-

Gli esperti: Sei depresso? Prendi ad esempio Matteo Berrettini

E' il consiglio di Maurizio e Giovanni Fava, due luminari nella cura alla “malattia del nostro tempo”, in un articolo su Repubblica: “La sua è una magnifica storia di un giovane italiano che emerge in un torneo difficilissimo. E' importante dare più spazio a storie di speranza e di successo per i giovani”

30 settembre 2019

Il rimedio contro la depressione? Non solo i farmaci, ma soprattutto lo stile di vita, quindi amore, ottimismo e… tennis. Ad indicarlo sono Maurizio e Giovanni Fava, due fratelli professori, luminari nella cura di quella che è definita "la malattia del nostro tempo" e colpisce il 5 per cento della popolazione adulta: solo in Italia interessa oltre tre milioni di persone. Un’autentica piaga per la società attuale, considerando inoltre che - secondo l'Organizzazione mondiale della sanità - nei Paesi più ricchi il 50% delle persone che soffrono di depressione non è curato e solo il 3% della spesa sanitaria pubblica è investita in questo settore.

Ecco allora che diventa fondamentale il benessere psicologico, come sottolineano i due fratelli - psichiatra ad Harvard il primo, psicoterapeuta fra Bologna e Buffalo il secondo – intervistati da Riccardo Luna per un articolo di Repubblica. E alla domanda sul perché la depressione sembra colpire di più i giovani ecco il riferimento diretto al tennis e al nuovo campione azzurro che sta bruciando le tappe. «Non sappiamo perché succede, sappiamo solo che è cosi. Penso che ai ragazzi dovremmo parlare di più di persone come Matteo Berrettini», afferma Maurizio Fava. «È un esempio. La sua è una magnifica storia di un giovane italiano che emerge in un torneo difficilissimo. Sarebbe importante dare più spazio a storie di speranza e di successo, invece i giovani vivono immersi in una narrazione negativa che li condiziona». Gli fa eco il fratello Giovanni: «La depressione giovanile nasce dal fatto di non vedere prospettive, dovremmo mostrare che non è così».

L'ARTICOLO DI REPUBBLICA

 

Commenti

Partecipa anche tu alla discussione, accedi