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C’è anche Mager nel 2019 d’oro: top 100 vicina

Dopo i tre titoli challenger in otto mesi - Coblenza, Barletta e Biella – Gianluca coglie il primo successo in un main draw Atp a Stoccolma: “Sento di essere nella fase della maturazione”. E la Top 100 non è lontana per il ligure, che qualche anno fa stava per smettere

di Gianluca Strocchi | 16 ottobre 2019

La fortuna aiuta gli audaci, recita un noto detto. E di “audacia” ne ha avuta parecchio nel corso nel 2019 Gianluca Mager, capace di conquistare tre titoli challenger nel giro di otto mesi - a Coblenza in gennaio, Barletta a metà aprile e Biella tre settimane fa aggiudicandosi in finale il derby tricolore con Paolo Lorenzi dopo aver impartito in “semi” una severa lezione allo spagnolo Jaume Munar, pupillo di Rafa Nadal, e in precedenza aver imposto l’alt a un osso duro sul rosso come Tommy Robredo – lui che in precedenza aveva raggiunto una sola finale challenger, nell’estate 2018 a Milano, sconfitto da Djere.
E allora il primo match vinto in un tabellone principale del circuito Atp, martedì a Stoccolma in rimonta su Pablo Andujar (ottavi agli ultimi US Open), dopo essere stato ripescato come lucky loser è il giusto premio per il 24enne di Sanremo (è nato il 1° dicembre 1994), che pare finalmente essersi calato con il giusto atteggiamento nel tour, iniziando a raccogliere quel che in tanti avevano pronosticato vedendolo con la racchetta in mano.

Maturazione e consapevolezza

Questione di maturazione – come riconosce per primo lui stesso dopo un 2018 “formativo” in cui per via della classifica si era trovato a disputare anche tante qualificazioni challenger -, di una diversa consapevolezza dei propri mezzi, grazie anche all’aiuto delle persone che gli sono vicine, perché il talento nel braccio di Mager non è mai mancato. “Lo scorso anno è stato particolarmente complicato sotto diversi aspetti. Stavo giocando bene, prima di una brutta infiammazione alle ossa della mano destra che mi ha costretto a tre mesi di stop, ma non ho mai mollato. Stare fermo per un po’ mi aiutato a riflettere ed ho capito che sarei voluto ritornare a competere il prima possibile”, ha raccontato Gianluca, che ha iniziato la stagione al numero 280 del ranking e ora è al 120esimo posto, dopo aver toccato come “best” la casella 118.

“Avevo pensato di smettere con il tennis”

Non male per chi – come ha ammesso il ligure guardando al passato – per un periodo aveva pensato seriamente di smettere con il tennis. “Partecipavo a qualche Open, mi allenavo quando capitava e pensavo principalmente a divertirmi. È normale abbandonarsi ad un periodo di svago da giovani. Uscivo la sera, trascorrevo tempo con gli amici, avevo ormai posto il tennis in secondo piano, per mia scelta”, le parole di Mager, che nel 2017 ha guadagnato una wild card per il main draw degli Internazionali BNL d’Italia vincendo le Pre-qualificazioni (piegò di misura Matteo Berrettini) dopo che nel 2015 aveva già disputato le qualificazioni al Foro Italico, quando superò Kavcic prima di arrendersi al turco Ilhan.

La svolta con Nargiso e poi a Tirrenia

Nella decisione di Gianluca di non mollare la racchetta, a suo tempo, c’è lo zampino di Diego Nargiso, che dopo averlo visto in campo in un Open ad Alassio si propose come coach: lavorando con l’ex davisman Mager ha iniziato a costruire una mentalità da professionista, approcciandosi al circuito e migliorando tecnicamente e soprattutto tatticamente. Poi il passaggio a Tirrenia, dove Umberto Rianna e Gabrio Castrichella ne hanno ulteriormente forgiato il tennis, il fisico e la mente. E da ormai due anni Gianluca si è affidato a un team composto dalla fidanzata Valentine Confalonieri (ex giocatrice di buon livello) – seguendo l’esempio del kazako Mikhail Kukushkin che come allenatrice ha la moglie Anastasia -, Matteo Civarolo e Marco Bruzzone, oltre al preparatore atletico Diego Silva, a Sanremo.

Altra tessera del 2019 d’oro del tennis italiano

Così nel 2019 d’oro dell’Italtennis, con l’esplosione ad altissimo livello di Matteo Berrettini, lo sbocciare di un Next Gen dalle prospettive assai intriganti come Jannik Sinner (senza trascurare il trionfo agli Australian Open junior di Lorenzo Musetti), ma anche la crescita di giocatori come Thomas Fabbiano, Stefano Travaglia e Salvatore Caruso, che hanno rotto l’agognato muro della Top 100 (otto gli azzurri presenti fra i primi cento del mondo, al momento), trovano spazio pure i significativi progressi di Mager. “Sento di stare attraversando la fase della maturazione e i miglioramenti li vedo sul campo, giorno dopo giorno. Prendo meno decisioni d’istinto e ragiono di più”, sottolinea Gianluca a chi gli chiede i segreti di questo salto di qualità, quanto mai intenzionato a regalarsi una stagione da ricordare, partita dopo partita, punto dopo punto.

“Obiettivi? Dare il meglio ogni volta”

Obiettivi? Nessuno, voglio solo cercare di dare il meglio ogni volta. Devo entrare in campo e dare il massimo in ogni match, a fine anno tireremo le somme”. Ben sapendo, comunque, che il fatidico approdo fra i top 100 non è così lontano, a patto di affiancare al talento quella continuità di rendimento che fa la differenza, specie quando non tutto gira per il verso giusto.
Magari già in questo finale di stagione, con un colpo di coda che possa aprire prospettive intriganti in chiave Australian Open. E perché no – come ciliegina sulla torta – chiudere in bellezza il 2019 con uno scudetto tricolore con il
Park Genova, anche come tributo di riconoscenza per chi lo ha aiutato in modo tangibile nel momento di maggiore difficoltà. Vuoi vedere che pure in questo caso la fortuna aiuterà gli audaci…

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