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Travaglia: "Il 2020 sarà l'anno delle conferme"

A caccia di conferme e nuovi obiettivi, Stefano si prepara alla prossima stagione in compagnia di coach Vagnozzi e del nuovo preparatore atletico Davide Cassinello. Dopo aver vissuto la sua miglior annata culminata con l’ingresso in top 100, il marchigiano si dichiara entusiasta in vista dell’ATP Cup e dei primi impegni del 2020

di Luca Fiorino | 15 dicembre 2019

Ogni situazione, anche la più difficile, assume contorni positivi se vista come unopportunità per crescere e migliorarsi. Dribblando costantemente gli innumerevoli ostacoli di natura fisica incontrati nel corso di questi anni, Stefano Travaglia si è sempre rimesso in gioco senza mai perdersi d’animo. Negli ultimi dodici mesi si è difatti ampiamente riscattato e tolto più di una soddisfazione a livello personale facendo registrare nel mese di agosto il best ranking al numero 79.

Guardando al recente passato oggi si definisce orgoglioso e pronto per i nuovi impegni che lo vedranno protagonista in Australia a inizio 2020. “Non ho mai pensato di gettare la spugna - ammette Travaglia -. Malgrado qualche infortunio accusato sono sempre ripartito più carico e motivato che mai confidando in me stesso e in coloro che mi sono stati sempre vicino. Quando senti la fiducia attorno a te diventa tutto più semplice”. Il tennista marchigiano, impegnato in queste settimane ad Alicante per allenarsi e preparare al meglio i primi appuntamenti dell’anno nuovo, è stato protagonista di un’ottima stagione con due titoli Challenger vinti e il suo primo quarto di finale raggiunto nel circuito maggiore a Umago.

Tempo di bilanci

Dicembre è il mese nel quale solitamente si tirano le somme e si analizza la stagione. Se un anno fa l’obiettivo dichiarato era l’ingresso in top 100, oggi le aspettative sono ben diverse. “Quest’anno il salto di qualità è stato frutto di una maggiore continuità di rendimento, specialmente sulla terra battuta - dichiara il numero 7 d’Italia -. Adesso sarà fondamentale trovare stabilità nelle prime 100 posizioni del ranking raccogliendo i punti più pesanti prevalentemente nei tornei ATP in modo da giocare via via sempre meno Challenger. Ciò non significa che io e il mio team vogliamo accontentarci, anzi, semplicemente non dobbiamo farci prendere dalla fretta rischiando di fare il passo più lungo della gamba. Bisogna ragionare per gradi, senza porci inutili scadenze o particolari obiettivi in termini di classifica”.

Confermarsi è da sempre l’aspetto più difficile di questo sport. Rispetto al passato, Stefano è consapevole che la pressione potrebbe giocare brutti scherzi. “Partita dopo partita dovrò esser bravo a maturare l’esperienza necessaria nel circuito maggiore per imparare a gestire anche i momenti più delicati - prosegue il tennista marchigiano -. Quel che più conta adesso è lavorare bene in off season e consolidare sin da subito il mio gioco apportando delle piccole modifiche per confermarmi a questi livelli”.

Gennaio alle porte

A Melbourne, in virtù della classifica attuale, Travaglia potrà giocare il suo primo Slam della carriera senza dover superare i canonici tre turni del tabellone cadetto. “Dopo aver centrato il Grande Slam virtuale delle qualificazioni direi che me la sono meritata questa chance - confida divertito Stefano -. Spero di partire col piede giusto sin da subito”. Con un totale di 70 punti in scadenza nel primo mese dell’anno venturo, il tennista marchigiano è già focalizzato sugli accorgimenti da applicare al suo gioco e prosegue senza sosta la propria preparazione invernale.

Dopo un lavoro prettamente fisico svolto a Voghera, sotto la guida attenta del coach Simone Vagnozzi e del nuovo preparatore atletico Davide Cassinello, il giocatore di Ascoli Piceno è ora ad Alicante dove si allenerà per un totale di quattro settimane. “Presso l’accademia di Ruben Ramirez Hidalgo ci sono le migliori condizioni possibili per confrontarsi con ottimi giocatori e lavorare duro sotto ogni aspetto. Rimarrò in questa struttura ad allenarmi fino a Natale, poi tornerò a casa e il 28 dicembre volerò in direzione di Perth”. Travaglia sarà la prima riserva del team azzurro in occasione della prima edizione dell’ATP Cup, in programma dal 3 al 12 gennaio 2020, torneo nel quale l’Italia è inserita nel girone D assieme a Stati Uniti, Russia e Norvegia. L’emozione in vista del nuovo evento per nazioni organizzato dall’ATP non manca affatto. “Sarà una grande vetrina a livello mondiale - afferma il marchigiano - . Giocherò in un posto che non conosco e avrò l’opportunità di misurarmi con tennisti di altissimo spessore. Non per ultimo, anzi, avrò l’occasione di poter rappresentare il mio Paese per la prima volta. Non vedo l’ora”. Dopo l’ATP Cup, Travaglia giocherà il Challenger di Bendigo (a 150 km circa da Melbourne) e prenderà parte al Challenger Burnie nel caso in cui dovesse uscire di scena a Melbourne nella prima settimana della manifestazione.

Team al completo

Una sfida diversa e al contempo stimolante. Quest’anno Travaglia avrà la possibilità di avvalersi di un team tutto per lui e di poter lavorare con Simone Vagnozzi sin dal primo istante della off season. “È un grande impegno e una grossa responsabilità. Da quest’anno posso contare su Simone dal primo minuto della off season, Davide (Cassinello, ndr), mio nuovo preparatore atletico, e anche su Ugo Colombini come manager. Sarà un’avventura elettrizzante, ma sono felice perché sono in ottime mani”. La top 100 come punto di partenza per puntare sempre più in alto con la consapevolezza che si può ancora migliorare. “Esatto, non bisogna mai sentirsi appagati - spiega Travaglia -. Quanti giocatori una volta raggiunto l’obiettivo si sono poi bloccati mentalmente? Tanti, e io non voglio essere fra questi”.

L’allenatore, Simone Vagnozzi, fondatore da qualche settimana del Simone Vagnozzi Tennis Team, è stato il valore aggiunto principale. Entrambi di Ascoli e amici da una vita, hanno unito le forze ufficializzando il sodalizio, questa volta full time, a partire dal mese di giugno. “Abbiamo lavorato tanto ma su piccole cose senza apportare particolari stravolgimenti - spiega Travaglia -. Grazie a lui ho incrementato la percentuale di prime in campo, sono riuscito a costruire un rovescio più solido e a verticalizzare maggiormente il gioco. Adesso sta a me applicarmi e mettere sul campo tutti i suoi preziosi consigli”.

L'effetto traino fra gli azzurri

L’attuale ranking ATP come indicatore dello stato di splendida salute di cui gode il movimento azzurro. Come oramai noto, sono infatti otto gli italiani compresi nelle prime 100 posizioni della classifica mondiale. Un dato di assoluto rilievo che certifica i forti progressi del tennis nostrano con Matteo Berrettini e Fabio Fognini al timone della flotta e tutti gli altri pronti a farsi valere all’interno dell’equipaggio. “Dalla semifinale di Cecchinato al Roland Garros qualcosa nella testa di noi italiani è cambiata - afferma Stefano -. Abbiamo iniziato a credere maggiormente nelle nostre possibilità e a stimolarci a vicenda senza fissare alcun limite. Il movimento d'altronde è in crescita esponenziale e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: da Fognini, vincitore a Monte-Carlo, a Berrettini alle ATP Finals senza dimenticare l’esplosione pazzesca di Sinner e lo Slam junior conquistato da Musetti a Melbourne. Si respira qualcosa di speciale nell’aria - confessa il marchigiano -. In questo calderone magico di nomi non dimenticherei Seppi, emblema della continuità, Lorenzi, grande stacanovista ed esempio per tutti noi, così come Sonego, Caruso, Fabbiano e tutti gli altri”.

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