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Nicole Fossa Huergo trionfa all’Open di Natale di Padova: “Sto ritrovando buone sensazioni”

Trionfale cavalcata della giocatrice in forza al Ct Bologna, che si aggiudica la 9a edizione combined B dell’Open di Natale 2001 Team, al Plebiscito di Padova.

di | 11 gennaio 2021

Nicole Fossa Huergo in azione

Nicole Fossa Huergo in azione

Se il buongiorno si vede dal mattino, il 2021 di Nicole Fossa Huergo si annuncia promettente. La venticinquenne, tesserata per il Ct Bologna, era accreditata della terza testa di serie all’interno della manifestazione che ha visto 120 iscrizioni solo nel tabellone femminile, e puntava a riprendere il ritmo dopo l’infortunio al piede che ne ha limitato l’attività nel finale di stagione 2020.

Partita in tabellone dagli ottavi, ha preso progressivamente fiducia fino al match point della finale, chiusa 6-4 6-3 contro Martina Spigarelli, 2.3 del Tc Rungg.

Ci siamo fatti raccontare direttamente dalla giocatrice l’andamento del torneo e le fresche sensazioni dopo la vittoria.

Nicole, complimenti! Come è andato il torneo?

È stata un’ottima opportunità in questo periodo in cui non ci si può quasi allenare, quindi ha dato la possibilità a noi giocatrici di fare qualche partita. L’evento ha visto la partecipazione eterogenea di giocatrici nazionali e internazionali ed è stato organizzato molto bene: alla mancanza forzata degli spettatori hanno saputo sopperire con la trasmissione in diretta delle partite.

Parliamo degli incontri.

La partita d’esordio l’ho giocata contro Camilla Gennaro, una 2.4 che un gioca un buon tennis anche se un po’ leggera, contro la quale la differenza anagrafica ha avuto il suo ruolo.  In realtà ero un po’ tesa, anche perché venivo da un infortunio che mi sono procurata al torneo di Sharm el-Sheikh, ad ottobre: un edema al piede che mi ha costretta a stare ferma quasi due mesi, concedendomi solo l’ultimo torneo dell’anno ad Antalya, dove ho comunque vinto in doppio.

Era quindi importantissimo per me riprendere a macinare gioco, testare le condizioni del piede e contestualmente giocare tanti punti, tornando a sentirmi al giusto livello. 

Poi i quarti, contro Gloria Ceschi, una 2.3 in classifica mondiale con una palla più pesante e un gioco più aggressivo contro la quale ho dovuto adattare il mio gioco: se con Gennaro potevo comandare lo scambio, con Ceschi ho dovuto sapermi difendere.

Poi, la semifinale.

Contro Anna Spieri, una ‘falsa’ 2.5 che spinge molto e che gioca davvero bene. Anche questo è stato però il bello del torneo: ho potuto prendere qualcosa da ogni partita, cambiando spesso lo stile e la tattica di gioco man mano che il livello si alzava. Anche in semi, dunque, son riuscita a rimanere solida, facendo le cose semplici e aggiudicandomi i punti necessari a vincere.

Come è normale che sia, però, la partita che mi è servita di più è stata indubbiamente la finale contro Martina Spigarelli.

Che hai vinto in due set.

La partita è finita in 2 set ma sono stati veramente tosti: tanta corsa e punti lunghi, è stato divertente ed allenante. Dopo ogni partita giocata mi sentivo meglio ed ero arrivata alla finale con buone sensazioni, quelle che speravo di ritrovare. 

Hai festeggiato? 

Il giorno dopo ero già in campo ad allenarmi, perché ho giocato bene ma ho tanto su cui lavorare se voglio mantenere un buon livello anche nei prossimi tornei dell’anno. In vista della ripresa dell’attività internazionale, intanto, ho potuto testarmi e capire in cosa migliorare, sia fisicamente che tecnicamente.

Ecco, parliamo del tuo gioco. Punti forti e deboli?

In generale mi piacciono molto gli scambi lunghi: sono una giocatrice che tiene il ritmo e quando so che la partita si baserà su scambi lunghi e faticosi, mi sento maggiormente in confidenza. Se devo identificare un punto forte, quindi, dico resistenza. Mi sento forte anche nel saper variare il gioco: palle alte, so spingere e tenere e a rete me la cavo perché ho anni di doppio alle spalle.

Dici niente…

Ovviamente questo non basta, mi sento completa ma devo cercare di fare tutto meglio. A volte mi adeguo troppo, stando dietro linea e aspettando l’errore dell’avversario e per questo sto cercando di focalizzarmi anche su un gioco più aggressivo. 

Magari per portarsi a casa qualche game più veloce.

Sì, perché comunque le mie partite sono sempre lunghe e anziché stare in campo 3 ore potrei starci la metà e arrivare alle partite decisive un po’ più fresca!

Prossimi impegni?

Non è facile perché tra tutte le restrizioni e la conseguente sospensione di molti tornei, si accumulano giocatrici di alto livello anche negli eventi dove solitamente potrei iscrivermi facilmente e nei quali, invece, negli ultimi mesi sono spesso accettata a malapena in qualificazione.

Penso comunque che andrò a Il Cairo poi vediamo, si vive un po’ alla giornata! 

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