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Daniele Rapagnetta, è Lemon bis

Il 2006 romano si è imposto nuovamente al Lemon Bowl dopo il successo del 2018. "La stagione è appena iniziata e so che ci sarà molto da lavorare"

07 gennaio 2020

Romano, classe 2006, Daniele Rapagnetta è uno dei giovani più promettenti nel panorama tennistico nazionale. Minuto, rapidissimo negli spostamenti e con un perfetto timing sulla palla, Daniele sta facendo parlare di sé ormai da diversi anni. E sono solamente elogi. I titoli regionali fioccano (ad ottobre ha vinto i Campionati under 14, battendo in finale l’amico e acerrimo rivale Giorgio Gatto), le convocazioni in Nazionale anche. Vincitore nel 2018 del Lemon Bowl nella categoria under 12, “Rapa” ha ottenuto uno splendido bis nell'edizione appena conclusa al New Penta 2000 grazie al successo su Alessio Pergola in finale. Tesserato per il circolo Antico Tiro a Volo di “Sto giocando bene e devo proseguire su questa strada - dice Daniele - Il 2019 è stato un anno importante per me, in particolar modo dal punto di vista delle scelte. Ho vissuto con entusiasmo l’approdo al Forum Sport Center di Roma per allenarmi con i fratelli Piccari; con loro sto bene, ho un ottimo rapporto. Parliamo tanto e questo mi aiuta a 360°, dentro e fuori dal campo. La stagione è appena iniziata e so che ci sarà molto da lavorare: lo faremo giorno dopo giorno, con tanta voglia di continuare a giocare sempre meglio”.

Raggiante anche Francesco Piccari, da settembre al fianco di Daniele e ricco di idee interessanti per il futuro. Ritiratosi nel 2013 dopo aver raggiunto la posizione numero 233 del ranking ATP, Francesco nel 2017 ha sposato la tennista azzurra Karin Knapp. Dal loro matrimonio, agli sgoccioli del 2019, è nata la piccola Flavia. “Daniele è un ragazzo giovane che ha tanta voglia di fare. Gli spunti non mancano e già da diverso tempo stiamo curando aspetti fondamentali e dettagli. A livello tattico l’obiettivo è cercare di dargli un’identità sempre più precisa – racconta il marito dell’ex top-40 WTA – e trovare ordine. Devo fare i complimenti ai maestri che lo hanno allenato fino ad oggi, è anche merito loro aver fatto fruttare così bene tutte le sue qualità. Deve chiedere qualcosa in più al dritto, colpo in cui lui ripone meno fiducia. Dove può arrivare? Questa è una fase delicata per la sua crescita, dobbiamo essere cauti. Il fisico non particolarmente prestante potrebbe trasformarsi in un punto di forza, insieme troveremo la chiave”.

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