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Italia: è iniziata l'età dell'oro

La vittoria degli azzurri nell'Europeo di casa e il secondo posto delle ragazze. Il ct degli uomini, Spector: "deve essere un punto di partenza"

di Stefano Izzo | 12 novembre 2019

Ogni promessa è debito. “Andiamo all’Europeo per vincere” si era sbilanciato il selezionatore dell’Italia maschile di Padel, Gustavo Spector. Quella promessa è diventata realtà nel giro di una settimana, in cui la nostra Nazionale ha vestito alla perfezione i panni di padrona di casa al Bola Padel Club di Roma. Il doppio confronto in finale con la Francia ha premiato gli azzurri e visto le ragazze allenate da Marcela Ferrari raggiungere comunque la piazza d’onore.
Un risultato che ha certificato gli enormi passi avanti compiuti dall’intero movimento della “pala” nel nostro Paese.
“Ci credevo, ma era tutt’altro che scontato – ammette Spector – Ho fatto i complimenti ai miei ragazzi perché sono stati bravissimi nella finale con la Francia, facendo sembrare tutto semplice ciò che in realtà non era. E’ stata una partita tosta, difficile e molto chiusa. Nel primo incontro, German Tamame e Simone Cremona hanno compiuto una vera e propria impresa. Hanno dominato la coppia francese Tison-Maigret (61 62 il punteggio ndr) che soltanto un anno fa al Mondiale in Paraguay aveva sconfitto Mattia Nicoletti ed Enrico Burzi. Ed invece hanno giocato un match eccezionale facendo cose fuori dal comune. Il match decisivo tra Michele Bruno ed Andres Britos contro Bergeron-Scatena, che ci ha consegnato il punto della vittoria, è stato una vera e propria battaglia. La tensione era altissima ed il confine tra vincere o rimandare tutto al match di spareggio è stato molto sottile fino all’ultimo punto (64 67 75 lo score in favore degli azzurri ndr). I francesi a tratti hanno giocato un padel perfetto, senza sbagliare una mossa, ma nei momenti difficili ho detto ai nostri di non mollare perché non poteva essere sempre così. Ed infatti dopo essere stati rimontati dal 5-2 al 5-5 nel terzo set, i nostri avversari hanno forse avuto un leggero calo di tensione e noi siamo riusciti a conquistare il break decisivo che ci ha portati alla vittoria.”
L’Italia ha portato a casa il suo primo storico titolo europeo senza cedere neanche un punto in tutto il torneo. Russia, Polonia, Germania ed infine la Francia: un percorso netto senza esitazioni, che riempie Spector d’orgoglio. “E’ vero che mancavano Spagna e Portogallo, ma è stata comunque una competizione di alto livello. La dimostrazione che tutte le partite vanno giocate e non esistono risultati scontati l’abbiamo avuta nel torneo Open, dove si sono registrati diversi risultati a sorpresa. Noi, la Francia e l’Inghilterra che si è piazzata terza, abbiamo giocato un ottimo Europeo”.
L’Italia della racchetta che corre a mille all’ora e brucia le tappe, da Berrettini a Sinner, tocca ora anche le latitudini del Padel. Se soltanto qualche anno fa poteva sembrare impensabile il solo organizzare un Europeo in casa, era davvero fantascienza ipotizzare di vincerlo. E questo trionfo per Spector deve essere un altro mattone verso la costruzione di qualcosa di ancora più importante. “Quando sono venuto in Italia, pensavo che un giorno ci saremmo tolti delle soddisfazioni, ma non era immaginabile farlo così presto. All’ultimo Europeo eravamo usciti nel girone perdendo con Svezia e Francia. Il gap è ancora notevole con Spagna e Argentina, ma il nostro livello sta crescendo velocemente. Questo successo deve darci un’ulteriore spinta verso l’alto. Il pubblico così numeroso che ci ha seguito in questi giorni è la testimonianza di quanta fame di Padel ci sia adesso in Italia. Il messaggio del presidente Federale, Angelo Binaghi, alle nostre Nazionali nel corso delle premiazioni alle Next Gen Finals è il regalo migliore che si potesse ricevere. E’ stato lo spot ideale per promuovere il nostro sport. Ora bisogna sfruttare questo momento d’oro e cavalcare l’onda. Per i nostri giocatori è fondamentale potersi confrontare continuamente a livelli più alti. Nella settimana dei campionati Europei abbiamo visto come il nostro gioco è cresciuto affrontando match più impegnativi. Sarebbe importante poter avere delle borse di studio per affrontare competizioni in Spagna, dove si cimentano i giocatori migliori del World Padel Tour”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Marcela Ferrari, comunque soddisfatta per il secondo posto ottenuto dall’Italia femminile. “Faccio innanzitutto i complimenti ai ragazzi – dice la selezionatrice azzurra – Hanno disputato una manifestazione incredibile. Ci spiace non essere riuscite ad ottenere lo stesso risultato, c’era una gran voglia di fare qualcosa di ancora più grande in casa nostra, ma la Francia si è dimostrata più forte di noi, anche se abbiamo capito che ci stiamo avvicinando come mentalità e atteggiamento tattico. L’organizzazione è stata perfetta, l’inno nazionale cantato dal pubblico, la gente che è venuta a sostenerci, sono tutte cose che rendono grande l’Italia e il padel italiano. Da qui bisogna partire per crescere ancora. La strada da percorrere è questa: allenandoci sempre meglio, svolgendo una buona preparazione atletica e lavorando sulla strategia”.

E ORA CAVALCARE L'ONDA

L’Italia ha portato a casa il suo primo storico titolo europeo senza cedere neanche un punto in tutto il torneo. Russia, Polonia, Germania ed infine la Francia: un percorso netto senza esitazioni, che riempie Spector d’orgoglio. “E’ vero che mancavano Spagna e Portogallo, ma è stata comunque una competizione di alto livello. La dimostrazione che tutte le partite vanno giocate e non esistono risultati scontati l’abbiamo avuta nel torneo Open, dove si sono registrati diversi risultati a sorpresa. Noi, la Francia e l’Inghilterra che si è piazzata terza, abbiamo giocato un ottimo Europeo”.
L’Italia della racchetta che corre a mille all’ora e brucia le tappe, da Berrettini a Sinner, tocca ora anche le latitudini del Padel. Se soltanto qualche anno fa poteva sembrare impensabile il solo organizzare un Europeo in casa, era davvero fantascienza ipotizzare di vincerlo. E questo trionfo per Spector deve essere un altro mattone verso la costruzione di qualcosa di ancora più importante. “Quando sono venuto in Italia, pensavo che un giorno ci saremmo tolti delle soddisfazioni, ma non era immaginabile farlo così presto. All’ultimo Europeo eravamo usciti nel girone perdendo con Svezia e Francia. Il gap è ancora notevole con Spagna e Argentina, ma il nostro livello sta crescendo velocemente. Questo successo deve darci un’ulteriore spinta verso l’alto. Il pubblico così numeroso che ci ha seguito in questi giorni è la testimonianza di quanta fame di Padel ci sia adesso in Italia. Il messaggio del presidente Federale, Angelo Binaghi, alle nostre Nazionali nel corso delle premiazioni alle Next Gen Finals è il regalo migliore che si potesse ricevere. E’ stato lo spot ideale per promuovere il nostro sport. Ora bisogna sfruttare questo momento d’oro e cavalcare l’onda. Per i nostri giocatori è fondamentale potersi confrontare continuamente a livelli più alti. Nella settimana dei campionati Europei abbiamo visto come il nostro gioco è cresciuto affrontando match più impegnativi. Sarebbe importante poter avere delle borse di studio per affrontare competizioni in Spagna, dove si cimentano i giocatori migliori del World Padel Tour”.

UN SECONDO POSTO PER CRESCERE

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Marcela Ferrari, comunque soddisfatta per il secondo posto ottenuto dall’Italia femminile. “Faccio innanzitutto i complimenti ai ragazzi – dice la selezionatrice azzurra – Hanno disputato una manifestazione incredibile. Ci spiace non essere riuscite ad ottenere lo stesso risultato, c’era una gran voglia di fare qualcosa di ancora più grande in casa nostra, ma la Francia si è dimostrata più forte di noi, anche se abbiamo capito che ci stiamo avvicinando come mentalità e atteggiamento tattico. L’organizzazione è stata perfetta, l’inno nazionale cantato dal pubblico, la gente che è venuta a sostenerci, sono tutte cose che rendono grande l’Italia e il padel italiano. Da qui bisogna partire per crescere ancora. La strada da percorrere è questa: allenandoci sempre meglio, svolgendo una buona preparazione atletica e lavorando sulla strategia”.

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