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Lisa, Bianca e Anna: 60 anni (e 9 titoli) in tre

Nove titoli internazionali in tre: Pigato per confermare qualità che promettono un grande futuro, le gemelle Turati per ribadire dal Texas che lo smalto è sempre lo stesso. Riviviamo i risultati 2019 delle ragazze lombarde nel circuito pro

19 dicembre 2019

Insieme fanno 60 anni in tre. E nel 2019 del tennis internazionale, in Lombardia, hanno fatto quasi tutto loro. Quattro titoli per Anna Turati, tre per la gemella Bianca, due per Lisa Pigato, che del terzetto è la più giovane ma a soli 16 anni ha già mostrato di essere prontissima per stare a suo agio nel circuito Pro. Prima si è presa la Top 100 fra le under 18, con gli ottavi di finale agli Australian Open juniores, poi si è buttata fra le “pro” e ha fatto passi da gigante, con due titoli nel World Tennis Tour (in Turchia e Grecia) che l’hanno portata al numero 711 Wta. Risultati di spessore alla luce dell’età, che promettono un futuro convincente per la giovane bergamasca della Milano Tennis Academy. Lei che, in Lombardia, delle Turati ha raccolto il testimone.

Fino a qualche tempo fa infatti le due grandi speranze del tennis lombardo erano le gemelle di Barzanò (provincia di Lecco), che poi hanno optato in simbiosi per la strada del college, volando alla Texas University di Austin per provare a far convivere tennis e studi. Sarebbero dovute restarci per nove mesi, invece sono negli States in pianta stabile dal 2016, a studiare Sport Management (Bianca) e fisioterapia (Anna). Ma il tennis resta una parte centrale della loro vita e i risultati lo confermano, dato che in due si sono divise la bellezza di sette titoli, e ne hanno pure condiviso uno in doppio, il primo in assoluto in tandem, proprio ad Austin.

In singolare Bianca ha vinto in California, in Texas (in finale contro Anna) e a Tarvisio, durante i tre mesi trascorsi in Italia per la pausa estiva dal college, salendo a un passo dalle prime 300 del ranking Wta. E proprio mentre lei trionfava in Friuli Venezia Giulia, la sorella vinceva a Tabarka (Turchia) il primo titolo in carriera, facendo poi bis e tris nelle due settimane successive, e quindi poker ai primi di ottobre in Oklahoma. Dei dieci tornei giocati nel 2019, Anna ne ha vinti quattro, portandosi vicina alle prime 500 del mondo e confermando di non aver perso lo smalto di quando il suo cognome era fra i più quotati per il tennis azzurro del futuro. Una coraggiosa scelta di vita l’ha portata con la sorella dall’altra parte del mondo, ma un’annata d’oro ha detto che nel tennis professionistico, per loro, c’è ancora posto. Se poi, con la laurea in tasca, dovessero decidere di riprovarci a tempo pieno, il terreno sarà sempre fertile.

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