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Papà Fognini racconta Fabio: “Il primo a difenderlo o criticarlo”

Sincero e schietto come suo costume, Fulvio ci parla del figlio tennista, campione, uomo e padre. Dopo Federico, Flavia Pennetta gli ha appena regalato una bimba di nome Farah: “La tradizione di casa continua…”

di Luca Fiorino | 23 dicembre 2019

Una delle poche voci fuori dal coro, uomo schietto e diretto senza filtri e peli sulla lingua. In un mondo in cui le persone crescono attaccate alle proprie maschere e dove spesso la forma prevale sulla sostanza, Fulvio Fognini, papà di Fabio, rappresenta un vero e proprio strappo alla regola.
Personaggio mai banale, grande collezionista di racchette, primo difensore nonché tifoso del figlio, “Fufo” - così ama farsi chiamare - è anzitutto un padre orgoglioso e, da due anni e mezzo a questa parte, un nonno estremamente fiero. “Ricordo come se fosse ieri la felicità di tutti noi per la nascita di Federico - racconta Fulvio -. Fabio, che aveva da poco perso contro Alexander Zverev a Roma, avvertì quasi un presagio. Decidemmo quindi di partire nel tardo pomeriggio verso Barcellona per raggiungere Flavia. Il bimbo ha rispettato il termine stabilito dai medici nascendo poi in nottata. Non chiudemmo occhio neanche per un solo istante tanta era la gioia”.
La coppia del tennis più famosa d’Italia si è fatta il regalo di Natale più bello, appendendo proprio nella mattinata di lunedì 23 dicembre un fiocco rosa alla porta di casa, con la nascita della secondogenita Farah (lo rivela un tweet di nonno Fulvio). “Una femminuccia, come già avevano anticipato Fabio e Flavia. Non potevo svelare in anteprima il nome perché sennò mi ammazzavano (ride, ndr) anche perché è giusto che siano loro ad annunciarlo. Un nome corto che inizia con la F: la tradizione in casa Fognini prosegue”.

 

RICORDI D’INFANZIA

Le diapositive di Fabio da piccolino sono tutt’ora nitide nella testa e custodite gelosamente nel cuore di papà Fulvio. “È sempre stato un bambino tranquillo e anche per certi versi timido - afferma “Fufo” -. In campo può dare unimmagine di sé diversa, ma non è così nella realtà. È un ragazzo generoso che aiuta chi è in difficoltà senza sbandierarlo ai quattro venti. Se in campo ogni tanto perde le staffe, in casa si è sempre comportato in maniera educata. D’altronde è risaputo: sono il primo a difenderlo così come a criticarlo quando sbaglia”.

"Tutto è cominciato quando aveva 4 anni"

Giusto il tempo di un sospiro. Fulvio riprende il proprio racconto riavvolgendo il nastro dei ricordi e rovistando fra i cassettini della memoria. “Tutto è iniziato quando aveva circa 4 anni. Lo accompagnavo al circolo vicino casa (circolo A.T. Armesi, ndr) dove palleggiava contro il muro per ore e ore senza stancarsi mai. Il primo torneo? Il primo ricordo d’infanzia con la racchetta in mano è legato al campionato under 10 regionale della Liguria”.

Un papà sorridente e orgoglioso del suo operato. Col tempo gli sforzi e i sacrifici sono stati ripagati appieno. “Io e mia moglie Silvana ci riteniamo fortunati. Ho avuto il piacere di godermi i figli fino in fondo, di seguirli sempre e di mettermi sempre in azione per loro al limite delle mie possibilità”.

FABIO E LA VITA DA PAPA’

Un padre è un professionista che non ha mai studiato la propria professione. In una veste che non si insegna né si può spiegare, Fabio Fognini si è calato alla perfezione. “È molto dolce e premuroso - racconta Fulvio -. Mentre prima poteva concedersi un po’ più di tempo libero appena veniva eliminato da un torneo, adesso il suo primo pensiero è correre verso casa per andare dal bambino. A chi assomiglia Federico? Forse è un po’ presto per dirlo ma ha la camminata del papà. Prova già ad emularlo nelle movenze quando si allena. È uno spettacolo!”.

Tale padre, tale figlio. Un modo di dire che tuttavia non sempre e in tutto trova riscontro in casa Fognini. “Io a differenza sua sono sempre stato un papà molto esigente, lui è meno duro. Un valore imprescindibile invece che ci accomuna è l’attaccamento alla famiglia”.

“Meno severo di Flavia con Federico”

Nella coppia, se da una parte Fabio si scioglie come incrocia lo sguardo del piccolo Federico, dall’altra Flavia riesce ad avere maggiormente il polso duro. “È una mamma molto presente e affettuosa. È senza dubbio più severa di Fabio, ma ritengo sia normale per noi papà. Se teniamo poi in considerazione che mio figlio ha meno tempo per goderselo nella crescita rispetto alla madre, credo sia naturale”

La presenza di Flavia al suo fianco e la paternità hanno reso Fabio una persona più pacata in campo e meno incline ad atteggiamenti sopra le righe. “Negli ultimi anni si è placato riuscendo a limare questo lato del suo carattere. Ogni tanto perde ancora la calma e sono il primo a tirargli le orecchie, ma rispetto al passato è migliorato molto sotto questo aspetto”.

Il trionfo a Montecarlo e l’ingresso in Top 10

Una stagione ha appena chiuso i battenti ed è già tempo di focalizzarsi a capofitto sul 2020. Tra i consueti bilanci di dicembre e le previsioni di quel che sarà l’immediato futuro, Fulvio Fognini analizza oculatamente il rendimento di Fabio in quest’annata storica per il tennis italiano. “Il 2019 di Fabio potremmo spaccarlo in due: una prima parte molto dura - spiega Fulvio - nella quale non ha pressoché raccolto nulla, e una seconda in cui ha messo a segno invece il suo più grande risultato della carriera. Ha vinto Monte Carlo (primo Masters 1000 vinto da un italiano nella storia, ndr) dopo aver incontrato tante difficoltà nelle settimane precedenti ed è stato bravo a entrare per la prima volta in top 10 a giugno. Sapevo che prima o poi sarebbe uscito da quel momento negativo e che ci avrebbe regalato un grande exploit”.

“Medvedev ha confermato le mie previsioni”

Il papà di Fognini non è solitamente un tipo che si nasconde dietro a un dito. Molto attivo sui social, ama mettersi in gioco e osare coi pronostici senza risparmiarsi in elogi e critiche verso nessuno. “L’ascesa di Medvedev? Sì, avevo scritto a inizio 2019 che a breve sarebbe salito in classifica ottenendo qualche grande risultato. Direi che la previsione si è poi confermata vista la superba stagione disputata dal russo”

Con i giovani della Next Gen sempre più sulla cresta dell’onda e i vecchi protagonisti della Next Gen sempre più sui piani alti del ranking, chissà se il 2020 riserverà o meno qualche sorpresa in ottica Slam. “Se penso a chi potrebbe vincere qualcosa d’importante esclusi i big il primo nome che mi viene in mente è Alexander Zverev - conclude Fulvio -. Se sta bene fisicamente e mentalmente, credo sia fra i più giovani il tennista con più chance per centrare il bersaglio grosso”.

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