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Binaghi: “Pronti a dimostrare la nostra forza al mondo”

Con la terza edizione delle Next Gen Atp Finals, con l’assegnazione delle Atp Finals, con la nomina di Andrea Gaudenzi alla presidenza Atp e con il campo. Le parole del presidente FIT all'Allianz Cloud di Milano: “Con Sinner saremo smaniosi di far vedere il livello che abbiamo raggiunto”

di Gabriele Riva | 31 ottobre 2019

La terza edizione delle Next Gen Atp Finals comincia subito dal campo. E il presidente della FIT Angelo Binaghi, il primo a parlare tra i cinque relatori alla conferenza stampa di presentazione dell’evento 2019, lo fa notare: “È bello parlare da qui perché significa mettersi subito alla prova”.

E il tennis italiano è pronto a rispondere. “Rispetto a un anno fa, qui a Milano, ci sentiamo ancora più forti”, esordisce Binaghi.

“Lo siamo perché, in primo luogo, rispetto a un anno fa abbiamo una legge dello stato che rende le federazioni sportive più ricche, più indipendenti e più forti. Non solo: abbiamo finalmente un partner competente e preparato. E poi nel tennis internazionale il nostro ruolo, come movimento Italia, è diventato sempre più centrale”.

Così Binaghi riassume i risultati ottenuti in questi mesi, dalle Next Gen Atp Finals in poi.

“Dopo Milano, abbiamo vinto l’assegnazione delle Atp Finals di Torino e da gennaio avremo anche un presidente dell’Atp italiano. Tra l’altro Andrea Gaudenzi è stato grande protagonista del nostro tennis proprio qui a Milano, dove ha giocato una finale di Coppa Davis. Noi abbiamo spinto molto perché lui entrasse nel mondo del tennis e sono convinto che potrà essere il punto di convergenza del tennis internazionale, una figura importantissima per i prossimi anni”.

È sempre il campo, però, quello che conta di più. “Qui bisogna fare attenzione - sorride Binaghi - perché a volerli ricordare tutti si rischia di dimenticarsene qualcuno”.

La lista è lunga: “Basta pensare a Matteo Berrettini, a Fabio Fognini (entrambi Top 10 quest’anno, ndr) e poi per la prima volta nella storia abbiamo la bellezza di 8 italiani nei primi 100. Tutto questo conferma che il tennis italiano sta vivendo un momento davvero straordinario. Per questo credo che ci siamo meritati la possibilità di arrivare di nuovo nel cuore della capitale-economica d’Italia dopo le due prime edizioni nella struttura di Fiera-Milano, che ringrazio per l’ospitalità”.

La lista dei ringraziamenti non finisce qui: “Il Comune, la Regione, gli sponsor; ci permettono di andare sempre avanti e fare sempre meglio. Anche perché adesso non vediamo l’ora di scendere in campo e siamo smaniosi di dimostrare, grazie al nostro Jannik Sinner, a che livello siamo arrivati sul piano internazionale”.

“Siamo straordinariamente soddisfatti per quello che sta accadendo - ripete Binaghi - perché grazie al lavoro con la Sport e Salute, che ha capacità e competenza, si sta sviluppando qualcosa di straordinario”.

Qualcosa che si tocca con mano anche a Torino: “C’è un’atmosfera, una serie di contatti, un’attività che coinvolge la città, la Sindaca, la Regione, la Camera di Commercio e, perché no, lo Stato; tutto questo è qualcosa che non ho mai visto. Un ambiente che non avevo mai neanche pensato potesse nascere”.

Il futuro, insomma, promette bene. “Stiamo procedendo in grande sintonia con Sport e Salute pur non avendo ancora firmato un contratto, cosa che accadrà presumibilmente nel prossimo futuro”.

Un futuro che si basa sulle certezze del recente passato: “Abbiamo inanellato una serie di successi organizzativi importanti per arrivare a questo livello. Ricordo che all’inizio le cose in Federazione non andavano così. Oggi invece c’è un ottimo clima di fiducia, tanto che non mi sento più un presidente di federazione, ma di un movimento intero. Fatto di affiliati, certo, ma anche di atleti, tecnici, fatto di persone, di famiglie”.

“Per invertire la rotta è stato fondamentale il successo ottenuto negli anni con gli Internazionali BNL d’Italia: ci hanno dato le risorse da investire poi nel settore tecnico”.

Da qui, i risultati: “Che ci hanno proiettato al centro del mondo del tennis anche se sul nostro stesso mercato ci sono 4 nazioni che giocano su un altro terreno (quelle degli Slam, nda), con cifre importanti derivanti dai loro eventi che possono essere riversate nel movimento di base”.

I progetti e le idee nuove non mancano: “La nostra Federazione sta vivendo un momento particolare, sfide e idee ne abbiamo messe in campo anche troppe in questi ultimi anni e adesso bisogna gestirle. Le grandi sfide sono molte, in questi due anni abbiamo cercato di corazzarci, abbiamo cercato un direttore generale (Marco Martinasso, nda) che potesse portarci quel know-how, quell’esperienza e quelle procedure per fare un ulteriore passo avanti e creare una struttura adatta”.

Come dimostrano i numeri: “Abbiamo l’ordine di grandezza di 100 milioni di euro di fatturato l’anno e superiamo le 400 unità in termini di dipendenti e collaboratori. Ma siccome ci piace andare in giro per il mondo e avere idee nuove, sono stato recentemente ospitato nel nuovo centro tecnico della USTA (la federazione americana, nda), a Orlando, con 100 campi da tennis”. Un’altra idea, l’ennesima, verrà presentata nelle prossime settimane: “Una sorta di fidelity card, una tessera esclusiva della Federazione Italiana Tennis, che consegneremo per primo a Matteo Berrettini. Due questioni che avranno grande rilievo per noi nel prossimo futuro”.

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