Lisa Pigato, una promessa da mantenere

Alla scoperta della 16enne bergamasca, che nel 2019 è stata l'italiana più giovane ad aver portato a casa almeno un titolo ITF. La crescita sotto l'occhio attento di papà Ugo, ex professionista

di Luca Fiorino | 06 gennaio 2020

Una mentalità fuori dal comune e un futuro ancora tutto da scoprire. Lisa Pigato, figlia dell'ex professionista Ugo, è una delle promesse più interessanti del panorama nazionale. Alla luce del rush finale che l’ha vista sempre più protagonista nel corso della passata stagione, la tennista bergamasca è diventata la giocatrice italiana più giovane nel 2019 ad aver portato a casa almeno un titolo ITF. A soli 16 anni, Pigato si è difatti assicurata i tornei di Tabarka in Tunisia e di Heraklion in Grecia (entrambi con prize money pari a 15 mila dollari) concludendo l’annata alla posizione numero 712 del ranking WTA. Dopo qualche prima difficoltà iniziale, Lisa ha invertito la rotta riuscendo finalmente a esprimersi al meglio delle proprie possibilità. “Ero partita bene a inizio anno raggiungendo gli ottavi di finale agli Australian Open juniores salvo poi perdermi un po’ per strada - afferma Lisa -. Ho attraversato un periodo complicato nel quale mi sentivo poco serena e bloccata dalla paura”. Quella sensazione di smarrimento, tipica della fase adolescenziale, è stata superata brillantemente. “Lo definisco il periodo della contestazione - spiega papà Ugo Pigato -. È una fase di transizione che a quell’età, chi più e chi meno, abbiamo sperimentato tutti. Lisa non era focalizzata sugli obiettivi ma poi si è liberata mentalmente e adesso fila tutto liscio”. La giovane lombarda inizierà la stagione in Australia con i tornei under 18 di Traralgon (grado 1) e le qualificazioni agli Australian Open juniores per poi tornare alla base ed effettuare tre ulteriori settimane di preparazione.

WORK IN PROGRESS

Quello che fai oggi può migliorare tutti i tuoi domani. Il percorso di crescita di Lisa Pigato si fonda su basi molto solide e prosegue all’insegna della cautela. “Fisicamente non è ancora un’atleta vera - ammette il papà -. Ha bisogno ancora di tempo per costruire un fisico che le possa permettere di competere con tenniste più grandi e navigate del circuito professionistico. Ciò che deve fare ora è continuare a lavorare per progredire giorno dopo giorno. Penso abbia delle doti che alla lunga verranno fuori ma è ancor presto per fare ragionamenti su dove potrà spingersi in futuro”. La giovane bergamasca si allena senza sosta e procede spedita verso il suo sogno: fare del tennis, la sua più grande passione, il proprio lavoro. “Vorrei diventare una tennista professionista, girare il mondo e giocare un domani i tornei WTA”. Nonostante la giovane età, Lisa dimostra di avere una maturità particolarmente spiccata. “Per completarsi bisogna lavorare sodo e migliorare sia tatticamente che tecnicamente. Durante l’off season ci siamo concentrati principalmente sul dritto, il mio fondamentale meno incisivo. Abbiamo lavorato tanto anche sulle discese a rete e sul servizio in modo da renderlo più vario e imprevedibile”. La giovane classe 2003 lombarda ha evidentemente ancora ampi margini di miglioramento, specialmente dal lato del dritto. A differenza di tante altre ragazze della sua età, Lisa può far affidamento su una caratteristica non così banale. “La miglior qualità di Lisa è la visione di gioco - rivela Ugo -. Questa sua peculiarità le consente di avere una marcia in più e di prevedere le dinamiche di gioco con largo anticipo. Col dritto invece, seppur tecnicamente sia un colpo pulito, deve ancora crescere in termini di efficacia e velocità di palla”.

IL RUOLO DEL GENITORE

Il rapporto tra un figlio e il genitore-coach è da sempre oggetto di dibattiti controversi. Scindere i due ruoli è un’impresa assai ardua, non rimanere emotivamente coinvolti lo è ancor di più. “È innegabile che un papà con una figlia faccia più fatica - confessa Ugo Pigato -. Il vantaggio che abbiamo in accademia presso lo Sporting Club Milano 2 è che a seguire Lisa non ci sia solo io ma anche Giacomo Oradini. Anzi, in questo momento sono più un supporto per mia figlia che altro. Abbiamo infatti stabilito tempo fa che nella maggior parte dei tornei sarebbe stata accompagnata da Giacomo poiché ritengo che una figura esterna, se così vogliamo definirla, sia fondamentale per la crescita di Lisa”. In questi casi manuali da seguire alla lettera non esistono ma non bisognerebbe mai dimenticare che il focus principale dovrebbe essere la persona e non la futura (possibile) atleta. “Noi genitori, io in primis, tendiamo a viziare i figli quando invece è importante per il loro bene che si arrangino in tante cose - prosegue Ugo -. Vedo quotidianamente mamme e papà pronti a intervenire su ogni minima problematica dei propri ragazzi e risolvere i loro problemi quando dovrebbero esser lasciati un po’ più liberi di sbagliare. Oggi si amplifica tutto e ogni minimo gesto viene esasperato. Dovremmo provare a riavvolgere il nastro e tornare indietro nel tempo per capire che qualche distrazione in più fa bene e aiuta a evadere dalla routine di tutti i giorni. Si è perso il senso della normalità”. L’equilibrio, come noto, è un’arte difficile da ricercare. “Il nostro rapporto adesso è splendido - dichiara Lisa -. Papà c’è sempre e anche attraverso Jack (Oradini, ndr) abbiamo trovato un modo diverso di comunicare tra di noi. Adesso, dopo esserci chiariti su alcune cose, lavoriamo benissimo e ci scontriamo molto meno rispetto al passato. Lasciandomi libera di prendere le mie scelte mi ha dato una dimostrazione d’amore unica”.

LA PRESSIONE SUI GIOVANI

I fari puntati possono incutere timore a chi sul palco non è abituato a interpretare la parte da attore protagonista. Lisa Pigato, dal par suo, ha il vantaggio di poter ascoltare i preziosi consigli di chi in passato ha dovuto prima di lei farne le spese. “Ho vissuto alla mia epoca quel genere di aspettative quando ero considerato una speranza del tennis italiano - riconosce papà Ugo -. Non è una situazione facile da controllare. La pressione c’è e fa parte del gioco ma quelli realmente bravi la superano. Sa che crediamo in lei e che l’obiettivo è farla diventare brava. Ciò che vedo di positivo è la voglia di giocare col sorriso e di girare il mondo, cosa che al contrario a me pesava e non poco. Non c’è il pericolo che si stufi”. Sul tanto discusso tema della pressione si era espresso pochi mesi fa anche Riccardo Piatti in merito alle straordinarie abilità mentali di Jannik Sinner. “Lisa mi parla spesso di lui - afferma Ugo -. Ricordo Djokovic a Sanremo alla sua età e non era così completo come lo è oggi l’altoatesino. Un ragazzo così giovane che dichiara di non poter prevedere l’avversario ma soltanto la propria mente è un fuoriclasse di natura e un possibile futuro numero uno al mondo. Come mai? Dando per assodate le sue qualità tecniche, perché solo i campioni sanno gestire la mente e riflettere così lucidamente in campo”. Non tutti i progetti sono uguali, non tutte le strade portano alla stessa destinazione e con i medesimi tempi di percorrenza. “È difficile prevedere per ogni giocatore l’istante esatto dell’esplosione. Oggi parliamo così tanto di Sinner che corriamo il rischio di dimenticarci di un altro grandissimo talento come Lorenzo Musetti - dichiara il papà di Lisa -. Per quanto riguarda mia figlia non so quando arriverà il momento in cui farà il salto di qualità ma non ci poniamo scadenze particolari”.

LISA FUORI DAL CAMPO

Una ragazza coscienziosa e al contempo curiosa di ciò che la circonda, Lisa studia Novak Djokovic (il suo tennista preferito, ndr) ed esamina le sue avversarie già da tempo. “Seguo il tennis maschile e femminile in tv e mi aggiorno costantemente con tutti i risultati e a tutti i livelli. Amiche? Vado d’accordo con tutte, in particolare con Melania Delai con cui spesso mi ritrovo a giocare gli stessi tornei”. Fra i tanti interessi della bergamasca, oltre alle scienze umane e alla psicologia, c’è anche il padel. “Mi diverte molto e lo pratico d’estate - afferma Lisa Pigato -. Mi aiuta a rilassarmi e a divagare un po’ dalla routine giornaliera. Fra gli altri miei hobby mi piace molto uscire con le amiche e andare allo stadio a vedere il Milan”. Essendo cresciuta in una famiglia nella quale il tennis ha da sempre rappresentato una parte essenziale della vita di tutti i giorni, sin da piccolina Lisa ha assorbito i principali valori dello sport, veicolo di valori umani e sociali. “Odio l’invidia e non la tollero anche se mi rendo conto che viviamo in un ambiente altamente competitivo. Tra noi italiane fortunatamente c’è un bel rapporto che ci spinge a dare il meglio, nessuna esclusa. Tutte le vittorie sono uno stimolo per tutte noi a dover fare il massimo e dimostrare di non essere da meno”. La nuova stagione è alle porte, Lisa è pronta ad affrontare i nuovi impegni con grande determinazione. “Inizierò in Australia e poi rientrerò in Italia per terminare la preparazione. Per quest’anno ho due obiettivi in particolare: scalare il ranking WTA nel lungo termine e nel breve farmi valere quanto prima nei tornei juniores. Mi piacerebbe replicare il risultato dello scorso anno a Melbourne ed entrare direttamente nel tabellone principale degli Slam juniores centrando qualche buon piazzamento. Come già detto l’importante è intraprendere il giusto cammino con lo scopo di maturare come persona e tennista”.

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