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Benvenuto Flavio: la scalata di Cobolli da Pula all'ATP

Il 17enne figlio d'arte ha ottenuto i primi punti nel ranking grazie alla finale nel 25 mila dollari in Sardegna

di Stefano Izzo | 01 ottobre 2019

Quando l’Atp ti accredita i primi punti in carriera è un po’ come per un calciatore ritrovarsi sull’album delle figurine. Ancora presto per dire “ce l’ho fatta”, ma la strada imboccata è quella giusta. Benvenuto Flavio nel magico mondo del tennis, quello con le stellette. Flavio è Flavio Cobolli, figlio d’arte. Suo papà Stefano è arrivato a ridosso dei Top 200 e si è tolto più di una soddisfazione. Flavio ha appena 17 anni ed è reduce dalla settimana più importante della sua carriera in erba. Il tennista romano ha raggiunto la finale nel 25 mila dollari di Santa Margherita di Pula, in Sardegna. Contro ogni pronostico e speranza. In tabellone grazie ad una wild card, Cobolli si è tolto lo sfizio di eliminare al secondo turno il giapponese Shimizu, seconda testa di serie e numero 358 Atp. Alla finale persa contro il bosniaco Fatic, è arrivato grazie a due autentiche battaglie contro Antonio Massara nei quarti e il francese Bensoussan in semifinale. “Sulla nave per tornare a Civitavecchia ho dormito 14 ore, ero sfinito – racconta raggiante – E’ stata un’esperienza intensissima, e allo stesso tempo stancante. Sono molto soddisfatto del mio gioco e dell’atteggiamento tenuto in campo, ho maturato la consapevolezza di potermi confrontare alla pari con realtà che non credevo potessero già essere alla mia portata”.

UN 2019 SEMPRE IN CRESCENDO

La splendida avventura in terra sarda ha portato dunque in dote i primi punti Atp, che consentono a Cobolli di attestarsi al 921 nel ranking. “Ancora non ci credo. Sapevo che prima o poi sarebbe arrivato il momento, ma non speravo di poter toccare con mano tutto ciò cosi presto. E’ un passo avanti fondamentale, il primo passo di un percorso molto lungo”.
L’exploit di Pula resterà una pietra miliare nell’iter tennistico di Cobolli, che nel 2019 ha ottenuto tanto e messo nel bagaglio esperienze formative importanti. “Il bilancio è certamente positivo. Ho giocato tre Slam, non c’ero soltanto in Australia (miglior risultato i quarti di finale al Roland Garros ndr). Tornei di gran livello, che mi hanno fatto crescere nell’atteggiamento, oltre che nel gioco. Per poter crescere è fondamentale iniziare a respirare l’atmosfera di eventi cos’ importanti. La strada è quella giusta, devo continuare così senza fissare troppi obiettivi. L’imperativo è lavorare e migliorare il mio gioco, innanzitutto il servizio e le percentuali di prima palle, ma anche il gioco di volo”.

NEL NOME DEL PADRE

Cobolli si allena alla Rome Tennis Academy, adesso è seguito da papà Stefano, che può mettere al servizio del figlio l’esperienza maturata in ambito internazionale. “E’ lui che mi ha messo sui campi all’età di 4 anni e mi ha trasmesso la passione per questo sport. In questa fase mi accompagna ovunque e mi è di grande aiuto. Il fatto che conosca ogni sfaccettatura di me rappresenta un bel vantaggio”.
Ne ha da fare di strada Flavio per scalare quel monte chiamato Atp, lui che adesso è appena alle pendici. Ossa da farsi anche nell’attività nazionale, che lo vedrà impegnato dalla prossima settimana nella serie A1 col Parioli. “Sarà un’altra esperienza importante. L’obiettivo? Intanto puntiamo alla salvezza, poi si vedrà”. Volare basso per arrivare in alto.

Commenti

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elio
elio 01 ottobre 2019

Che belli questi ragazzi pieni di entusiasmo, di vita, di gioco... mi sarebbe piaciuto molto poter accompagnare un figlio o una figlia in giro per tornei. Bello vedere un padre che si prende cura del figlio, grato e affettuoso per tutto ciò e non risentito alla Agassi. Auguro a entrambi tutto il meglio. Elio