Si lavora per la Coppa Belardinelli

Primo raduno in vista della competizione che vedrà impegnati i migliori under 12 calabresi. Al TC Pharaon si lavora sulla tecnica e sull’aspetto fisico

03 febbraio 2020

Innalzare il livello dei singoli e prepararsi alla coppa Belardinelli del prossimo mese di maggio. Questo lo scopo del primo raduno Belardinelli, che si è svolto al tennis club Three Brothers Pharaon di Reggio Calabria. Una giornata intensa di allenamenti, divisa in due parti, una tecnica ed un’altra atletica, a cui hanno preso parte undici piccoli tennisti, sei ragazzi e cinque ragazze. A curare la preparazione fisica è stato Giovanni Familiari (PF2); ad occuparsi del lato tecnico, insieme ad alcuni maestri dei giocatori convocati, è stato Gianni Faraone, Tecnico nazionale.

E’ giusto sottolineare che gli undici partecipanti al raduno sono i migliori giocatori Under 11 e Under 12 a livello regionale. “Stiamo lavorando sulla direzione, sulla continuità e sul confronto fra di loro – ha detto Gianni Faraone - per capire quello che è il loro livello e a che punto sono. Noi abbiamo scelto i migliori ragazzi e per loro è un’occasione di confronto importante perché hanno la possibilità di giocare contro coetanei di assoluto livello e non solo contro giocatori del loro circolo”.

Del resto il periodo è quello giusto per la preparazione e il focus è sulla prossima coppa Belardinelli: “Più giocano i ragazzi – ha sottolineato il Tecnico - e più hanno la possibilità di crescere, stare insieme e fare squadra in vista di questa competizione. Ma non c’è solo la coppa Belardinelli ci saranno poi anche i tornei individuali che porteranno questi ragazzi a confrontarsi con altre realtà. L’obiettivo, però, di questi raduni è quello di farli giocare e confrontarsi sempre più spesso per favorire la loro crescita”.

Accanto al lato tecnico, c’è anche quello relativo alla preparazione atletica: “Abbiamo suddiviso i ragazzi in due gruppi - ha detto il preparatore atletico Giovanni Familiari - abbiamo fatto prima un’attivazione generale e poi abbiamo lavorato sulla tecnica di corsa, sul cambio di direzione e sugli appoggi che sono fondamentali nel tennis. Con i ragazzi, che sono un po’ più individualisti, lo abbiamo fatto attraverso dei giochi di squadra”.

Dunque non poteva mancare uno spazio dedicato alla preparazione atletica, fondamentale per i ragazzi anche a questa età: “È fondamentale – ha concluso il Preparatore Atletico - perché purtroppo, oggi, i ragazzi partono con un bagaglio motorio molto più basso rispetto alle vecchie generazioni. Quindi diventa fondamentale andare a lavorare sulle abilità motorie, che sono fondamentali per andare a strutturare un lavoro con difficoltà superiore, che è quello che si fa nel tennis”.

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