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“Lo stop forzato? Mini-palestra in camera e bandeja… sul divano”

Sara D’Ambrogio racconta, cercando di sdrammatizzare, come l’emergenza Coronavirus ha cambiato la sua vita: “In serie A dovevo scendere in campo con Lucia Sainz, ho perso clinic ed eventi vari. Ma ora conta stare in casa, quando tutto tornerà alla normalità la libertà ci sembrerà qualcosa di strabiliante”

di Gianluca Strocchi | 13 marzo 2020

Dovevano essere le settimane in cui bandeja, globo (pallonetto), volée e smash tenevano banco ogni fine settimana con le avvincenti sfide della serie A, accompagnando l'arrivo della primavera, così da lanciare a pieno regime la stagione del padel nella Penisola che si annunciava interessante come non mai (con la storica prima tappa del World Tour nel nostro Paese, in calendario dal 31 agosto al 6 settembre). Invece l’epidemia da Coronavirus - ormai su scala planetaria - ha costretto l’Italia in quarantena e di conseguenza a sospendere anche tutte le attività sportive. Una situazione non semplice da accettare per qualsiasi persona, a maggior ragione per chi è abituato a trascorrere le giornate sul campo, fra allenamenti, partite o lezioni a chi si avvicina – e sono sempre di più – a questa disciplina sempre più diffusa in Italia. E’ il caso, ad esempio, di Sara D’Ambrogio, numero 5 delle classifiche FIT 2020, costretta suo malgrado a cambiare programmi e abitudini di vita.

Sono giorni davvero difficili, sia per noi sportivi agonisti e per i professionisti dello sport in genere, a cominciare dagli insegnanti, ma anche per la gente comune – riconosce -. Quello che mi sento di dire, comunque, ribadendo quanto ci viene ripetuto dagli esperti, è che si tratta di una situazione da non sottovalutare: pertanto rimaniamo in casa e atteniamoci alle indicazioni e alle misure restrittive che sono state adottate proprio per cercare di contrastare il diffondersi del contagio”.

“Stiamo in casa, non molliamo italiani”

Un messaggio che la 36enne atleta originaria di Taranto, ma ormai da anni trapiantata sulla Riviera Romagnola – è tesserata per il Misano Out, circolo dove svolge anche attività d’insegnamento – non perde occasione di lanciare anche attraverso i social, abbinando testo e immagini (a volte pure video), lei che ama comunicare con questi new media. Come ad esempio il post pubblicato mercoledì, insieme a una foto presa dalla sua finestra, a due passi dal mare: “Ciò che scorgo dalla mia finestra. Il sole, il cielo sereno. Restiamo a guardarlo dalle finestre, pensiamo che se resistiamo tutti, a breve tutto tornerà alla normalità e la libertà ci sembrerà qualcosa di strabiliante. Il vedersi con gli amici, la compagnia nello stare tutti insieme, vedere un film insieme, cenare in un locale ridendo prendendoci in giro. Ritornare a fare sport, non avere paura di avvicinarsi ad una persona anche per sbaglio mentre è vicino ad uno scaffale di un supermercato. Tornare a vedere il mare, le montagne, un giro nel centro del nostro bel Paese. Basta un po' di sacrificio. Basta un po' di sano altruismo. Non molliamo italiani. Usiamo la testa e uniti si vince. Restiamo in casa”.

“Ho creato una mini palestra in camera”

Proprio tra le mura domestiche l’azzurra – ha fatto parte della Nazionale agli ultimi Mondiali in Paraguay, nel 2018 – cerca in qualche modo di tenersi in forma in un periodo chiave della stagione per il padel. “E’ sicuramente un problema questo stop forzato in un periodo di allenamenti mirati in funzione dei tornei Slam che stavano per partire nel nostro Paese e in pieno campionato di serie A. La serie B è stata riprogrammata con slittamento a fine maggio, per la A ancora non ci sono decisioni: aspettiamo fiduciosi e vediamo quel che succederà… Intanto mi sono creata una mini palestra in camera, con attrezzi, elastici e tappeto per poter svolgere esercizi ed allenare gambe, braccia e addominali. Al momento svolgo una sessione al giorno, di un paio d’ore, con musica a tutto volume per avere la giusta carica, poi vedremo più avanti se intensificare o meno in base a quel che accadrà. E per la parte tecnica sto guardando tanti video di padel, sia di partite che relativi ad allenamenti ed aspetti di formazione, in modo da poter tenere il più possibile aggiornato il mio bagaglio anche come tecnico. Correre in spiaggia? No, non me la sento, preferisco rispettare alla lettera quel che ci è stato indicato come comportamento in questo momento così particolare. Mi limito solo ad accompagnare fuori il mio cane per la passeggiatina quotidiana”.

“Saltate clinic in tre città e vari eventi”

L’emergenza Coronavirus ha costretto Sara D’Ambrogio ad azzerare una fitta agenda di impegni in varie zone della Penisola anche e soprattutto come istruttrice (nel 2019 ha ricoperto il ruolo di coach della Nazionale italiana juniores). “Avevo tre clinic in calendario in questo periodo, a Bergamo, Terni e Bologna – conferma - senza trascurare che per fine aprile mi avevano contattato anche per alcuni eventi in altre regioni, come esibizioni o inaugurazioni di impianti. Quindi con pesanti ripercussioni negative anche sul piano economico oltre che sportivo. Non mi resta che incrociare le dita e sperare che tutto possa tornare alla normalità quanto prima, recuperando le date che sono state cancellate”.

“Che peccato lo stop della serie A”

Un impasse che coinvolge anche tutti gli altri atleti e circoli di padel, costretti al blocco totale dell’attività in un periodo clou invece da calendario. “E’ davvero spiacevole quel che sta accadendo, un vero peccato. Basti pensare che dopo il rinvio della giornata di apertura al Monviso Torino noi come Misano eravamo pronti ad iniziare la nostra avventura in serie A domenica 9 poi è arrivata la comunicazione dello stop. E io che non vedevo l’ora di scendere in campo al fianco della spagnola Lucia Sainz, numero 8 del ranking mondiale… In questi giorni ho sentito alcune altre giocatrici, quelle con cui sono più in contatto, come Giulia Sussarello o Benedetta Sobrero e ci siamo rammaricate del fatto che non possiamo per ora incontrarci da avversarie nel massimo campionato. E questa situazione di incertezza ha creato disagi e problemi notevoli anche ai circoli che hanno investito per avere giocatori e giocatrici straniere. Ora come ora non possiamo far altro che attendere, di certo quando si potrà tornare in campo per quel che mi riguarda avrò tanta carica in corpo e voglia di gareggiare. Un po’ come accaduto in passato con il tennis, quando dopo otto anni di stop forzato alla ripresa sono riuscita a giocare meglio di prima”.

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