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Giulia Crescenzi, la luce alla fine del tunnel

Dopo il brutto infortunio alla caviglia che l'ha fermata sul più bello, la 23enne romana è pronta a recuperare il tempo perduto

di Gianluca Lalli | 04 novembre 2019

23 anni, un grave infortunio ormai alle spalle e ancora tanta voglia di emergere. Giulia Crescenzi,
tennista romana classe ‘96, si è recentemente messa in mostra con buoni risultati a livello Itf sia in
singolare che in doppio, dopo un anno travagliato dal punto di vista fisico.
“La stagione è iniziata tra alti e bassi nei $15.000, poi stava prendendo una svolta positiva
nell’open di Grottammare, dove ho raggiunto la finale nel torneo valido per l’accesso alle
prequalificazioni degli Internazionali BNL d’Italia. Poi è arrivato l’infortunio alla caviglia, mi sono
rotta un legamento e questo mi ha impedito di giocare le prequalificazioni bloccandomi in un
periodo in cui mi sentivo in fiducia”.

Un infortunio che ha tenuto l’azzurra fuori circa 4 mesi, impedendole il sogno di calcare i campi del
Foro Italico e di dare il proprio apporto nel campionato di Serie B: “Il percorso di riabilitazione è
stato lento, ho ripreso piano piano alzando sempre di più l’asticella, solo ora sto partecipando a
tornei di livello un po’ più alto perché il dolore me lo sto portando dietro tuttora”.

Nonostante il brutto stop, Giulia è riuscita a spingersi nelle fasi finali in molte occasioni, ottenendo
tra gli altri risultati una finale in singolare e due trofei in doppio: “Nonostante tutto quest’anno
posso ritenermi soddisfatta, ho vinto due tornei in doppio
(uno con Bouzo Zanotti, l’altro con
Zantedeschi, ndr) e ottenuto buoni piazzamenti anche in singolare. Spero di poter partecipare a più
tornei possibili entro fine anno, cercando di migliorare il mio best ranking”.

Attualmente Crescenzi occupa il 942esimo gradino del ranking Wta, a sole 42 lunghezze dal
proprio miglior piazzamento: “L’obiettivo è quello di scalare la classifica, sto cercando di riprendere
al meglio. Il mio obiettivo primario però deve rimanere migliorare me stessa a livello fisico e
mentale, cercando di apportare migliorie anche a livello tattico”.

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