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Barazzutti: "E' l'Italia che ho sempre sognato"

Le impressioni del capitano azzurro verso le Finals di Coppa Davis. "Andiamo a Madrid con tante speranze in più e la consapevolezza di essere molto competitivi"

di Stefano Izzo | 21 ottobre 2019

Vamos a Madrid. L’Italtennis, chiamata ad essere protagonista nelle Finals di Coppa Davis dal 18 al 24 novembre sul veloce indoor della "Caja Magica", è pronta. Matteo Berrettini, Fabio Fognini, Lorenzo Sonego, Andreas Seppi e Simone Bolelli (in rigoroso ordine di classifica) sono i cinque moschettieri scelti da Corrado Barazzutti per difendere i colori azzurri a casa Nadal. Nella prima edizione della manifestazione con il nuovo format, il capitano della Nazionale si trova alla guida di una vera e propria fuoriserie. Due stelle in orbita top 10 come Berrettini e Fognini, un giovane scalpitante come Sonego, già tra i milgiori 50 al mondo, due veterani come Seppi e Bolelli, preziosi per la Davis nuova versione. Tanti cavalli nel motore da sprigionare in questa sorta di mondiale a squadre concentrato in una settimana.
Sfogliare la margherita per Barazzutti, nei suoi 18 anni alla guida degli azzurri, non è mai stato affare così dolce.
“Ho sempre sperato di avere una squadra così forte, con un grande futuro. Disporre di un gruppo dal potenziale enorme aiuta ad ottenere risultati. Arriviamo a queste finali con tante speranze in più e la consapevolezza di essere molto competitivi, avendo massimo rispetto dei nostri avversari, come loro del resto terranno in grande considerazione la nostra squadra. Sono circa 20 anni che lavoro con la Federazione e l’auspicio era di arrivare proprio a questo punto. Penso sia stato fatto un gran lavoro, dal punto di vista organizzativo da parte dei dirigenti, e a livello tecnico per quanto riguarda noi uomini sul campo”.

UNA SQUADRA INTERCAMBIABILE

La nuova formula promuoverà ai quarti di finale le prime dei sei gironi e le due migliori seconde. Ogni match, anche a risultato acquisito, avrà un peso specifico enorme. Si impone, quindi, una strategia diversa rispetto al passato, quando spesso gli ultimi incontri potevano diventare ininfluenti. “Questa formula (con due singolari ed un doppio ndr) obbliga a giocare tutti i punti. Anche se apparentemente l’ultimo match fosse in quel momento ininfluente, potrebbe poi essere determinante nell’economia del girone. Ho quindi bisogno di giocatori intercambiabili, che possano giocare sia i singolari che i doppi. Negli anni passati, a risultato acquisito, potevi permetterti di dare spazio a qualche giovane affinché maturasse esperienza e si facesse le ossa. Adesso non è più possibile e ci si deve adeguare alle nuove esigenze”.
L’Italia è inserita nel girone F con Stati Uniti e Canada, quest’ultimo avversario al debutto il 18 novembre. Sorteggio tutt’altro che clemente per un girone all’insegna dell’equilibrio da affrontare, però, senza alcun timore reverenziale. “Sono entrambi molto forti e, tutto sommato, possiamo dire che si equivalgono. Potevamo pescare un po’ meglio, ma sono convinto che anche loro non siano troppo contenti di incrociare l’Italia in questo momento qui”.

VINCERE AIUTA A VINCERE

L’interrogativo è come potranno arrivare alla grande kermesse madrilena soprattutto i nostri giocatori di punta, Berrettini e Fognini, al termine di una stagione intensissima che li vede tuttora impegnati nel rush finale verso le Atp Finals. “E’ vero è stato un anno stancante, ma al tempo stesso esaltante. I risultati trasmettono sempre tanta fiducia ed aiutano a combattere anche la stanchezza. Ben venga una stagione come questa da giocare fino all’ultimo respiro”.
Se questa Italia appare già forte così, presto potrebbe diventare una vera e propria corazzata. La prepotente ascesa di Jannik Sinner candida il Next Gen altoatesino per un rapido inserimento nel gruppo azzurro. “E’ senza dubbio il giovane migliore che abbiamo – ammette Barazzutti - Sta facendo delle cose incredibili. Possiamo definirlo un futuro prossimo e l’ulteriore salto è dietro l’angolo grazie all’ottimo lavoro che sta portando avanti con Piatti e Volpini”. La margherita di Barazzutti è sempre più fiorita.

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