VERDE INTENSO ALL'OPEN “ENNIO BRAGADIN”

La colorazione non si riferisce certamente al monte premi messo in palio dal Tc Pordenone, circolo organizzatore che cala la ragguardevole cifra di 3.000 euro, ma si
riferisce all'ultima tornata tennistica, monopolizzata da giovani racchette.

09 ottobre 2019

Sono numeri da record quelli incamerati dalla manifestazione che vanta, nei tre tornei, 310 concorrenti ai blocchi di partenza con il vissuto di oltre 300 match. Incontri consumati anche grazie ai supporti collaborativi delle strutture tennistiche vicine di Roveredo in Piano e di Cordenons. Successo d'iscritti che viaggia in concerto con le implementazioni qualitative del VII° Memorial, in grado di offrire clima particolarmente ospitale, comprensione nella gestione degli appuntamenti ed una premiazione pirotecnica con sottofondo musicale d'indovinata gratificazione:un momento che trafigge con una botta emotiva gli eletti ai vari riconoscimenti e fa strabuzzare gli occhi dei loro parenti.

Merito di Andrea Lugo, propositivo presidente, capace di amalgamare ed attivare uno staff efficiente e coeso pur nella sua numerosità, come attestato dagli interventi del senatore Franco Dal Mas, del consigliere comunale Massimo Drigo e del presidente Fit, nonché consigliere Coni, Antonio De Benedittis.

Pomeriggio delle finali aperto da due concorrenti venete. La 21enne testa di serie Gloria Ceschi con ranking 2.4 e la 17enne, classificata 2.5 Martina Muzzolon. Entrambe abili nell'aver congelato, in semifinale, i viaggi della 2.6 Anna Peres e della seconda del seeding, la 2.5 Adele Burato, agoniste friulane, rispettivamente, dalle 18 e 19 primavere. Sulla terra rossa si affrontano due giocatrice che ben si conoscono e che spesso si allenano insieme. Facile per la più esperta incentivare un palleggio profondo e catapultare il rovescio bimane negli angoli stretti, muovendo l'elettrica rivale in orizzontale e cercando di raccogliere in avanzamento i vantaggi delle ficcanti prime di servizio. Dopo aver incassato un netto 1-6 la grintosa Muzzolon non perde smalto e tra aumentato dinamismo e rabbiosi dritti si porta sul 3-1, ma deve subire il ritorno ragionato delle prestante Ceschi che, con colpi imprendibili in ribattuta e demotivanti interventi difensivi, stimola la ripresa degli errori dell'amica vicentina, timbra 5 game in totale sicurezza e fissa il 6-3 tombale del secondo tempo.

Per il titolo maschile sventola la bandiera territoriale il 2.7 pordenonese Enrico Wood, allievo di Renato Vavassori a Palazzolo sull'Oglio. Lo aspetta il 2.5 opitergino Giovanni Agostinetto, giocatore in training in Toscana nell'academy di Calenzano.

Il match rappresenta la resa dei conti tra le due teste di serie, accreditate dal giudice di gara Veronica Geremia. I due finalisti, vanamente insidiati, nel turno di semifinale, dall'immarcescibile Luca Vigani e dal bravo 16enne Manfredi Vergine, partono subito con brillantezza e molta fisicità con esecuzioni molto applaudite.

La sfida scorre piacevole, viaggia in equilibrio fino al 4 pari, grazie alle giocate esplosive del 17enne Wood ed al palleggio vario e destabilizzante del 22enne Agostinetto. Ed é proprio il giocatore di Oderzo ad intascare il nono topico game, grazie anche ad alcune rischiose iniziative del giovane avversario. Sorpasso che rappresenta lo spartiacque della gara, favorendo il successo del set ed innescando la gestione accorta del secondo parziale, fino ad esultare per lo score di 6-4 6-3.

Si rifà prontamente Enrico Wood nella finale del doppio misto, in tandem con la sorprendente 14enne canevese, Nicole Iosio, affrontando il duo latisanese composto da Adele Burato e Dolce Riccardo Pierelia. Dopo scambi godibili e recuperi mozzafiato, la verde coppia pordenonese (31 anni in totale) trova la scintilla giusta e riesce a tappare le ostilità per 6-4 6-3.

Da ricordare per le donzelle Amira Abraham, vincitrice su Costante Cristina per il primato delle quarta e Dolce Riccardo Pierelia con la coppa dei terza, strappata all'instancabile Daniele Morossi.

Alla fine dell'articolato cammino, i molti appassionati presenti, accumunati ai vinti ed ai vincitori, si ritrovano nel tradizionale momento conviviale. E' il posto dove le tensioni delle molte sfide ed il tifo di parte si stemperano davanti agli amichevoli brindisi.

fausto serafini

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