Rubini, una stagione in soli 20 giorni

Con i titoli a Imola e Sezze, Stefania Rubini ha dato colore nell’arco di tre settimane al suo 2019. Ha ribadito di avere i mezzi per fare grandi cose, ma serve ancora più continuità. Adesso età e maturità possono dare una bella mano

27 dicembre 2019

Dare valore a un’intera stagione in appena tre settimane? Si può. Per informazioni chiedere a Stefania Rubini, la seconda miglior tennista emiliana nel ranking WTA (alle spalle di Sara Errani), nonché l’unica a chiudere il 2019 con due titoli in bacheca. La curiosità è che la bolognese di mamma giamaicana li ha vinti entrambi nell’arco di venti giorni, concentrando dal 16 luglio al 4 agosto buona parte del succo di un’annata che l’ha vista confermare una volta di più di avere i mezzi per fare grandi cose. Tanto che le uniche due volte che ha superato i quarti di finale ha poi trovato lo slancio per andare a vincere il torneo.

Il problema è che i quarti di finale li ha raggiunti appena in sei occasioni, continuando a non trovare quella continuità che da sempre è la più grande antagonista di un tennis tanto esplosivo da avere ben pochi eguali in Italia, oggi come in passato. La qualità dei suoi colpi non è mai stata in discussione, e quando funzionano a dovere lasciano immobili le avversarie, come successo nelle due settimane da incorniciare nel cuore dell’estate. Prima Stefania ha bissato sull’erba sintetica di Imola il titolo del 2018, poi dopo un viaggio a vuoto a Schio si è ripetuta sbancando anche il 25 mila dollari di Sezze, in provincia di Latina.

Il messaggio che passa è chiaro: quando Stefania (che ha chiuso il 2019 con la promozione in Serie A1 con la sua Canottieri Casale) riesce a dosare a dovere gli ingredienti del suo tennis può diventare un’avversaria inarrestabile. Deve solo riuscire a farlo un tantino più spesso. La buona notizia è che da questo punto di vista la maturità che accumula potrebbe diventare un alleato, trasformandosi in esperienza. Se a mancare fossero qualità tecniche o fisiche, trovarle a 27 anni sarebbe ben altro problema. Ma non è questo il caso. Così l'Emilia Romagna ha un'altra potenziale protagonista del circuito Pro per cui fare il tifo.

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