L'anno 'da Scudetto' di Baldi & Marcora

Filippo e Roberto, i migliori due lombardi nella classifica ATP, hanno chiuso la stagione 2019 in bellezza col titolo in Serie A1 con l’Sc Selva Alta. E anche Samuel Vincent Ruggeri, top 100 nel ranking under 18, è stato protagonista nel campionato col Tc Crema

27 dicembre 2019

Grandi dentro e fuori dai confini. Sono i lombardi Filippo Baldi, Roberto Marcora e Samuel Vincent Ruggeri. Tre protagonisti dalle età e dalle caratteristiche diverse, accumunati da una grande Serie A1 con le due formazioni lombarde in gara. Perché Baldi e Marcora il campionato l’hanno vinto, con lo Sporting Club Selva Alta di Vigevano, riportando in Lombardia un titolo maschile che mancava addirittura dal 1989. Il bergamasco Vincent Ruggeri, invece, ad appena 17 anni è stato fra i protagonisti della salvezza del Tc Crema, conquistando dei punti fondamentali e ripagando la scelta del club di investire sulla sua crescita tre anni fa, quando era solo un 14enne di buone speranze.

Speranze che oggi sono ancora più concrete perché certificate da maturità, serietà e naturalmente risultati, come l’ingresso fra i primi 100 juniores al mondo e la partecipazione allo Us Open under 18, in quel circuito Itf Junior che come ultimo protagonista lombardo aveva visto proprio Baldi, una manciata di anni fa. Oggi il pavese è fra i big del tennis, e col titolo in Serie A1 ha riscattato un 2019 fatto di luci e ombre. Non è quasi mai riuscito a esprimere il suo miglior tennis, perdendo un centinaio di posizioni nel ranking Atp rispetto a dodici mesi prima, ma in extremis ha trovato comunque un’enorme soddisfazione da dedicare al padre Leonardo, prematuramente scomparso in febbraio, il primo a credere nel progetto Selva Alta nel lontano 2013.

Proprio quell’anno è arrivato in squadra anche Marcora, che con Baldi ha trascinato il team dalla B allo scudetto, chiudendo col tricolore un’annata splendida che l’ha riportato ad alti livelli, dopo le fatiche (fisiche in primis) delle ultime stagioni. Il 30enne di Busto Arsizio è finalmente riuscito a tenere alla larga gli infortuni ed è così tornato a mostrare tutto il suo valore. Avrebbe fatto ancora meglio vincendo una delle tre finali Challenger disputate, ma ha comunque ritrovato la strada della Top 200 Atp, tornando nel giro delle qualificazioni Slam e risalendo al numero 181 Atp, a sole tre posizioni dal best ranking datato aprile 2015. Dopo qualche stagione sfortunata ha di nuovo buoni motivi per guardare con fiducia al 2020.

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