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Deborah Chiesa: "il 2020 per tornare in alto"

Dopo un anno deludente, la 23enne di Trento vuole tornare ai fasti del 2018 quando venne premiata come migliore Next Gen italiana

15 gennaio 2020

L’anno che verrà. Quello di Deborah Chiesa, come la famosa canzone, si apre carico di attesa e di speranza. Di voglia di riscatto. La 23enne di Trento aveva chiuso il 2018 sfilando ancora tra i luccichii e le paillettes dell’inedita passerella romana dei "SuperTennis Awards”, premiata come migliore "Next Gen femminile, ma quell’attestato di stima e fiducia si è perso nelle pieghe di una stagione piena di contraddizioni e di incertezze. Una stagione che ha lasciato solo fotografie sfocate, frammenti di gioia, piccole illusioni, tante delusioni. La semifinale agguantata a Brescia ad inizio estate, e persa dopo tre tie-break con la lettone Diana Marcinkevica (l’ultimo otto punti a sei), i quarti raggiunti a Varsavia, prima che da agosto calasse il buio, un lungo e freddo inverno anticipato. Undici tornei, dieci eliminazioni al primo turno, una sola partita vinta con la modesta svedese Linnea Malmqvist. Diciotto mesi fa aveva quasi toccato il cielo con un dito in Fed Cup, ed era salita al numero 143 della classifica mondiale, adesso è precipitata oltre il 400esimo posto. Più che mesi sembrano passati secoli. Ma non pensate per questo di trovarvi di fronte una tennista depressa o scoraggiata, Debby ha riavvolto i fili con cocciuta ostinazione e si è buttata a capofitto nel lavoro sui campi di Anzio. Più determinata di prima, forse persino troppo, tanto che in questi primi giorni di gennaio ha dovuto rimanere a riposo forzato per via di una fastidiosa infiammazione al tendine del piede sinistro. “Niente di grave, solo un po’ di affaticamento - rivela con il solito sorriso limpido e disarmante - Mi sono allenata molto duramente nell’ultimo mese, avevo una voglia matta di ripartire. A novembre sono riuscita a staccare per tre settimane. Era da tempo che non mi fermavo per un periodo così lungo, ma avevo proprio bisogno di ritrovarmi, di allontanare dalla testa i cattivi pensieri. All’inizio non è stato semplice, ho passato i primi giorni a rimuginare su tutte le cose che non hanno funzionato nell’ultimo periodo. Ma trascorrere del tempo con la mia famiglia è servito a recuperare tanta energia positiva.”

Ora c’è da spezzare la spirale negativa

“Sapessi come, ne sarei giù fuori. Di sicuro devo ricominciare a concentrarmi esclusivamente sul mio tennis. E a non farmi influenzare da tutto ciò che sta fuori del campo. Prima c’erano troppe cose a distrarmi. La classifica poi non deve diventare un ossessione, in fondo è un numero che ti permette di accedere ai tornei. La passata stagione ho vissuto molto male questa situazione, sapevo di dover difendere tanti punti e ho giocato con parecchia pressione addosso. La mente era sempre lì. Pensavo “Oddio se perdo questa partita vado indietro in graduatoria”. Così non mi fissavo invece su quello che avrei dovuto fare in campo per essere più propositiva. E se il match prendeva una brutta piega tendevo a buttarmi giù.”

Insomma si tratta di una questione mentale più che tecnica

“A differenza di quello che ha detto qualcuno, io non ho mai pensato di cambiare il mio modo di giocare. Credo di essere migliorata a livello di colpi, ora devo solo renderli più solidi e consistenti. E’ un problema di approccio, quando sei in fiducia senti di poter spingere di più, quando invece sei meno lucida, hai paura di sbagliare, giochi con meno coraggio e sicurezza, e fai un passo indietro in campo. Le partite migliori le ho disputate quando non avevo nulla da perdere a livello di ranking, anche se al momento di chiudere poi sono affiorate le solite tensioni. Ma questo mi ha fatto capire che a quel livello ci posso stare.”

Lo scorso giugno avevi cominciato a collaborare con un mental coach…

“Sentivo il bisogno di qualcuno che mi aiutasse a gestire meglio le situazioni complicate di una partita e a superare i momenti difficili. Insieme abbiamo fatto un buon percorso, mi ha aiutato a vivere con serenità e tranquillità le situazioni fuori dal campo, ma non aveva competenze specifiche per il tennis. A novembre, durante un periodo di allenamenti a Formia, ho conosciuto Lorenzo Beltrame, un coach internazionale specializzato nell’area mentale che collabora con la Fit e che ha ha lavorato con tantissimi campioni, recentemente anche con Matteo Berrettini. E’ stato un incontro importante, mi ha dato degli spunti molto utili. Adesso ci sentiamo quasi quotidianamente, mi ha suggerito di scrivere, in modo di fissare meglio le cose più significative. In partita capita di andare nel panico e a non a ragionare e questo ti spinge a fare le scelte sbagliate.”

A proposito di coach, i risultati negativi potrebbero aver messo in discussione il rapporto con il tuo allenatore, Francesco Piccari?

Ne abbiamo parlato, come è normale che sia quando le cose non vanno nel verso giusto. Ma ragionando a mente fredda ho capito che non era lui il problema, la verità è che io in campo non riuscivo a mettere in pratica quello che insieme ci eravamo prefissati di fare. Francesco è un bravissimo tecnico, mi ha dato mi mezzi per salire in alto, cambiare mi pareva un modo per scappare anziché affrontare il problema.”

Obiettivi?

“Sono convinta di poter tornare dov’ero in classifica. Ma non mi pongo obiettivi. Queste situazioni servono comunque a prendere consapevolezza dei propri limiti a mettere bene a fuoco gli aspetti sui quali bisogna concentrare il lavoro. Adesso conosco meglio il percorso che devo compiere e so di aver affrontato in passato anche sfide più difficili. Devo solo continuare ad allenarmi al massimo senza perdermi d’animo.”

Si era parlato anche di un tuo possibile ritorno al Ct Trento, è vero?

“E’ una cosa che mi farebbe molto piacere, non lo nascondo. Ho tanti bei ricordi di piazza Venezia. Ma al momento non è una eventualità concreta, a Casale mi sono trovata bene, sono legata anche affettivamente alla Canottieri e credo che giocherò ancora lì, almeno per quest’anno.”

Quando ti rivedremo in campo?

“Il primo impegno della stagione sarà un torneo da 25mila dollari in Slovacchia (Trnava n.d.r.), a inizio febbraio.”


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