IL MEMORIAL GIMMI FAGANEL ALL'ULTIMA RECITA?

Momento delle premiazioni al Tennis club triestino dopo l'esaurimento delle tre finali di doppio maschile del 25° Faganel. Italo Galaverna, presidente del Tc Muggia, come di consueto, ripercorre le tappe del Memorial e le vicissitudini del club, tenacemente sopravvissuto, nelle ultime sei puntigliose edizioni, anche alla mancanza di strutture proprie. Il discorso diventa un po' accorato quando il futuro del sodalizio e la riprogrammazione del torneo vengono messe in serio dubbio da nascenti difficoltà. All'orizzonte una possibile diaspora dei soci ed una bandiera sociale che potrebbe essere parzialmente ammainata dall'ambito tennistico più consolidato.

02 dicembre 2019

Eventualità che viene amaramente commentata dal consigliere Fit Stefano Picech e dall'incaricato provinciale Coni Ernesto Mari, mentre Francesco Franzin, numero uno del Tct, interrompe la sua disamina a seguito di un intervento da parte di un socio.

E' risoluto Galavarena nel disapprovare l'intromissione e nel riprendere in mano la bacchetta della regia per passare a presentare i migliori attori dell'evento, grandi interpreti di una giornata di tennis campale dove resistenza, tecnica ed emotività avvinghiano il pubblico all'altalena dei nove set globali. Tanti sono infatti necessari, infarciti da tre tie-break, per arrivare ai sudati verdetti finali.

Con l'assistenza dell'onnipresente giudice arbitro Laura Lazzari, il pomeriggio si apre con i finalisti di quarta categoria, grazie ai pluridecorati Davide Nardini e Alessandro Mezzavilla, opposti agli outsider Antonio Mura, 4.2 con laurea in Genomica funzionale e Luca Venditti 4Nc con laurea in Neuroscienze, due giovani ex universitari dalle 24 primavere (uno diretto al Science Park di Trieste e l'altro in volo verso l'accademia di Cambridge). I due maturi 4.1, portacolori del Tc Muggia, non si lasciano intimorire dalla sottostimata classifica del fiorente tandem e disegnano un primo set di notevole qualità, permeato dalla potenza di Nardini e dagli interventi di pura astuzia di Mezzavilla. Un combattuto secondo tempo, conquistato al tie-break (7-5) dai due giovani “scienziati in pectore” é specchio di risorse fisiche intatte e di scambi più ragionati, punti fermi che li proiettano verso il successo per 3-6 7-6 6-4.

Over 100 ancora ad appannaggio dell'affiatato ed ineffabile duo, composto dal 3.4 Massimiliano Pacor e dall'inossidabile 4.1 Alessandro Mezzavilla, capaci di emergere al terzo tempo risolutivo sull'atleta muggesano Paolo Persi e sul tenace goriziano Stefano Papagna. Di fronte al risultato incerto e stressante di 6-3 4-6 7-6 gira il sospetto che l'accesa sfida di semifinale dei perdenti, analogamente tappata in tre parziali, abbia concorso a prosciugare un po' il serbatoio contenente lucidità e freschezza.

  E si arriva all'incontro clou del doppio Open. Sul rettangolo di gioco due tandem inafferrabili per le altre formazioni del tabellone, in virtù del ranking e delle risapute capacità agonistiche. Il 2.4 Mauro Commisso e il 4.2 Simone Appio si confrontano con il 2.4 Luca Serena e il pari classifica Daniele Valentino: due espressioni friulane al braccio di ferro con due firme della Marca Trevigiana. Sulla terra rossa di Padriciano per la delizia del pubblico vanno in onda scambi spettacolari, interventi acrobatici e rincorse a perdifiato. Un primo set incamerato dai trevigiani, per 7-4 nel tie-break, delinea un Commisso non proprio in forma smagliante, vicino ad un coriaceo Appio, completamente ritrovato dopo le traversie fisiche. Di converso Valentino assolve con efficacia il suo compito, lasciando le incombenze funamboliche e rischi al più navigato Serena, giocatore effervescente che porta a casa punti e consensi anche con precise traiettorie di servizio. Ma basta un lieve appannamento dello stesso giocatore per scatenare il “duo meraviglia”: Commisso scioglie il braccio ed Appio incomincia a randellare fitto sulle diagonali, frecce produttive che tratteggiano un secco 6-2.

Terzo set e scende altra linfa vitale per i giocatori della Marca, accorti nel tarare una partenza shock da 4 a 0, calando una palpabile ipoteca sull'esito della gara.

Ma a questo punto accade l'imponderabile: il 24enne Valentino entra improvvisamente in crisi di precisione e convinzione. Serena si strugge per l'inaspettata vulnerabilità del compagno, lotta accanitamente, cercando di conservare i vantaggi dello score e d'impedire l'incombente deriva, sfoderando brillanti conclusioni a filo rete.

Ma scatti felini e miracolose chiusure non bastano a fermare la compatta ed esperta armata avversaria che implacabile individua nel frastornato giovane il fianco percorribile per la stretta finale. Ed é il sentiero per pennellare una linea di rimonta che vale ben sei game consecutivi e l'ennesimo titolo Open di doppio, targato Gimmi Faganel numero 25.

fausto serafini

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