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A1 F, il capitano: “Prato pronta a lottare di nuovo per lo scudetto”

Gianluca Rossi guida le toscane, 4 titoli negli ultimi 6 anni, reduci dal successo nella semifinale di andata con il Parioli: “Vincere non è un assillo. Il nostro segreto è il vivaio”

di Carlo Mirra | 26 novembre 2019

L’andata delle semifinali play off della serie A1 femminile probabilmente ha rispettato i pronostici. Il Prato ha superato l’ostacolo Parioli vincendo 3-1 in casa, mentre Genova ha mostrato i muscoli a Lucca travolgendo le toscane 4-0. La qualificazione alla finale è un discorso ancora aperto, ma intanto delle indicazioni importanti sono arrivate. Come la conferma che non è un caso che il Prato nelle ultime sei stagioni abbia vinto quattro dei cinque scudetti della sua storia, di cui tre consecutivi (2015, 2016, 2017). Lo scorso anno invece era stata Genova ad eliminare le toscane in semifinale play off, perdendo poi in finale contro Beinasco che a sua volta aveva sconfitto Lucca in semi.
Quest’anno però Prato ha tutte le intenzioni di ricucirsi addosso quello scudetto. Impresa non impossibile guardando alla rosa a disposizione del capitano Gianluca Rossi: la slovacca Kristina Kucova che è 176 del mondo ma che nel 2016 è arrivata al 71esimo posto nella classifica Wta, Martina Trevisan che è 156 Wta, o Lucrezia Stefanini che è 408 del mondo e finora è imbattuta in campionato. Nell’andata delle semifinali contro il Ct Parioli è stata proprio la Stefanini a fare la differenza, come spiega Rossi. “E’ stata una vittoria importante ma la questione qualificazione alla finale è ancora aperta. In queste sfide ci sono situazioni difficili da prevedere. Come ad esempio la sconfitta di Trevisan contro Greta Arn (61 64, ndr). Io pensavo invece che sarebbe stata una gara facile per Martina e ritenevo le altre più complicate. Invece la Kucova ha sconfitto la Di Giuseppe in un match difficile, per non parlare del doppio che abbiamo vinto al tie break dopo che loro hanno avuto un match point a favore nel secondo set. Per quanto riguarda le mie ragazze, la Stefanini in prospettiva è quella che sta crescendo di più e ci sta facendo fare differenza vincendo singolo e doppio sempre: è ancora imbattuta. Il 3-1 dell’andata è un buon vantaggio per noi ma è ancora tutto aperto”.

QUALIFICAZIONE ALLA FINALE, UN DISCORSO ANCORA APERTO

Per la gara di ritorno a Roma le insidie sono tante. “Noi in genere siamo abituati a giocare all’aperto - spiega Rossi - Questa volta invece abbiamo dovuto giocato al chiuso e forse non siamo stati molto avvantaggiati. Però forse ha inciso anche per il Parioli. Per il ritorno cambierà tanto. Penso al match della nostra Kucova che è abituata a giocare al chiuso mentre la Di Giuseppe no e ha faticato. La Trevisan invece non era al 100% fisicamente, mentre la Stefanini ha mostrato un buon tennis nelle vittorie contro la Burnett e nel doppio, così come la Kucova. L’insidia più grande per la gara di ritorno potrebbe essere la Arn. E’ una giocatrice che ha vinto tornei importanti, molto forte nei doppi. Mi ha sorpreso che contro di noi non l’abbiano schierata. Ci ha agevolato. Ha comunque giocato Camilla Rosatello nel doppio che per altro è brava ed è stata la migliore in campo. Ma la Arn secondo me avrebbe avuto un altro peso. Siamo stati avvantaggiati. Però quel doppio lo avevamo praticamente perso, poi nel super tie break può accadere di tutto e si è visto”.
Nell’altra semifinale Lucca ha perso in casa con Genova. Potrebbero essere le liguri la squadra da affrontare nell’eventuale finale. “Non sono sorpreso del risultato, Genova ha buone giocatrici. Anche Lucca è una buona squadra, forse avrebbero preferito affrontare noi. Hanno in rosa la Zavatska che però non c’era. Questo tipo di assenze incidono per tutti”.

IL RICAMBIO GENERAZIONALE PER CONTINUARE A VINCERE

La città segue con entusiasmo la squadra. E nonostante l’”abitudine” alle vittorie, il club non è sazio: dopo i quattro scudetti nelle ultime sei stagioni, il programma della dirigenza è di vincere ancora, oggi e in futuro. Ma senza pressioni. “La gente è affezionata al club, anche le giocatrici – le parole del capitano Rossi – La Stefanini è nata qui, la Trevisan fa parte del vivaio, sono attaccate a squadra e città. Non c’è un pubblico numerosissimo di solito, invece nella sfida di doppio col Parioli c'era tantissima gente. Il segreto dei nostri successi credo sia il vivaio. I nostri direttori sportivi sono stati attenti a prendere giovani promettenti e della zona, a parte la giovane Federica Sacco che è di Napoli. Siamo riusciti a fare un ricambio generazionale dopo la Camerin e la Dentoni con cui abbiamo vinto gli ultimi tre titoli. Ora abbiamo ragazzine promettenti dietro alle grandi, come Ricci e Turini. In prospettiva questa è una squadra che può vincere subito e in futuro. Non sentiamo il peso delle vittorie passate. Prima di conquistare il primo dei tre titoli consecutivi, nel 2013, abbiamo perso tre o quattro finali credo, sempre per 4-0. Poi è arrivato il giro buono, e abbiamo ottenuto tre titoli di fila. Si può vincere ma anche perdere senza problemi, il circolo ci tiene ma non è un assillo”. Profilo basso quindi, e attenzione rivolta alla semifinale di ritorno di domenica.

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