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Roma Garden, Cobolli sconfitto ma felice: "Settimana straordinaria"

Il giovane tennista capitolino si arrende in finale all'argentino Juan Manuel Cerundolo dopo tre set combattuti: "La classifica migliora se ci si allena bene"

di | 02 maggio 2021

Juan Manuel Cerundolo, 19 anni, posa con il titolo conquistato a Roma - Foto Ercoli

Juan Manuel Cerundolo, 19 anni, posa con il titolo conquistato a Roma - Foto Ercoli

Cala il sipario sul Roma Garden Open 2. Dopo il successo di Andrea Pellegrino nel primo dei due appuntamenti consecutivi ospitati dalla capitale, a sorridere è Juan Manuel Cerundolo. L’argentino, vincitore a febbraio dell’ATP 250 di Cordoba, si è imposto in tre set sull’azzurro Flavio Cobolli al termine di una finale ricca di pathos e colpi di scena. Un ottimo antipasto in attesa degli Internazionali BNL d’Italia 2021.

“Sono contentissimo del titolo e dell’intera settimana vissuta qui a Roma – le parole dell’argentino al termine della finale – ho giocato bene entrando subito in palla sin dai primi match. Flavio è un tennista dalle grandi prospettive che oggi mi ha fatto sudare per conquistare il titolo. Dopo un 2020 ricco di problemi adesso mi sento bene e so di poter fare ancora meglio. Sulla terra rossa mi esprimo al massimo, il mio gioco è perfetto per questa superficie ma voglio imparare a destreggiarmi ovunque. Ora punto alla top-100 e darò il massimo per raggiungere questo traguardo”.

Flavio Cobolli c’è e ha tutte le intenzioni di non fermarsi qui. “È stata una finale intensa – ha dichiarato stanco e soddisfatto il classe 2002 – in cui credo di aver giocato bene nonostante la sconfitta. La prima finale Challenger è difficile da dimenticare, qualche sbavatura e la giusta tensione le avevo messe in conto prima di scendere in campo. Sono felice di come siano andate entrambe le settimane, il titolo di Antalya mi ha dato tanta consapevolezza e la convinzione di potermela giocare sempre. Cerundolo? Un torneo ATP 250 non si vince per caso, è un giocatore forte che negli anni darà filo da torcere a tanti”. Un momento fantastico, quello del giovane tennista capitolino, ora con pieno merito tra i primi 450 del mondo. “Giocare a Roma ha sempre un sapore speciale, qui c’è sempre tanta gente che mi supporta e mi sopporta. Il tennis c’era già, non è mai stato un problema. Ora sto facendo bene ma so che il viaggio è appena cominciato. La classifica migliora se arrivano i risultati e questi, sempre e comunque, passano dall’allenamento. Della programmazione se ne occupa il mio team e ho piena fiducia in loro per il presente e per il futuro. Ad inizio anno mi ero posto la top-400 come obiettivo e ci sono vicino. Ho tanta voglia di confrontarmi con i migliori e per farlo devo continuare a lavorare duro”.  

Chi già si prepara alla prossima avventura è senza dubbio Ezio ‘Pancho’ Di Matteo. “Non avevamo mai organizzato due eventi consecutivi – sorride il direttore del torneo – ma i riscontri sono stati positivi. Il livello dei match è stato altissimo e i giocatori, come ogni anno, si sono trovati a meraviglia. Faccio i complimenti a tutti, da Pellegrino a Cobolli, ci hanno davvero fatto sognare. La speranza è che per il 2022 le tribune possano tornare ad essere gremite”.

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