Emma Boggiali: "Voglio una vita a stelle e strisce"

La tennista laziale, Covid-19 permettendo, ad agosto volerà negli Stati Uniti per proseguire al college il proprio percorso formativo

di Gianluca Lalli | 22 marzo 2020

“Ho sognato di diventare una giocatrice professionista? Certo che l’ho fatto. Fin da bambina. Mi ha aiutato a crescere, a sfidare me stessa, a pormi obiettivi ambiziosi”.

 

Emma Boggiali ha già le valigie pronte. Destinazione USA, per continuare il proprio percorso formativo nei college americani. La sfida è quella di abbinare la sua passione più grande, il tennis, al rigore e alla lungimirante logistica tipica delle università degli States. Figlia dell’arbitro Giuliano Boggiali, Emma mastica pane e tennis fin dai primi anni di vita. Aiutata dai genitori, una volta concluso il percorso liceale partirà per intraprendere un’esperienza altamente stimolante e ricca di incentivi: “Cinque anni fa io e la mia famiglia abbiamo pensato a questa eventualità. A quel tempo sgranavo gli occhi sui campi del Foro Italico, raccattando palline per Juan Martin Del Potro, il mio idolo da sempre. Sognavo il professionismo. Mi convinsi piano piano che oltre a sognare serviva un obiettivo concreto, che conciliasse il mio amore per il tennis con l’imperativo di fare bene a scuola. Ed ecco qui l’idea dell’università negli States”.

 

Un progetto di ampio respiro, che sta man mano attecchendo tra i giovani che sognano di proseguire gli studi ampliando gli orizzonti, cercando di non perdere di vista la prerogativa dello sport. Nel caso di Emma, sembra proprio che il tennis fosse nel destino della sua famiglia: “I miei genitori mi hanno sempre consigliato e assecondato, senza mai mettermi pressione, se non sull’importanza di porsi obiettivi e lavorare sodo per raggiungerli. Devo dire che su questo mio padre mi ha dato una vera lezione di vita. Quando avevo 11 anni ha deciso che la sua passione per il tennis non doveva sfogarla a bordo campo nei miei tornei. Così, partendo da zero e a 47 anni suonati, ha iniziato a fare prima l’arbitro e poi il giudice arbitro. Studiando molto e dedicando al suo hobby quasi tutto il tempo libero, in pochissimi anni è diventato giudice a livello nazionale. Un bell’esempio, devo ammetterlo”. Non ancora maggiorenne e con una classifica nazionale di 2.6, Emma Boggiali non ha riscontrato grosse difficoltà ad entrare in una squadra prestigiosa come il Siena College, che milita nella Division 1, il massimo campionato studentesco: “Non vedo l’ora di iniziare. Il Coach mi ha già messo nella chat della squadra, abbiamo fatto una videocall a gennaio e, dopo una settimana, ho preso un aereo per fare la mia “Official visit” di due giorni al college. Un posto fantastico, dove passerò i prossimi quattro anni a studiare business, marketing e finanza. Lì si gioca sul veloce e dovrò farci un po’ la mano, essendo abituata ad allenarmi su campi in terra rossa. Questa avventura sarà possibile anche grazie a StAR e desidero quindi ringraziare pubblicamente Corrado Degl'Incerti Tocci che mi ha seguita dal primo all'ultimo dettaglio burocratico".

 

Coronavirus permettendo, l’azzurra a partire da agosto sarà l’unica giocatrice azzurra dei “Saints”, compagine sportiva di una delle migliori università dello stato di New York, situata vicino alla capitale Albany: “Purtroppo, a causa della situazione attuale qui in Italia e nel resto del mondo, non ci sono certezze. Per questo abbiamo deciso in famiglia di prepararci al piano B con l’iscrizione alla Bocconi, dove ho già ottenuto l’ammissione grazie ai buoni voti ottenuti nei test per l’università americana e negli ultimi anni scolastici. Una piccola soddisfazione in più, anche se continuo a vedere il mio futuro a stelle e strisce!

 

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