Anna Floris è campionessa assoluta, nel maschile vince Campana

La 37-enne mancina sarda rispetta il ruolo di favorita numero uno e piega in rimonta Nicole Fossa Huergo, conquistando il terzo scudetto: "Un'emozione impagabile esserci riuscita qui, davanti ai miei famigliari, amici e maestri". Titolo maschile al 21enne romano, in doppio a segno Portaluri/Tresca e nel femminile Gabba/Enola Chiesa

17 settembre 2019

C’era grande attesa per Anna Floris, la beniamina del pubblico cagliaritano che aveva già vinto due volte i campionati italiani di seconda categoria e che si è presentata puntuale in campo per giocarsi la finale contro Nicole Fossa Huergo (classifica 2.6), fin qui capace di vincere tutti gli incontri senza cedere neanche un set, partendo dalle qualificazioni. E l’attesa per la portacolori del Tennis Club Cagliari (2.1, prima testa di serie) era così grande che il pubblico ha gremito la tribuna del campo 14 del circolo di Monte Urpinu e ha trascinato la propria beniamina ala vittoria.

Il successo della Floris (1-6 6-2 6-4 lo score), parso ai più impensabile dopo il perentorio 6-1 con cui l’italianissima Nicole (nata nel 1995 a Isernia e tesserata per il Circolo Tennis Bologna) aveva vinto la prima partita, è la dimostrazione di come essere più forti significa vincere, magari a discapito di un’avversaria che per completezza di repertorio tecnico può essere persino più dotata (Fossa Huergo ha praticamente tutto, anche un ottimo servizio, dote non comune tra le donne). Ma Anna Floris, 37 anni solo per la carta d’identità, perché mantiene il suo fisico in maniera impeccabile, ha dimostrato di essere più forte. Anzitutto nella testa, rimanendo convinta delle proprie possibilità nonostante l’inizio durissimo. Quindi nella concentrazione, lottando su ogni punto anche quando sembrava fosse inutile. Tutto questo contro una specie di ciclone che batteva bene con un’altissima percentuale di prime palle, e in una giornata in cui al contrario il primo servizio della stessa Floris non è mai decollato se non per un vincente in tutto l’incontro nel secondo set. E quando dal 5-1 della terza partita la rivale è risalita sino al 5-4, già qualcuno commentava che la ricreazione era finita e si riprendeva a far sul serio. Ma quel qualcuno evidentemente non conosceva a fondo Anna e non aveva fatto i conti con i suoi “vamos” che da quasi vent’anni segnano sistematicamente il principio di ogni suo successo.

"EMOZIONE IMPAGABILE VINCERE IL TITOLO QUI IN CASA"
La coppa con lo scudetto del singolare femminile ad Anna Floris è stata consegnata in campo davanti al presidente regionale della Fit Antonello Montaldo, tutto lo stato maggiore del circolo organizzatore, il presidente Giuseppe Macciotta, il direttore Gianfranco Palmieri e quello del torneo Andrea Lecca. La vincitrice, dopo essersi asciugata le lacrime per la gioia, ha preso la parola in attesa della finale del doppio: “Avevo già vinto due volte questo scudetto, ma l’emozione di riconquistarlo nella mia città, nel mio circolo, davanti ai miei maestri , familiari e amici è qualcosa di impagabile. Una gioia immensa che voglio dedicare a tutti loro e a Paolo (Ricci, il suo compagno e allenatore ndc) e a Gaia, la mia allieva, che mi ha seguito dall'inizio alla fine in tutti questi giorni. Non avevo nessuna ambizione perché non mi sentivo in forma e perché da poco tempo ho cambiato il telaio della racchetta. Infatti nelle prime partite ho giocato male. Mi era capitato solo un’altra volta per un 50mila dollari, di partire senza molte speranze e poi di vincere. Non mi rendo ancora conto, sono emozionata e felicissima. Faccio i complimenti a Nicole perché ha giocato bene ed è veramente tosta”.
Dal canto sua la Fossa Huego, che in classifica vale molto più del 2.6 con cui è classificata (solo per via della lunga assenza per studio negli Usa) ha riconosciuto i meriti alla vincitrice. “Era iniziata bene nel primo set, poi lei ha alzato i ritmi togliendomi un po’ di sicurezza. Aggiungiamo la stanchezza e così alla fine è stata più brava”.
Ha mancato per un soffio un fantastico en plein tricolore la Floris, che al fianco di Monica Cappelletti (2.3) nella finale del doppio femminile dove erano la coppia prima favorita ha ceduto di misura, con il punteggio di 63 46 10-6 a Giulia Gabba (2.3) ed Enola Chiesa (2.4), binomio terza teste di serie.

Parla romano, invece, il titolo maschile: a laurearsi campione è Federico Campana (2.3), 21enne dell'Eur Sporting Club e quarto favorito del seeding, che ha regolato per 6-3 6-1 il palermitano Alberto Cammarata (2.4). Dopo la vittoria il tennista capitolino è corso sugli spalti per ricevere complimenti e abbracci dei suoi sostenitori, poi ha ricevuto coppa e premi dalle mani del presidente del comitato regionale Antonello Montaldo. E alla fine, contento ed emozionato, ha fatto i complimenti al suo avversario.

Il titolo di doppio maschile è stato appannaggio della coppia pugliese formata da Giorgio Portaluri (2.4) e Giuseppe Tresca (2.3), numeri tre del torneo, che hanno liquidato per 6-3 6-2 in finale Andrea Grazioso (2.3) e Luca Potenza (2.4), quarte teste di serie.

CAGLIARI "CAPITALE" ANCHE PER I PROSSIMI DUE ANNI

Positivo il bilancio dei campionati. "Quando il torneo è entrato nel vivo - conferma il direttore tecnico Andrea Lecca - c'è stata un'ottima risposta da parte degli appassionati. Siamo pienamente soddisfatti: i campionati, per organizzazione e contenuti, sono andati al di là delle migliori aspettative. Poi, per il pubblico di casa, è arrivata anche la gioia di veder vincere Anna Floris: è stato il massimo".

Nove giorni di grande tennis con i migliori giocatori di seconda categoria: le iscrizioni hanno sfiorato quota trecento. Ricco il montepremi: 23mila euro. E ormai è confermato: Cagliari, dopo l'edizione del 2018 e quella appena conclusa, sarà la "capitale" del torneo anche per i prossimi due anni.  

 

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