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Zeppieri: Pula trampolino verso le Next Gen

In Sardegna il 17enne romano ha centrato il primo sigillo tra i "pro". Ora lo attende il torneo di qualificazione per il grande evento di Milano

di Stefano Izzo | 15 ottobre 2019

Se il buongiorno si vede dal mattino, l’alba del 2019 era stata profetica per Giulio Zeppieri. A gennaio, il 17enne romano, aveva scalato il muro degli Australian Open junior sino alla soglia della semifinale, persa contro l’amico Lorenzo Musetti. Da allora Giulio ha rotto gli indugi, affrancandosi via via dal circuito giovanile per spiccare il volo tra i “pro”. Domenica è arrivato il primo sigillo nel circuito maggiore, il 25 mila dollari di Santa Margherita di Pula, in Sardegna. In due settimane sui campi del Forte Village è arrivato prima il sigillo nel torneo di doppio in tandem con Musetti, poi si messo in proprio vincendo il titolo nel singolare. “Sono state due settimane positive. Non venivo da un periodo felice e ci ho messo un po’ a raggiungere un buon livello di tennis. Non posso che essere contento, è un passo obbligatorio nel percorso di crescita di un giocatore, ma siamo soltanto all’inizio”.

LA MATURAZIONE NEI CHALLENGER

Zeppieri è così, disincantato. Pochi voli con la fantasia, ma le ali le ha schiuse per puntare dritto verso l’alto. Al momento è a ridosso dei Top 400 (a luglio è salito fino al 382 Atp) al termine di una stagione in cui è uscito dalla sua comfort zone di tornei junior e ITF, provando a confrontarsi con una realtà più ostica. “Tutto sommato sono in linea con i miei programmi. Dopo l’exploit agli Australian Open, ho giocato quasi esclusivamente Challenger, affrontando avversari molto forti. All’inizio ho fatto più fatica, poi con i risultati è arrivata anche maggior fiducia ed ora posso dire che si è trattato di un’ottima scelta”. La semifinale nel Challenger di Parma (con lo scalpo illustre di Paolo Lorenzi, primo top 100 battuto in carriera) resta il fiore all’occhiello del 2019. “Non esiste una strada ideale uguale per tutti per affermarsi a certi livelli, né esistono scorciatoie. Prendiamo ad esempio Sinner.  Jannik ha fatto qualcosa di incredibile, oserei dire di assurdo. Ma era già strutturato per farlo, ha fatto bene a scegliere quella via ed i risultati gli hanno dato ragione. Allo stesso tempo, credo che il percorso studiato insieme al mio coach, Piero Melaranci, sia stato il più redditizio per me, consentendomi un primo vero salto di qualità”.

IN CAMPO DA... PROBLEM SOLVING

Sinner, Musetti, Zeppieri, la gioventù dorata che fa sognare il tennis azzurro. Jannik, grazie ad una wild card, sarà sicuro protagonista a Milano alle Finals Next Gen. Zeppieri, insieme all’amico fraterno Musetti, prenderà parte al torneo di qualificazione, in programma dall’1 al 3 novembre allo Sporting Milano 3. “Ci attende una bella chance. Sarà bello esibirsi in una manifestazione dove ci conosciamo tutti. Tra di noi c’è grande rivalità, avremo gli occhi puntati addosso e tutti daremo il massimo per vincere”.
Le Next Gen di Milano, un traguardo che nel 2017 sfuggì a Matteo Berrettini, stoppato subito nelle “quali”. Due anni dopo sappiamo tutti che piega ha preso la carriera della nuova stella del nostro tennis. Chissà dove sarà Giulio Zeppieri tra qualche tempo. “L’obiettivo, più che in termini di classifica, è alzare il livello. Per formarmi come giocatore, devo crescere non soltanto sull’aspetto tecnico, ma anche su quello mentale. Stiamo lavorando molto su entrambi i fronti. Sono a buon punto col servizio, il rovescio è abbastanza solido, mentre devo salire di continuità col dritto. Spero presto di arrivare a costruire una classifica tale da poter giocare le qualificazioni negli Slam. Vorrebbe dire essere già a buon punto. In partita mi vedo come uno che risolve i problemi. Creare problemi all’avversario ed evitare che lui li crei a me è il mio chiodo fisso ogni volta che scendo in campo”.


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