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Genova: Brianti suona la carica

Nella finale di A1 contro Prato, la bandiera delle liguri avverte: "Sarà un'altra sfida difficilissima ma siamo pronte a dare battaglia"

di Enrico Casareto | 05 dicembre 2019

Mancano pochi giorni e poi sarà di nuovo finale scudetto per le ragazze del TC Genova. A Lucca, il 6 e 7 dicembre, le biancorosse se la vedranno con il TC Prato, storico avversario, già affrontato anche quest'anno durante la regular season. Alberta Brianti, autentica bandiera del Circolo degli Orti Sauli, ha giocato la prima finale di serie A1 vent'anni fa con il TC Milano e da tante stagioni ormai difende la maglia del TC Genova 1893. Tocca a lei suonare la carica in vista dei match decisivi per l'assegnazione dell'agognato triangolino tricolore.
"Abbiamo disputato un bel campionato, perfino inaspettato per quanto mi riguarda -afferma Alberta-, ma ricco di tante emozioni e vittorie importanti. Non è stato facile raggiungere le finali perché ai nastri di partenza c'erano tante squadre molto competitive e noi non ci siamo sempre presentate al completo a livello di rosa, ma con merito ci siamo conquistate un'altra possibilità di vincere lo scudetto. Contro Prato come al solito sarà un'altra sfida difficilissima ma siamo pronte a dare battaglia".

LE EMOZIONI DI TANTI ANNI DI SERIE A1
"Se penso allo scudetto con il TC Milano mi sembra ieri e invece sono passati vent'anni -continua la Brianti-, fu un'esperienza fantastica, perché vincemmo il tricolore con un gruppo di ragazze che si allenavano sempre insieme a Milano e ci giocammo il campionato in casa. Ma un'altra gioia indescrivibile per me è rappresentata proprio dallo scudetto vinto con il TC Genova nel 2014, mi sembrò di aver contribuito a firmare un successo davvero unico. Ho un po' di amaro in bocca per la finale persa lo scorso anno, quando abbiamo perso al doppio di spareggio, ammetto che qualche incubo notturno l'ho avuto dopo quella sconfitta, anche se tutte le finali perse sono state sofferte. Ora mi ritrovo nuovamente a dover giocare una finale, diciamo che un po' ci ho fatto l'abitudine, d'altronde con Genova è la sesta finale scudetto giocata in sette stagioni. Forse ho un po' trascinato la squadra, ma se non hai un gruppo affiatato certi traguardi non li puoi raggiungere".

IL RICORDO PIU' BELLO E PIU' BRUTTO DI UNA LUNGA CARRIERA
Il. prossimo aprile Alberta Brianti compirà 40 anni. Interprete di un gioco bellissimo da vedere, solido ma fantasioso e pregevole tecnicamente, dotata di un rovescio a una mano molto elegante, l'emiliana ha centrato il best ranking nel 2011, arrivando alla posizione numero 55 del ranking Wta. Ha raggiunto il terzo turno agli Australian Open nel 2010 e al Roland Garros 2012 ha avuto al rimo turno due chances di portarsi in vantaggio 7/5 5/0 contro l'allora numero uno del mondo Azarenka, finendo poi per perdere al terzo set. Ma il ricordo più bello della carriera è un altro: "Il mio ricordo più bello è sicuramente la vittoria al torneo Sta di Fes in Marocco nel 2011 in finale su Simona Halep, la settimana dopo essere stata convocata per la prima volta in Fed Cup. Il più brutto è quello legato a un brutto infortunio nel 2008, fra l'altro coinciso con il cambio di città e di allenatore. Ma penso al futuro. I 40 anni non li ho ancora fatti -scherza con la solita simpatia l'emiliana-, non guardo troppo in là ma mi vedo sempre presente sui campi da tennis come coach, attività che ho intrapreso da poco ma che mi impegna già molto".
L'esperienza di Alberta Brianti in veste da coach sarà sicuramente preziosa per le giocatrici che seguirà. Ma a Lucca ci sarà ancora bisogno in campo della Brianti giocatrice. E di sicuro l'ex numero 55 del mondo risponderà presente con la maglia del TC Genova, grintosa come sempre.


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