Lucia Bronzetti bussa alle porte del grande tennis

La romagnola, 21 anni appena compiuti, chiude il 2019 con un progresso di 170 posizioni nel ranking, al n.333: “Darei un 8 alla mia stagione. Sto compiendo un percorso di maturazione e sono convinta di avere ancora margini. Esempi come Paolini e Gatto-Monticone rappresentano uno stimolo”

di Gianluca Strocchi | 22 dicembre 2019

Quell’agognato piccolo scudo rosso, bianco e verde che ha un grandissimo valore per qualsiasi sportivo, tennisti compresi, per la seconda volta è sfumato per un soffio, di nuovo al doppio di spareggio. Lucia Bronzetti ci ha messo il cuore per tentare di sovvertire il pronostico contro Martina Trevisan (quasi 180 posizioni più avanti nel ranking mondiale) nel singolare fra le numero 2 delle formazioni protagoniste della finale di serie A1 sul veloce del PalaTagliate di Lucca, finendo però per cedere 64 al terzo nel match che poteva rappresentare la svolta per il Tennis Club Genova 1893. E alla fine a gioire, dopo due giornate all’insegna dell’equilibrio e delle emozioni, è stato il Tennis Club Prato. Un epilogo amaro per la giovane romagnola di Villa Verucchio, che avrebbe tanto voluto regalarsi il Tricolore per i 21 anni compiuti il 10 dicembre, un paio di giorni dopo la conclusione delle Finali del massimo campionato.

Siamo una squadra molto unita, dentro e fuori dal campo – sottolinea la Bronzetti – e questo ha fatto la differenza anche contro avversarie sulla carta assai temibili. Ci appoggiamo a vicenda una sull’altra e ci carichiamo, e la riprova è l’essere riuscite ad arrivare sino alla finale senza grandi patemi. Però Prato ha dimostrato una volta di più di essere una formazione molto forte, noi ci siamo battute gettando ogni energia nella contesa, ma non è bastato. Personalmente dopo la tensione dello scorso anno, quando era la mia prima finale e anche prima diretta tv, per cui all’inizio ero piuttosto contratta, penso di aver affrontato con il giusto approccio il match con la Trevisan, anche grazie ai preziosi consigli del capitano Mauro Balestra e di una compagna di squadra come Alberta Brianti, che sa aiutarci molto, avendo pure iniziato a lavorare come coach. Non ci sono andata troppo lontana, ma lei nel momento decisivo, sul 4 pari al terzo, è stata brava a far valere la sua maggior esperienza a certi livelli. Brucia un po’, certo, arrivare così vicino allo scudetto e vederselo sfuggire, come era accaduto pure dodici mesi prima contro Beinasco. Vuol dire che ci riproveremo con ancora più determinazione nel prossimo campionato”.

“Darei un 8 alla mia stagione”

Anche se è mancata per poco la classica ciliegina sulla torta, la tennista riminese, cresciuta sotto la guida di coach Patricio Remondegui, per poi passare ad Anzio nel Piccari Tennis Team con i fratelli Francesco e Alessandro Piccari, archivia una stagione intensa, nella quale ha compiuto non pochi progressi. I numeri parlano chiaro in tal senso: chiude al 333° posto della classifica mondiale Wta un anno iniziato da numero 503, il che significa essere la dodicesima italiana nel ranking (più giovane di lei tra le azzurre che la precedono solo Elisabetta Cocciaretto). “Nel 2019 ho inanellato diverse semifinali nei tornei ITF da 25mila dollari e questo indica che come livello ci sono – commenta Lucia tirando le somme della sua annata -. Inoltre ho giocato tanto sulla terra, la superficie meno congeniale per le caratteristiche del mio tennis, ma dovevo imparare ad esprimermi anche su questi campi. Mi ritengo soddisfatta della mia stagione e, se dovessi darmi un voto, sarebbe un bel 8”.

“La svolta a Kazan, nelle qualificazioni”

Riavvolgendo con la mente il film del 2019 agonistico la verucchiese non fatica ad individuarne il momento top. “Ho giocato molto bene a Kazan, in Russia, a marzo, e credo sia stata una vera e propria svolta. In quel 25.000 dollari partivo dalle qualificazioni, ma quando sono arrivata mi è venuto il torcicollo e onestamente pensavo di non riuscire nemmeno a giocare e temevo di dovermi ritirare dopo pochi game. Ho tenuto duro, lottando, e ho portato a casa quel match, migliorando poi il rendimento giorno dopo giorno. E’ stata davvero un’iniezione di fiducia importante, per capire che in questo genere di tornei potevo starci benissimo”.

“Margini di miglioramento nel mio percorso”

Non a caso, nel circuito ITF ha raggiunto poi il penultimo atto anche nei tornei di Monastir, Santa Margherita di Pula, Biella, Verbier e Minsk a novembre. Ora, dopo un paio d’anni di crescita umana e tennistica, la Bronzetti insegue un ulteriore salto di qualità nell’anno che verrà. “Abbiamo cominciato la preparazione invernale, leggermente posticipata per via delle finali tricolore. In ogni caso abbiamo comunque tempo, visto che la mia stagione 2020 partirà solo in febbraio. Valuteremo se come programmazione puntare di più sugli appuntamenti sul duro, superficie che prediligo. Non ci poniamo obiettivi particolari in termini di classifica, ma prima di tutto puntiamo ad alzare la qualità del mio tennis, poi risultati e quindi ranking saranno una diretta conseguenza. Sto compiendo un percorso di maturazione e sono convinta di avere ancora margini di miglioramento. Del resto, casi come quelli di Jasmine Paolini, fresca di ingresso tra le prime 100 del mondo, e Giulia Gatto-Monticone, arrivata per la prima volta a giocare uno Slam a 30 anni, rappresentano uno stimolo – conclude Lucia - e un esempio di cui fare tesoro”.

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