Edgar aveva sempre perso nei quattro precedenti incroci. Il titolo incamerato a Cremona rappresenta il momento clou di una stagione 2019 che ha visto il lombardo togliersi anche la soddisfazione di battere il futuro vice-campione italiano Mario Cabras. “Il successo su Cabras – sottolinea Edgar – è stato significativo, perché è arrivato nel torneo della mia città (il Camozzi Open, appuntamento del circuito internazionale ITF, ndr) e perché ho vinto in maniera convincente giocando una signora partita, ma la più grande soddisfazione è stata quella del Master. A Cremona è stata una lotta continua, a partire dalla rimonta che ho subito nel primo match di round robin contro Carlucci. Poi nella semifinale contro Zeni (primo nel ranking del Circuito FIT-LAB 3.11 al termine delle undici tappe, ndr) ho annullato qualche match-point e in finale ho ritrovato Bruno... ma questa volta l'ho battuto”.

Il momento chiave della stagione
Scalvini si è guadagnato uno degli otto posti del Master con la seconda posizione nella classifica finale del Circuito FIT-LAB 3.11, ottenuta anche grazie ai sigilli di Pavia e Vigevano (ha timbrato anche in doppio a Rho e Alessandria in coppia con Manuel Zorzetto). Prima dei due successi pavesi, era stato l'appuntamento di Torino (il terzo del Circuito) a fare da spartiacque nella stagione di Scalvini: “A Torino è accaduto qualcosa che mi ha fatto cambiare rotta - spiega Edgar -. Ho raggiunto la finale e l'ho persa, ma ho fatto il primo importante passo per sconfiggere l'ansia e quella paura di sbagliare che mi frenavano impedendomi di esprimere in gara tutte le mie potenzialità. Senza nulla togliere ai miei allenatori (Elisa Belleri, Enrico Cinghia e Vincenzo Rastelli con la supervisione di Alberto Paris, ndr) e allo staff dell'Active Sport Brescia che mi hanno seguito e mi sono sempre stati vicini per tutta la stagione, mi sento di ringraziare due persone che hanno contribuito a farmi superare queste difficoltà: Francesco Zola, il mio compagno di doppio a Torino, e Pietro Mazzei, il direttore del torneo piemontese”.

Vice-campione italiano in doppio
Una bella soddisfazione è arrivata anche dagli 'Assoluti' di Bassano”. In Veneto Scalvini ha colto i quarti di finale in singolare e la finale in doppio in coppia con Gerardo Riccardi: due risultati che lo hanno condotto nella Top 10 italiana, al settimo posto. Adesso Scalvini fa parte del secondo gruppo, quello subito alle spalle dei tre big azzurri che puntano alle Paralimpiadi di Tokyo 2020: Luca Arca, Silviu Culea e Ivan Tratter. Tokyo per il momento non rientra negli obiettivi di Edgar, che quest'anno ha deciso di concentrarsi sui tornei nazionali, disputando solo due eventi ITF.

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