Tricolori 2ª categoria: vincono ancora Dessì e Masala, Asara e Piu salutano lottando

Terminate a Cagliari le qualificazioni nell'edizione 2019 dei Campionati Italiani (288 iscritti: 183 uomini e 105 donne), ottime prestazioni di Nicolò Dessì, Matteo Masala, Gino Asara e Francesca Piu

17 settembre 2019

È scattata l'ora dei big ai Campionati Italiani di Seconda Categoria al Tennis Club Cagliari, sede dell'evento per il secondo anno consecutivo (in questo caso "combined", con anche la competizione femminile). Ed è cominciato anche il torneo di doppio. Partite su partite, dunque, con le finalissime che ora diventano sempre più vicine. E ogni vittoria adesso diventa più importante. Come quella del diciassettenne Matteo Masala che, qualificazioni o tabellone principale, continua a battere i suoi avversari. L'olbiese regola in due set, 6-4 6-4, Andrea Di Meo. Tra i sardi continua a sorprendere anche Niccoló Dessí, quindicenne sardo della Pisana Roma: pure a lui bastano due set (6-2 6-3) per imporsi su Jacopo Calvani. 

Non ce la fa invece Nicola Porcu, sconfitto al terzo set da Riccardo Cecchi così come il tenace due volte campione sardo Gino Asara Tra le partite odierne anche il successo di  Leonardo Cassago su Leonardo Cocchella per 7-6 6-4 e la vittoria di Simone Agostini su Marco Rosa.
Vincono anche Stefano D'Agostino su Vittorio Angeli (6-2 6-1) e Andrea Turco su Davide Dadda (6-2 6-3). Continua la corsa, dopo le pre-qualificazioni, anche per Gianmarco Amatiste (6-1,7-6): eliminato Davide Ferrarolli. E ancora successi di Leonardo Taddia su Alberto Pistolesi (6-4 6-2) e di Leonardo Rossi su Filippo Tonnicchi. Andrea Cugini passa il turno battendo 6-1 6-1 Giovanni Agostinetto.

Tra le donne saluta il torneo la padrona di casa Francesca Piu, battuta in due set da Emma Nerini: per l'atleta-maestra del Tennis Club Cagliari resta la soddisfazione delle tre vittorie in tre turni delle prime giornate dei campionati.

ORDINE DI GIOCO mercoledì 18 settembre

SINGOLARE MASCHILE

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QUALIFICAZIONI MASCHILI

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TENNIS CLUB FRA RINNOVAMENTO E TRADIZIONE

Cagliari bagnata dal mare e baciata dal sole. Una frasetta apparentemente banale che racchiude però una verità eterna e l’invidia di quanti già in questo periodo devono fare i conti con la temperatura che scende insieme ai primi scrosci d’acqua. Dicono che anche nelle giornate di pioggia basti passare a Monte Urpinu per ritagliarsi un angolino di luce, almeno per cinque minuti. E proprio lì, in uno dei sette colli cittadini, che il circolo del Tennis Club sta compiendo in questi giorni l’ennesimo miracolo dei suoi 63 anni di esistenza. Messi da parte i tre turni di qualificazione, si è entrati nel vivo dei campionati nazionali di seconda categoria e il frenetico viavai dei 128 iscritti al torneo maschile e delle 64 iscritte al femminile alla ricerca dell’orario di incontro e del nome dell’avversario, ha regalato oggi una simpatica baraonda nel circolo del capoluogo isolano. La macchina organizzativa come al solito non ha perso un colpo e già si prepara per l’inaugurazione del campo in terra al coperto, che avverrà fra un paio di giorni con il doppio esibizione che vedrà tra i protagonisti il presidente federale Angelo Binaghi.
Rinnovamento e tradizione si fondono a meraviglia in questa cornice portafortuna nei vari incontri di Davis e Fed Cup per i nostri azzurri. L’area del circolo è decisamente più ampia rispetto ai tempi di quella fotina storica che riprendeva il piccolo Binaghi raccattapalle al cospetto del campione Nicola Pietrangeli oltre cinquantanni fa. Oggi si entra da via Gemelli, di fianco alla chiesa dei martiri Giorgio e Caterina, ma nessuno si è sognato di chiudere il vecchio ingresso di via Pietro Leo, angusto, stretto, ma irrinunciabile per le intere generazioni che venivano dirette verso il Bar del mitico Signor Giuseppe, sempre indaffarato tra un cliente da servire e il piccolo figlio Bubu, effervescente come pochi, da richiamare all’ordine. Oggi Bubu Melis è uno degli apprezzati maestri del settore tecnico, insieme a Francesca Piu, che continua a dividersi in mille ruoli tra giocatrice, allenatrice, segretaria del circolo e… qualificata al tabellone principale dopo tre vittorie in altrettanti turni di qualificazione. Piu, Melis, il direttore tecnico del torneo Andrea Lecca, sono adorati dai piccoli allievi che non mancano mai. Come del resto è sempre sul pezzo Pina, segretaria e accompagnatrice di frotte di generazioni che nel frattempo pur avendo perso capelli e avendo toccato la terza fase degli anta, per lei sono sempre “bellissimi” come quando avevano dieci anni. “Non saremo agli irripetibili numeri della prima metà anni Settanta - dice Gianfranco Palmieri, il direttore del circolo che in questo paradiso ci è arrivato nel 1965 e da allora non se n’è più voluto andare – quando arrivammo al record di iscritti con 882 bambini in una sola stagione. Ma abbiamo sempre cifre importanti su cui confrontarci”. Se Bubu da piccolo era una peste sempre in movimento e Francesca una ribelle che ancor oggi riesce a vincere presentandosi al campo tre minuti prima di un incontro e con gli occhi gonfi dal sonno, Andrea Lecca avrebbe potuto tranquillamente intraprendere la carriera da calciatore (tuttora a 51 anni il sabato non rinuncia alla partita nel torneo amatori), così come il presidentissimo Angelo del resto, cui la palla a pentagoni ed esagoni bianchi e neri (allora si usava così) non ha mai offerto un centesimo delle emozioni di una pallina che si spegne al di là della rete o di uno smash che dopo il rimbalzo in campo finisce alla scuola di via Garavetti. Binaghi rientra nel novero dei maestri inflessibili quando il suo allievo dal talento esagerato si lasciava andare a gesti non proprio consoni, o semplicemente sbagliava dritti o rovesci. Potevano scattare due settimane di allenamenti massacranti di 20 km al giorno o un vai e vieni dal Poetto (appena 12 stavolta…) con la sabbia raccolta in mano per dimostrare che non aveva usato scorciatoie e sin lì ci era arrivato davvero. E quel talento era davvero inarrivabile se si pensa che a livello giovanile, seppure una volta sui tre incontri diretti, diede la paga a Roger Federer. Roba che a ricordarlo oggi, scompare persino la vittoria nel Lemon Bowl che pure rappresenta un top per un under 14 che aveva iniziato a giocare molto più tardi dei coetanei. Stefano Mocci - è di lui che stiamo parlando - non ama tanto i ricordi, magari si illumina se gli chiedi perché lui, che il tennis lo ha giocato e lo sa insegnare ai suoi allievi, non prova a raccontarlo da qualche schermo televisivo, visto che l’italiano sembra innato (grazie alla madre professoressa) come la classe di cui sempre la madre (natura stavolta, ma anche la professoressa ci ha messo del suo) lo ha dotato. “Non mi dispiacerebbe - dice – chissà magari un giorno… Quella vittoria su Federer non la dimentico perché me la ricordano sempre. Francesco Aldi (palermitano, coetaneo di Mocci, sarebbe poi arrivato al numero 111 in classifica Atp ndr) era il mio compagno di doppio con cui vincemmo. Federer e Kato in realtà li affrontammo tre volte e se mi chiedi dove, faccio fatica a ricordare, eccetto che per l’ultima sconfitta al terzo 7-5 perché eravamo a Firenze. Sì, capitò e in effetti non è roba che si cancelli”. No di certo caro Stefano, rimarrà nella storia come il successo di Franchitti su Borg o come quella volta che nel calcio il Mantova vinse a San Siro con gol di Panizza. Ma non era ancora il Milan di Gullit e Van Basten tanto caro al nostro Stefano.

 
RECORD DI ISCRITTI: 288. DI NICOLA E FLORIS FAVORITI
A darsi battaglia per la conquista dei titoli individuali e di doppio – ricco il montepremi complessivo: in palio 23.000 euro - sono 288 atleti, 183 uomini e 105 donne, per quello che è un record di iscritti.
In campo maschile, dove nutrita e agguerrita è la pattuglia dei giocatori sardi, i principali pretendenti al successo sono Gianluca Di Nicola, vicecampione italiano (in finale lo scorso anno cedette di misura al romano Matteo Fago), Antonio Campo, Davide Della Tommasina, Nicola Ghedin e Davide Pontoglio. Tra le donne i favori del pronostico vanno alla tenacissima Anna Floris, padrona di casa e finalista dodici mesi fa (a conquistare lo scudetto a Mantova fu Anna Giulia Remondina), Alice Balducci, Giulia Crescenzi, Giorgia Marchetti e Barbara Dessolis.

BINAGHI INAUGURA IL CAMPO COPERTO

L'edizione 2019 dei Campionati italiani di seconda categoria sarà arricchita da alcuni eventi collaterali. Durante la settimana del torneo si terrà il party serale nella terrazza del TC Cagliari e venerdì 20 sarà inaugurato il tanto atteso campo al coperto con un doppio esibizione al quale prenderà parte anche il presidente della Federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi, cagliaritano cresciuto con la racchetta in mano proprio nei campi di Monte Urpinu. Per l’occasione è in programma un evento di degustazione delle specialità tipiche dell’isola: saranno presenti numerose realtà del settore enogastronomico sardo.

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