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Roberto Miceli: "Grande fiducia dopo il primo punto ATP"

Sulla terra rossa del Cairo il diciannovenne di Gaeta ha posto la prima pietra di un sogno chiamato circuito maggiore. Adora Medvedev, si rilassa in cucina e cresce con i consigli del fratello Marco

di | 03 dicembre 2021

Roberto Miceli in allenamento - Foto Nizegorodcew

Roberto Miceli in allenamento - Foto Nizegorodcew

Il primo punto ATP non si scorda mai. Roberto Miceli, classe 2002, ha fatto centro nel $15.000 del Cairo. Superate brillantemente le qualificazioni, il diciannovenne di Gaeta si è imposto sull’egiziano Sherif Makhlouf con il punteggio di 7-6 6-1, prima di cedere al britannico Felix Gill. Impazzisce per Daniil Medvedev, adora cucinare e nel 2022 punta a consolidare il proprio rendimento nel circuito ITF.

“Sono ancora molto emozionato – racconta Miceli – ma allo stesso tempo pronto a guardare avanti. Con il mio allenatore, Riccardo Rosolin, avevamo deciso di comune accordo di chiudere l’anno con le prime esperienze a livello ITF. Aver raggiunto l’obiettivo del primo punto ATP appena al secondo torneo mi rende estremamente felice e più che mai carico per la prossima stagione”.

La storia d’amore tra Roberto ed il tennis inizia presto. “In famiglia è sempre stato lo sport principale. Gioco da quando ero piccolo perché mia madre e mio padre si divertivano a livello amatoriale e ogni volta che finivano di giocare si trattenevano sempre una mezzoretta in più per far provare me e mio fratello (Marco, 23 anni, numero 764 ATP, ndr.). Una volta iniziato non ho mai smesso ed è stata la scelta migliore che potessi fare. Dopo uno stop di circa tre anni sono riuscito rapidamente a passare da 3.3 a 2.4, in quel momento ho capito che avrei voluto fare il tennista professionista. Il mio primo circolo? L’Eschilo2 di Roma. È lì che ho mosso i primi passi insieme a coach Alessandro Galli ed è con lui che ho fatto le prime esperienze in giro per l’Italia. Gli devo molto, legami di questo tipo sono in grado di lasciare il segno dentro e fuori dal campo”.

Dall’Eschilo2 all’Enjoy Sporting Club, passando attraverso anni formativi con allenatori del calibro di Simone Ercoli, Cristiano Minighini e Valerio Prisco. “Sono qui da tre anni ormai e mi trovo alla grande. Insieme a Riccardo collaborano anche Francesco Aldi e Giuseppe Fischetti con i quali ho un bellissimo rapporto e proprio con Giuseppe ho fatto la mia prima trasferta ITF. Membri importanti del team sono Andrea Chiricozzi che mi cura la preparazione fisica e da un paio di mesi si è aggiunto Marco Formica, mental coach, fondamentale per il punto conquistato al Cairo”.

Il legame tra Roberto ed il fratello maggiore è qualcosa di speciale. “Da quando anche lui è arrivato all’Enjoy sono cambiate tante cose, su tutte quella di poterci allenare insieme. Naturalmente lui non solo ha un ranking migliore ma anche più esperienza di me e quindi mi viene spontaneo chiedergli consigli. Tante volte mi ha sostenuto anche fuori dal campo, nei tornei open, facendomi addirittura vincere dei match praticamente persi. Sono fortunato ad avere una persona come lui dentro casa e poter sfruttare questa occasione per imparare sempre di più. È una figura fondamentale per la mia crescita”.

 

Fuori dal campo Roberto è il classico ragazzo della sua età, con una passione speciale. “Mi piace stare in compagnia, ridere e scherzare sia con i miei compagni che con i miei allenatori. Non si direbbe ma una delle mie passioni è la cucina: da piccolo molte volte rimanevo a casa da solo con mio fratello e stanco della sua solita pasta in bianco e insalata, ho iniziato a guardare qualche video di cucina finché ho imparato a adesso me la cavo abbastanza bene. Ancora oggi molte volte a casa cucino io per tutti, anche quando ci sono ospiti”.

Tra idoli e obiettivi. “Al momento – conclude Marco – uno dei più forti in assoluto è Medvedev. Forse stilisticamente non è il migliore ma lo ammiro per la stabilità emotiva con la quale affronta ogni punto. Sogni? Mi piace stare con i piedi per terra. Quest’anno gli obbiettivi erano passare da 2.4 a 2.3 e fare le mie prime esperienze ITF. Essendo riuscito ad arrivare 2.2 e a conquistare il mio primo punto ATP posso dire di aver superato le mie aspettative e di poter guardare al futuro con grande fiducia. Nel 2022 vorrei consolidarmi nei $15.000 e programmare i passi successivi in relazione ai risultati”.

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