Ortenzi, tra classifica ATP e ingegneria meccanica

Intervista al romano classe 2000 che ha vissuto uno strepitoso 2019 e sogna il circuito maggiore, senza dimenticare l'università

di Matteo Mosciatti | 10 ottobre 2019

Serietà, abnegazione e tanta voglia di stupire. Il 2020 sarà l’anno più importante della giovane carriera di Gian Marco Ortenzi, grande talento del tennis azzurro che non è ancora ad esprimere tutto il proprio potenziale.

Romano classe 2000, “Tenzuk” si allena da sempre al New Green Hill (ad eccezione di una parentesi di due anni al Nomentano), è stato numero 205 del mondo under 18 e ad agosto è entrato per la prima volta in classifica ATP.

È stata senza dubbio una stagione positiva. Ho preso i primi punti ATP (quarti di finale nell’ITF $15.000 di Santa Cristina Val Gardena, ndr), ho esordito a livello Challenger a L’Aquila e ho disputato le Universiadi dopo aver vinto la fase nazionale”.

Nessun dubbio sul principale aspetto da migliorare: “So di dover trovare più continuità a livello internazionale. Devo giocare più partite di livello per crescere, ho bisogno di esprimere il mio gioco aggressivo con costanza indipendentemente dall’avversario che affronto”.

Il tutto portando avanti anche l’altra impegnativa attività della sua vita, l’università: “Studio ingegneria meccanica. Visto che a tennis mi alleno due volte al giorno e da questa stagione aumenterò qualità e quantità delle sessioni di atletica, non riesco a frequentare molte lezioni. Sono costretto a studiare da solo, a casa o tra un allenamento e l’altro, ma il primo anno è andato molto bene. Il tennis è la mia priorità, tuttavia non ho intenzione di trascurare lo studio”.

Maturo e responsabile: Ortenzi lavora con determinazione sognando il circuito maggiore.

Commenti

Partecipa anche tu alla discussione, accedi