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Programmi e passione, per lo scudetto bis

New Torre del Greco pensa già alla serie A1 del 2022

di | 18 dicembre 2021

New Torre del Greco vince lo scudetto A1

Una città di mare, a pochi chilometri da Napoli, sul tetto d’Italia. Lo scudetto tricolore del New Torre del Greco arriva da lontano, da scalate dalla serie C fino alla serie A2 e poi all’A1. Perseveranza, competenza, sacrifici e passione per una competizione ritenuta, a giusta ragione, la più importante d’Italia nel tennis, sono state premiate. Regole rispettate, pazienza e un vivaio torrese che fa invidia a tutti i club italiani. Questi gli ingredienti della ricetta del fenomeno Torre del Greco e, in generale di tutto il tratto vesuviano che arriva fino ad Ercolano, visto che da decenni ha il tennis nel suo Dna. Dagli anni 80 a oggi ha organizzato tornei ITF, competizioni internazionali giovanili, ha vinto scudetti giovanili di tutti i tipi e, soprattutto a metà anni 2000 portò per due stagioni di seguito (un record se si esclude Roma) la Coppa Davis in Campania. Nulla di strano, quindi, se Torre del Greco è lì con le grandi del tennis italiano in A1; eccezionale invece vedere il club vincere questa A1, visto che gli obiettivi (prudenti) erano di conquistare in tranquillità un’altra stagione in massima serie. Invece, è arrivata la stagione perfetta nell’autunno perfetto, anche perché nell’ottobre scorso al Poseidon di Ercolano il club corallino aveva dato vita al primo challenger Atp della sua storia e in terra vesuviana.

“Tutto bellissimo ma stiamo già lavorando perché il nostro scudetto non sia il trionfo di una sola stagione; vogliamo onorare questo titolo italiano, provando a rivincerlo nel 2022 – ha spiegato Filippo Palumbo, presidente e giocatore del team corallino - con un programma ad hoc che coinvolga tutto il movimento del tennis torrese e della Campania. La nostra storia parla da sola: non siamo una meteora”. Del resto, il New Torre del Greco dal 2018 è in A1 e con onore, classificata tra le top 5 del campionato; forse l’idea di osare e andare oltre già c’era ma mancava il coraggio (e la fortuna) di attuarla. Quest’anno, raggiunte le semifinali con lo splendido blitz fuori casa nell’ultima giornata, il Torre non ha avuto più remore e tra le 4 squadre nelle semifinali è apparsa subito la più forte. In finale, la conferma con Messina 4-1.

“La nostra squadra è stata costruita con tempo e pazienza, con giocatori che sono con noi da anni e che credono nel nostro progetto. Nel 2021 abbiamo messo nel motore uno spagnolo particolarmente adatto a questa competizione, Pedro Martinez, che tra l’altro si è sentito subito uno di noi e non un corpo estraneo come a volte accade in serie A1 con i giocatori stranieri che arrivano, giocano e poi magari non li vedi più”.  La crescita di Pellegrino, la sicurezza ormai acquisita di Brancaccio e Moroni, l’esperienza e la grinta di gente come Cozzolino, Parola e dello stesso presidente-giocatore Palumbo hanno fatto il resto. E alle spalle cresce un vivaio particolarmente interessante con l’azzurrino juniores Mariano Tammaro su tutti.

Nel New Torre del Greco tutti hanno meritato lo scudetto, ma uno in particolare ha battuto ogni record: è Giancarlo Petrazzuolo, uno dei capitani (il preziosissimo Alessio Concilio è l’altro) e coach di punta della struttura vesuviana. Giancarlo è stato un professionista quasi top 200 del mondo e proprio con una squadra campana, il Capri Sports Academy, ha vinto 4 scudetti di fila di serie A1, tra il 2006 e il 2009.  Notevole il particolare che il napoletano ha conquistato il suo primo scudetto da capitano non giocatore, ancora con una squadra campana, 12 anni dopo. Il Petra avrebbe voluto giocare ancora, se il tempo e gli anni non fossero passati inesorabilmente, ma vederlo in panchina a dare consigli e a sostenere la squadra, è stato ugualmente bello.

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