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Selva Alta, road to Lucca. "Vogliamo la finale di A1"

Il 4-2 contro Genova nella semifinale di andata è un tesoretto importante in vista del ritorno in Liguria. Il capitano di Vigevano, Giovanni Rossanigo: "Venderemo cara la pelle"

di Stefano Izzo | 27 novembre 2019

Tra Vigevano e Lucca passano 308 km, ma da domenica scorsa la distanza sembra essersi accorciata. Il PalaTagliate, impianto della cittadina toscana e sede delle prossime finali del campionato di Serie A1 dal 6 all’8 dicembre, ha ora contorni più nitidi per lo Sporting Club Selva Alta, vittorioso 4-2 nella semifinale di andata contro il Park Tennis Club Genova. Un primo passo importante verso la finale, ancora tutta da conquistare nel retour match di domenica in Liguria.
“La tavola è apparecchiata, gli ospiti sono importanti, speriamo di completare l’opera - dice Giovanni Rossanigo, capitano e figura storica di Vigevano – Siamo nel bel mezzo di un viaggio solleticante e intravediamo uno spiraglio per poter arrivare fino a Lucca. Sicuramente venderemo cara la pelle”.
La semifinale giocata domenica in casa è stata incerta fino all’ultimo quindici; il punto della vittoria è arrivato dal doppio Dadda-Marcora vittoriosi 10-8 al super-tiebreak contro Mager e Arnaboldi. Il 4-2 è un tesoretto da portare a Genova e consente a Filippo Baldi e compagni, ancora imbattuti in questa stagione di Serie A1, di avere a disposizione due risultati su tre. Si passerà dal sintetico indoor di Vigevano alla terra rossa dei campi di Via Zara, nel capoluogo ligure. “Sono partite che si giocano sui dettagli – continua Rossanigo – Un match può girare su pochi punti ed in un attimo possono cambiare gli scenari. Questa, inoltre, è una settimana delicata, del rompete le righe. Sono giorni complessi per tenere i giocatori sulla corda prima che si prendano qualche giorno di vacanza. Sarà così per noi come per loro. Il cambio di superficie può condizionare un po’, però la terra è congeniale anche ai nostri. Giocatori come Baldi e Marcora si esprimono al meglio sul rosso ed anche Hoang è uno versatile. Sul loro versante, Andujar che da noi è stato sconfitto in due set proprio da Hoang, sicuramente si troverà meglio sulla sua superficie preferita. Oltre allo spagnolo e a Mager, hanno anche giocatori adatti come Arnaboldi e Giannessi. Sarà una sfida tutta da giocare. Chissà che magari non pesino anche i recenti risultati ottenuti proprio da Marcora, che una settimana fa a Maia, in Portogallo, ha battuto proprio Arnaboldi e Mager (al secondo e terzo turno ndr)”.

DALLA COPPA ITALIA AL SOGNO TRICOLORE

Giovanni Rossanigo è stato uno dei protagonisti nel 1998 della seconda Coppa Italia di Vigevano. Erano gli albori di un club che, con la cultura del lavoro e grande competenza, ha saputo scalare negli anni le gerarchie nazionali. Ora Rossanigo, che è ingegnere di professione, con l’aiuto di Massimiliano Dotti ha costruito una squadra che lotta per lo scudetto. “Il sogno di lottare per il tricolore è nato 6/7 anni in modo quasi provocatorio fa grazie alla lungimiranza e all’ambizione del vicepresidente Umberto Mazzucco. Il progetto è maturato anche per merito dell’intraprendenza di Alessio Masera, che svolge un ruolo fondamentale nel founding delle risorse. Con l’autofinanziamento grazie ad una turnazione di tanti piccoli sponsor, siamo arrivati a competere alla pari con realtà come Genova che possono contare su un budget ben superiore al nostro. Ci siamo adattati a questa nuova dimensione, che sembrava molto lontana soltanto un po’ di tempo fa. Già lo scorso anno in campionato avevamo ottenuto un ottimo pareggio proprio a Genova, chiudendo poi il girone al secondo posto dietro di loro. Allora ci siamo detti, perché toccare il giocattolo, ed anzi abbiamo provato a migliorarlo. Credo che questi risultati siano il giusto premio per la volontà, il sacrificio e la competenza che stiamo mettendo in questo progetto”.

SLIDING DOORS SCUDETTO

Una squadra ideata, concepita e strutturata per puntare al vertice. “Anno dopo anno abbiamo inserito su un buon telaio figure nuove. Cerchiamo persone prima ancora che giocatori. E quando vengono da noi, anche gli stranieri, vogliono restare sul treno vincente. Non è facile convincere un giocatore a sposare un progetto, che magari lo vedrà impegnato soltanto per una o due partite. In questo abbiamo trovato una disponibilità eccezionale. James Ward, di Londra, è un ragazzo splendido che ha vinto la Coppa Davis con Murray nel 2015. Antoine Hoang ha doti eccellenti e si è messo subito a disposizione. Innesti importanti su un’ossatura che ha in Filippo Baldi una colonna. E’ su di lui che abbiamo investito qualche anno fa per avviare questo progetto. Così come Robetto Marcora, che ha fatto il grande salto con noi fino ad arrivare tra i primi 180 giocatori al mondo. Inoltre abbiamo scoperto di avere un’arma strepitosa nei doppi. Baldi lo sapevamo già, anche da Junior aveva ottenuto grandi risultati. Ed in coppia con Hoang domenica scorsa hanno ottenuto un punto fondamentale contro Bolelli-Musetti. Ma anche Marcora, che continua a dire di non amare troppo la disciplina, in coppia con Dadda, ottimo elemento del nostro vivaio, ci ha regalato il punto della vittoria su Genova contro Arnaboldi-Mager. Le stesse coppie avevano conquistato i punti decisivi nello scontro diretto con Parioli all’ultima giornata del girone. La Serie A è così, soprattutto nella fase a gironi si naviga a vista e ci sono continue sliding doors, che possono cambiarti il destino nella competizione”. Domenica si va a Genova per imboccare la porta giusta. Quella che apre alla finale di Lucca.

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