Arnaboldi, il ritorno alle origini e l'amore per il tennis

Il canturino artiglia i quarti nel challenger di Bergamo superando Kolar. Andrea ha ritrovato il suo maestro di bambino e, grazie a nuove motivazioni, riscoperto la bellezza della vita da tennista: “Cercherò di sfruttare la mia maturità per il resto della carriera”. Avanza anche Marcora, out Giustino, Brancaccio, Baldi e Vanni

20 febbraio 2020

Andrea Arnaboldi e Roberto Marcora hanno centrato l'ingresso nei quarti di finale del "Trofeo Faip-Perrel", torneo challenger da 46.600 euro di montepremi in corso sul green-set del PalaNorda di Bergamo.
Il 
32enne canturino, numero 292 della classifica mondiale, ha regolato per 63 64, in un'ora e 13 minuti di gioco, il ceco Zdenek Kolar, numero 219 Atp e 11esima testa di serie, e venerdì si troverà di fronte il cinese di Taipei Chun-hsin Tseng, numero 301 della classifica mondiale, proveniente dalle qualificazioni, che ha sbarrato la strada a Filippo Baldi, 24enne di Vigevano, numero 243 Atp e 16esima testa di serie, imponendosi per 63 62 in un'ora e 16 minuti .

Dal canto suo in serata Roberto Marcora, numero 150 del ranking mondiale e secondo favorito del torneo, dopo essersi aggiudicato il derby tricolore di secondo turno con Giulio Zeppieri, numero 368 Atp, si è sbarazzato per 62 63, in soli 56 minuti, del serbo Pedja Krstin, numero 235 Atp e 13esima testa di serie. Il 30enne di Busto Arsizio, finalista dodici mesi fa in questo torneo (fermato solo dal lanciatissimo Jannik Sinner), si giocherà un posto in semifinale con il francese Enzo Couacaud, numero 208 Atp e settimo favorito del seeding, che ha superato per 63 62 Luca Vanni, 34enne di Castel del Piano,numero 446 Atp

Si è interrotto negli ottavi anche il cammino di Lorenzo Giustino, 28enne napoletano, numero 154 Atp e primo favorito del seeding, che dopo aver salvato 4 match-point al secondo turno contro il croato Nino Serdarusic, numero 296 Atp, ha ceduto per 63 36 64, dopo due ore e 5 minuti di lotta, al francese Hugo Gaston, numero 248 Atp e 15esima testa di serie.

Fine corsa anche per l’altro campano Raul Brancaccio, 22enne di Torre del Greco, numero 377 Atp, sconfitto 61 76(2), in un'ora e 22 minuti, dal turco Cem Ilkel, numero 199 del ranking mondiale e quinta testa di serie.

Arnaboldi: "E' una fortuna essere un tennista"

Arnaboldi per la terza volta in sette apparizioni ha raggiunto i quarti di finale. L'obiettivo, naturalmente, è migliorare la semifinale del 2014. Il tennis espresso in questi giorni spinge all'ottimismo, confermato dal convincente successo contro il ceco. C'era un pizzico di apprensione per il dritto di Kolar, molto potente, che avrebbe potuto creare più di un problema al rovescio di “Arna”. Invece l'azzurro è stato perfetto, trovando il modo di non perdere campo e giocare spesso in topspin“Vero. Sapevo che Kolar spinge molto con il dritto – racconta Arnaboldi – in effetti la sua palla è pesante, complessa. Per fortuna sono riuscito a contrastarla e non sono mai finito in difesa, anzi, ero spesso io a comandare”.
Un successo convincente, condito da tanti colpi a effetto. D'altra parte, il tennis di Arnaboldi è molto piacevole: tagli, rotazioni, discese a rete, ottima copertura di ogni zona del campo... Davvero un tennista spettacolare. Non è troppo conosciuto dal pubblico mainstream, ed è un peccato che il suo best ranking (risalente al 2015) sia “soltanto” al numero 153 ATP. Le virgolette sono un obbligo, perché arrivare fin lassù richiede sacrifici inimmaginabili. Ci si domanda se – a 32 anni compiuti – Arnaboldi apprezzi ancora questa vita, con una racchetta nella mano e la valigia nell'altra. “Tutto dipende da come la vivo sul campo – racconta – se le cose vanno bene e ho buone sensazioni, anche gli spostamenti sono più leggeri. Se invece il lavoro sul campo si fa più pesante, allora anche viaggiare è tre volte più faticoso. Però sì, mi piace, voglio continuare a giocare e godermela sul campo. Perché il tennis è ciò che voglio”.
Arnaboldi viene da una stagione complicata, ma le difficoltà gli hanno fatto apprezzare la bellezza di una vita tutt'altro che banale. “Sono una persona fortunata. Mi sto accorgendo proprio in questo periodo che fare il tennista è 'tanta roba'. A parte la qualificazione a Wimbledon, l'anno scorso non ho avuto buoni risultati. Con il cambio di team e i nuovi stimoli ho apprezzato di nuovo il bello di giocare un torneo. Parliamoci chiaro: fai qualcosa di speciale, c'è molta competizione, è un bell'ambiente, sono davvero contento di quello che faccio, a prescindere da classifica e risultati”.


ALLA RICERCA DELLA COSTANZA

A fine 2019, pur restando in buoni rapporti, il canturino ha chiuso la lunga partnership con coach Fabrizio Albani ed è tornato alle origini, nel vero senso della parola. Il suo nuovo allenatore è Giorgio Mezanzani“Fu uno dei primi ad avviarmi al tennis a Cantù, quando avevo 5-6 anni. Ritrovarci è stata una sensazione piacevole. Il team è poi completato dal preparatore atletico Stefano Viganò e dal fisioterapista Simone. È bello avere nuove motivazioni: con il vecchio team era un po' finito il 'fuoco' che ci spingeva, e ho sentito la necessità di nuovi stimoli. Li sto trovando”

In un tennis che concede sempre più spazio per gli over 30, le motivazioni possono fare la differenza: con la voglia a mille, Arnaboldi può provare a rilanciarsi. L'attuale 292esima posizione è soltanto un punto di partenza. “Non c'è dubbio che una decina d'anni fa le aspettative fossero più alte rispetto a quanto fatto fino a ora – riflette Arnaboldi – probabilmente l'ostacolo più grande è stata la difficoltà ad essere costante. Ho avuto ottimi picchi, ma non sempre li ho mantenuti. È andata così per mille ragioni, anche personali. Pensavo che sarebbe stato più facile, che l'applicazione sarebbe stata sufficiente per ottenere risultati. Invece non è automatico, devi volere un obiettivo a tutti i costi. Avrei dovuto applicarmi, ma senza dare nulla per scontato”.
Il passato non si può modificare, ma Andrea è fortemente proiettato sul futuro. Crede che l'esperienza e le qualità maturate nel corso degli anni possano servirgli per il resto della sua carriera. “Non ho più 20 anni, ma ci sono tanti giocatori forti, anche meno giovani di me. Oggi ho una maturità diversa, rispetto a dieci anni fa sono un'altra persona, ho le idee più chiare e vedo tutto in modo migliore. Cercherò di sfruttarla al massimo, soprattutto perché mi sento bene fisicamente, ho tanta voglia e penso di poter raggiungere i miei obiettivi”. 
Il lombardo nei quarti avrà un impegno molto difficile contro Chun-hsin Tseng, baby taiwanese che ha messo fine al sogno di Filippo Baldi. Alzando il livello rispetto ai primi due turni, Tseng ha bombardato l'azzurro dal primo all'ultimo colpo, con un tennis ping-pong che – per certi versi – ricorda quello di Kei Nishikori. Nonostante il campo abbastanza lento, il lombardo non è riuscito a trovare le giuste contromisure. Ci ha provato, è rimasto mentalmente in partita fino al penultimo game, ma il pressing di Tseng è stato davvero notevole e lo ha portato a commettere qualche errore di troppo, fino al 6-4 6-2 finale. Il taiwanese (accompagnato a Bergamo da Dominik Hrbaty) sta confermando di avere grandi qualità. E se fosse lui l'erede di Sinner? Le avvisaglie ci sono, anche se il gioco particolare di Arnaboldi potrebbe metterlo alla prova, costringendolo a uscire dalla zona di comfort. Sarà un test davvero interessante.

 

MARCORA NON SPRECA ENERGIE

 
Prosegue l'ottimo momento di Roberto Marcora. Il 30enne di Busto Arsizio, davvero in gran forma, nel match serale di giovedì, davanti a un pubblico decisamente numeroso, non ha avuto problemi contro il serbo Pedja Krstin. Si è imposto in meno di un'ora, con un netto 6-2 6-3. Era partito male, subendo un break nel primo game. Lo recuperava subito, poi il match filava liscio. Ottime percentuali al servizio e soluzioni brillanti da fondocampo (figlie del gran momento di fiducia) gli hanno permesso di tenere a distanza l'avversario. Vinto agevolmente il primo set, è scappato via anche nel secondo e avrebbe potuto chiudere sul 5-2. Krstin ha tenuto il servizio, ma Marcora ha chiuso agevolmente. Per lui, reduce dalle fatiche delle scorse settimane (quarti a Pune, finale a Cherbourg) era importante non spendere troppe energie e ricaricarsi in vista dei quarti, in cui avrà un match complicato contro Enzo Couacaud, francese nato alle Mauritius. Per Marcora non sarà facile, ma le motivazioni - nonostante la comprensibile stanchezza - sono altissime. A Bergamo è seguito da tanti amici, compresi i genitori, e punta deciso a ripetere gli exploit dell'anno prossimo.

Tabelloni e ordine di gioco

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