Campionati italiani under 13 al Tennis Team Avezzano

La vittoria va a Alessandro Battiston, che trionfa anche nel doppio

di COMITATO | 20 agosto 2019

Si comincia alle nove del mattino, in campo la finale del singolare maschile; Giorgio Gatto e Alessandro Battiston si affrontano per cinquantuno minuti, tanto basta a Battiston per imporsi sull’avversario: 6-2 e 6-0, match dominato. «Davvero una grande soddisfazione. È un ragazzo che gioca con molto impegno e si allena con passione».
Il giovane talento trevigiano classe 2006 non si è risparmiato, e dopo aver strappato gli applausi del pubblico del Tennis Team Avezzano, è nuovamente sceso sul greenset, al fianco di Daniele Rapagnetta, per la finale di doppio. Di fronte Sebastiano Cocola e Lorenzo Angelini, straordinari sabato nel ribaltare la semifinale contro Leonardo Cattaneo e Gianluca Filoramo. Finale combattuta e ricca di spunti, chiusa in due set per 6-4 e 7-6, nonostante l’ottimo approccio al match di Cocola e Angelini.
«Seguo Daniele da poco, questa è la nostra prima esperienza insieme». A parlare l’ex numero 67 al mondo, Diego Nargiso, coach di Daniele Rapagnetta, racchetta celebre del tennis internazionale ad accrescere il livello della competizione. «Un ragazzo molto promettente, lo vedo già determinato a voler fare questo tipo di percorso. Per ora cominciamo da qui, speriamo sia di buon auspicio per il futuro».
Il plauso al merito per l’organizzazione di un evento tanto complesso va, ancora una volta, al Tennis Team Avezzano. Evidentemente soddisfatto il presidente Raffaele Tomassetti, consapevole dell’importanza della terza chiamata in cinque anni in occasione dei campionati Under 13, che ha richiesto tempo, professionalità e cura di ogni minimo dettaglio.
«Durante il primo campionato svolto nel 2014 avemmo l’occasione di conoscere un giovanissimo Jannik Sinner, all’epoca sfortunato ad uscire in semifinale per via di un’enterocolite. Dovemmo accompagnarlo in ospedale. Col senno del poi, probabilmente, a giudicare dai risultati ottenuti, gli portammo bene. Ma non solo lui, tanti di quei ragazzini hanno cominciato a farsi conoscere in Europa e nel mondo. Vedere le facce di questi ragazzi – conclude Tomassetti – spesso mi crea tenerezza, perché è un’età particolare, è la fase del salto. Li vedi e sono ancora bambini, eppure nelle vene il sangue scorre a fiumi».

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