Mager da sogno a Rio de Janeiro

Il pianeta racchetta ha abituato da molti anni la nostra regione a compiacersi per i successi firmati in giro per il mondo dai suoi figli.

di Enrico Casareto | 24 febbraio 2020

La Liguria del tennis, anzi la Liguria e basta, una volta di più può essere fiera di due suoi ragazzi.

Il pianeta racchetta ha abituato da molti anni la nostra regione a compiacersi per i successi firmati in giro per il mondo dai suoi figli. In un momento in cui l’attenzione di tutti è rivolta a vicende sicuramente più importanti e delicate che riguardano l’intero nostro paese, può servire per un attimo a rasserenarsi anche il pensare  a un’impresa clamorosa e inaspettata, non per talento ma per situazione, centrata grazie a una forza d’animo e una determinazione davvero feroci.

Le risorse che hanno consentito a Gianluca Mager, nato a Sanremo l’ 1 dicembre 1994, di conquistare il secondo gradino più alto del podio all’ATP tour 500 di Rio de Janeiro. Gianluca, partendo dalle qualificazioni, ha allineato match vinti uno dietro l’altro fino ad arrivare alla vittoria più significativa, fino a qui, della sua carriera, quella sull’austriaco Thiem, numero uno del tabellone e 4 del mondo, nei quarti di finale del torneo Carioca.

La sconfitta in finale  per 7/6 7/5 (curiosamente lo stesso score mandato agli archivi nei quarti)  contro il cileno Garin, numero 25 del mondo, non offusca minimamente l’impresa di un nuovo campione azzurro che ora entra a vele spiegate nella top 100 del ranking ATP, al numero 77 della classifica mondiale.

Al di là dell’impresa contro Thiem, forse la vittoria che fotografa maggiormente la carriera di un ragazzo che davvero sembra “il tennista della porta accanto”, per semplicità disponibilità e cortesia, non certo per le immense qualità, è stata quella su Balasz in semifinale.

Una sfida al cardiopalma, conclusa con le lacrime del nostro giovane alfiere. Immagini e circostanze che ci resteranno impresse nella memoria.

L’equilibrio del primo set, in cui Mager ha poi allungato nel tie break sul 4 a 2 per chiudere  7 punti a 4. Lo stop causato dalla pioggia nella seconda frazione sul parziale di 3/3 , con l’ungherese che ha salvato una palla break nel quarto gioco.

La ripresa dopo l’interruzione, la rimonta del 31enne di Budapest che non si è lasciato scappare l’occasione di pareggiare il conto dei set, portando al terzo la sfida con un ace.

Le tre palle break annullate da Gianluca sull’1/1, il tentennamento nel quinto game, con altra palla break sfruttata da Balazs.

Sull’orlo del baratro Mager si è armato di coraggio e con una smorzata non banale e una serie di attacchi a rete ha tenuto il turno, per poi completare il recupero con il contro-break del 4-4 propiziato da tre doppi falli del magiaro. Il ligure ha cancellato una pericolosissima palla break venendosi a prendere il punto a rete, per poi issarsi 5-4. E sul 6-5 per l’azzurro un paio di sbavature dell’ungherese hanno portato al match point Gianluca, fuori tempo però col diritto steccando la risposta. Per dirimere l’equilibrio serve dunque il “gioco decisivo”, nel quale Mager è stato praticamente perfetto: è salito 5-0 e poi con il suo sesto ace ha messo il sigillo su una partita da ricordare, quella che gli ha spalancato le porte della sua prima finale Atp, in un “500”. Una finale poi lottata ma persa. Una sconfitta che sa però molto di vittoria.

E che dire poi di Lorenzo Musetti, leva 2002, tennisticamente di casa a Spezia e con la maglia gialloblu del Park Genova sulla pelle, che a distanza di un anno dallo storico successo agli Australian Open Junior, ha conquistato per la prima volta l’accesso al tabellone principale di un torneo ATP, addirittura  l’ATP 500 di Dubai.

Oggi  infatti per Lorenzo  è un giorno fondamentale della sua giovanissima carriera:  il diciassettenne alfiere del Park Genova , numero 311 del ranking mondiale, comunque vada contro Andrey Roublev, numero 14 ATP, e sesta testa di serie che ha iniziato il 2020 conquistando i titoli a Doha ed Adelaide, scrive un’altra pagina di storia del tennis italiano. L’ennesima pagina che sa molto di Liguria.

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