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Finalmente Moroni: "Dedico il titolo a chi mi è sempre stato vicino"

Il tennista romano è il nuovo campione dell'Astria Tennis Cup di Milano, il suo primo titolo Challenger. "La strada è quella giusta, ora la top 200"

di | 28 giugno 2021

Gian Marco Moroni posa con il suo primo titolo Challenger - Foto Peluso

Gian Marco Moroni posa con il suo primo titolo Challenger - Foto Peluso

Al terzo tentativo il ‘Bufalo’ ha fatto centro. Dopo le finali perse a Mestre nel 2018 con Gianluigi Quinzi e al Roma Garden Open nel 2019 con lo svizzero Henri Laaksonen, Gian Marco Moroni ha conquistato a Milano il suo primo titolo Challenger. La vittoria per 6-3 6-2 ai danni dell’argentino Federico Coria (numero 89 del mondo e prima forza del seeding) vale un balzo di 39 posizioni in classifica (da 257 a 218) e la consapevolezza che il brutto periodo, forse, è finalmente alle spalle.

La dedica: “Questo trofeo è per la mia famiglia, i miei amici e tutti coloro che mi sono stati vicino nei momenti difficili”

“Sono felicissimo di aver alzato al cielo l’Aspria Tennis Cup – le parole di Moroni – un successo che capitalizza al meglio il duro lavoro svolto negli ultimi mesi. Ho intrapreso un percorso importante, ricco di fatica e sacrifici, e vittorie come quella arrivata a Milano sono il segnale che la strada presa è stata quella giusta. L’importante, ora, è non fermarsi e continuare a guardare avanti”. Una stagione, quella del tennista capitolino, ricca fino ad ora più di ombre che di luci. Tra le doti di Gian Marco, però, c’è quella di non arrendersi mai. “Sono arrivato a questo torneo in condizioni disastrose, dopo aver raggiunti i quarti di finale ad Almaty, in Kazakistan. Ho svolto il primo allenamento con Stefano Napolitano che quasi non riuscivo a camminare ma non mi sono buttato giù. Come ogni settimana ho pensato soltanto a giocare e a cercare di vincere il trofeo. È così che ragiono quando scendo in campo”.

Cinque partite, dieci set. ‘Jimbo’, questa volta, è andato di corsa. “A dire il vero sono stato poco in campo per i miei standard, devo ammetterlo. “Sbufalate”? Si, ma nel modo giusto. Ho giocato bene nei momenti importanti, tirando fuori il meglio di me senza dover per forza ricorrere a cose dell’altro mondo. I risultati, per come la vedo, sono stati un po’ finti. Punteggi netti dietro i quali si sono nascoste delle gran belle battaglie, come piace a me”. Ad agosto dello scorso anno Gian Marco si era spinto sino alla posizione numero 209 del ranking ATP. Ora è 218, ma quel ‘2’ davanti proprio non riesce più a vederlo. “Adesso basta – sorride – è davvero arrivato il momento di entrare tra i primi 200. È quello il mio obiettivo e anche se so che non è facile salire, prendo quello che viene e darò il massimo per riuscirci”.

Ora il ritorno alla base, in Umbria. “Mi alleno ormai da diverso tempo a Foligno, con Federico Torresi, che mi segue la maggior parte delle settimane, Fabio Gorietti e Giampaolo Coppo. Dello staff fanno parte anche Nicole Gelio, osteopata e fisioterapista, ed il preparatore atletico Alessio Bianchi. Mi stanno aiutando tanto, senza di loro non sarei arrivato a questo punto. Ora giocherò i due Challenger di Perugia e Todi, poi proverò anche ad entrare negli ATP 250. Il tennis italiano sta volando. Possiamo sognare in grande e sperare di festeggiare presto la Davis o un titolo Slam”.

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