-

Castellazzo a forza 20: la salvezza è da record

Ci sono voluti ben venti incontri solo nei play-out, ma alla fine il team emiliano è riuscito a conservare il posto in Serie A2. Campioni d'Italia nel 2011, quest'anno hanno ottenuto la salvezza con un team tutto fatto in casa

11 dicembre 2019

Un play-out da record lungo la bellezza di venti incontri, per legittimare una salvezza che più impegnativa e lottata non si può. È l'epilogo di stagione del Circolo del Castellazzo di Parma, utile a conservare il posto in Serie A2. I conti della post-season? Sette match al primo turno, perso al doppio di spareggio contro il Tc Palermo 2, e altri tredici nella doppia - e interminabile - sfida contro il Circolo Tennis Brindisi. È finita 3-3 all’andata in Puglia e 4-3 al ritorno in Emilia, con un nuovo doppio di spareggio, stavolta favorevole ai campioni d’Italia del 2011.

Da quello scudetto di otto anni fa gli orizzonti della squadra sono cambiati parecchio, per la scelta di rinunciare ai big e puntare sui giovani del vivaio, racchette costruite in casa dai maestri (e ancora giocatori) Tombolini e Montenet, entrambi ex pro e membri proprio di quel team che vinse il tricolore nella finale di Rovereto. Così, protagonisti dello spessore di Bracciali, Vanni, Brizzi e Golubev hanno lasciato spazio a Filippo Botti, Matteo Curci, Riccardo Trascinelli e Tommaso Bonazzi, aiutati lungo il percorso salvezza dal serbo Nikola Cacic e dallo spagnolo Eduard Esteve Lobato.

I due stranieri hanno dato una mano nella fase calda, ma i meriti della permanenza in A2 sono soprattutto del vivaio, dei giocatori di casa. Come Curci che ha incontrato qualche difficoltà nel corso della stagione ma che è stato impeccabile nell’ultimo incontro, firmando tre punti fra singolare, doppio e doppio di spareggio. E poco cambia se il 6-2 6-3 che ha scacciato lo spettro della Serie B non è arrivato di fronte alle telecamere come lo scudetto del 2011: salvarsi, in un campionato tosto come l'A2 e con una squadra “a chilometro zero” (o quasi), vale comunque tantissimo.

Commenti

Partecipa anche tu alla discussione, accedi