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Zeppieri: “Servizio e risposta molto bene”. Dalla Valle: "Sono cresciuto"

Seconda giornata di qualificazioni allo Sporting Milano 3, quella dedicata alla semifinali. Il romano è il primo finalista: “Su questa superficie essere mancini è un bel vantaggio, ma io penso partita per partita"

02 novembre 2019

Lo aveva già detto ieri, Giulio Zeppieri:Con i mancini su una superficie come questa è molto più dura. Soprattutto alla risposta”. Lo ha scoperto, per così dire, suo malgrado Lorenzo Musetti, che proprio sugli effetti mancini del laziale è andato a sbattere nelle semifinali delle qualificazioni per le Next Gen Atp Finals di Milano (al vincitore il posto da alternate per l’Allianz Cloud, al finalista un posto nell’evento targato Red Bull).

Se si riesce a servire con percentuali alte di prime palle, gestendo oltre alla velocità anche gli angoli, diventa tutto più semplice perché la superficie aiuta non poco”.

Specialmente per un mancino: “Anche perché - aggiunge Zeppieri - se poi trovi ritmo anche in risposta allora è più facile portare il match nella direzione che speri”. E così sui tappeti indoor il tennis di Zeppieri diventa molto pericoloso, specialmente quando non sono particolarmente lenti. “Oggi ho servito e risposto bene, e questo come ho detto fa molta differenza. Non era facile contro Lorenzo, che è anche un grande amico. Fisicamente sto bene e mi sento pronto per la finale”.

Una finale che si giocherà in condizioni più che positive, per Zeppieri: “Qui a Milano ho giocato spesso, tra Avvenire e Bonfiglio, ma anche allo Sporting Milano 3 mi ero allenato per un certo periodo con Stefano Pescosolido per preparare un impegno internazionale con la Nazionale italiana. Devo dire che mi trovo sempre molto bene qui, conosco il posto, sono tutti carini e gentili”. Insomma, gli elementi di tranquillità per concentrarsi sul proprio gioco ci sono tutti.

Dopo la vittoria su Musetti, i riflettori soprattutto in ottica finale si spostano decisamente sul mancino di Latina: “Ma questo è un torneo un po’ particolare, dove l’adattamento al format e alle regole gioca un ruolo fondamentale, per cui è difficile dire chi possa partire con i favori del pronostico, anche più del normale”.

Qualcuno, vedi Moroni o Dalla Valle, un po’ d’esperienza l’hanno maturata nelle passate edizione: “Però poi durante l’anno non ci sono occasioni di giocare in questo modo quindi anche chi parte alla vigilia non tra i favoriti ha le stesse possibilità degli altri di farcela. Per quanto mi riguarda, io penso solo a me stesso e di partita in partita, senza fare troppi calcoli”.

Qualcosa da cambiare nella formula, dopo la marcia indietro sul no-let al servizio? “Quella è stata una buona decisione, perché non mi pareva avesse molto senso. Io ripenserei anche al killer point, credo che dia un po’ troppo peso al caso in un momento delicato come quello di un game tirato”.

Dalla Valle: "Ho imparato che..."

“Certe partite un anno fa non le avrei vinte, neanche sei mesi fa”, aveva detto Enrico Dalla Valle subito dopo la rimontona ai danni di Flavio Cobolli nei quarti di finale. Seconda vittoria al quinto set in due giorni, per il ravennate, che questa volta per centrare la finale si è dovuto liberare del romano Gian Marco Moroni, testa di serie n.1 del tabellone a Milano 3, e del suo servizio particolarmente fastidioso su questa superficie.

“Ma in questa fase del mio percorso sono cresciuto molto, soprattutto sotto questo punto di vista, l’ultimo anno è stato molto importante in questo senso”.

Sì, perché adesso Dalla Valle si è trasferito a Bordighera, fa base al Piatti Tennis Center, dove si allena con Cristian Brandi, che lo segue anche allo Sporting Milano 3: “Il gruppo di lavoro è di assoluto livello, grandissimi professionisti, non serve certo che sia io a presentarli. Cristian è un ottimo tecnico. Sento di aver intrapreso la strada giusta”. Con molti campioni sotto tiro, giorno per giorno, cui rubare trucchi e segreti: “Anche lo stesso Sinner (pure lui di base a Bordighera, nda) è uno da cui c’è molto da imparare, nonostante sia più giovane di me. E quest’anno è arrivato un altro grande professionista come Paolo Lorenzi, un altro cui guardare con ammirazione”. Insomma, gli esempi quelli buoni, non mancano.

Non solo: il nuovo Dalla Valle sa che può sempre dire la sua, anche quando le cose non iniziano per il meglio: “Ho imparato che anche se non ingrano subito, giocando magari male nei primi turni, poi riesco a raddrizzare la situazione e a salire piano piano lungo il torneo”. Qui, tra tabellone corto e set brevi, di margine di manovra ce n’è meno, però la regola sembra valere vista la partenza così così contro Cobolli e la buona prova, nonostante qualche calo di tensione, contro Moroni.testo

 

La nuova consapevolezza, anche e soprattutto in vista della sfida contro Giulio Zeppieri, è che anche le giornate cominciate male possono girare: “Questo è stato il grande cambiamento di quest’anno. Ho nuovi stimoli, nuove certezze”, ha chiosato Enrico. In campo si è visto.

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