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Binaghi sprona la Calabria: “Crescita ok, ora la qualità”

Il presidente della FIT ospite d’onore a Reggio alla cerimonia di premiazione dei campioni regionali 2019: “Nel settore maschile stiamo ottenendo risultati straordinari. Siamo diventati una nazione leader e le grandi potenze come Stati Uniti e Francia ci chiedono come ci siamo riusciti”

di Paolo Talarico | 07 ottobre 2019

Buona parte dei nostri giocatori più forti vengono fuori dall’Alto Adige e dalla Sicilia. Mi piacerebbe che, a breve, qualcuno arrivi dalla Calabria o dalla mia Sardegna”. Sono queste le parole del Presidente della Federazione Italiana Tennis, Angelo Binaghi, in visita a Reggio Calabria per prendere parte alla cerimonia di premiazione dei campioni regionali 2019 e la prima riflessione è dedicata proprio al percorso di crescita che ha contraddistinto il tennis in questa regione: “Nell’ultimo decennio c’è stata un crescita importante in Calabria - ha proseguito Binaghi - adesso dobbiamo focalizzarci sulla qualità”.

La cerimonia di premiazione si è svolta nell’ambito dei festeggiamenti per i novanta anni del circolo “Rocco Polimeni” di Reggio Calabria, una location che evoca ricordi in chiaroscuro. “Quando varco questo cancello -ha proseguito il numero uno della FIT - provo emozioni forti. Qui abbiamo rimediato la peggiore sconfitta in Davis da quando sono presidente, contro la Finlandia. Ma sempre qui, con le nostre ragazze, abbiamo vinto la prima Fed Cup in casa, battendo gli Stati Uniti”.

“Risultati straordinari nel settore maschile”

Binaghi si è poi soffermato sul momento magico del tennis italiano. “E’ un momento di grande impegno soprattutto in previsione dell’organizzazione delle Atp Finals a Torino dal 2021. Sono sfide che non ci saremmo mai aspettati di dover affrontare. Ora dobbiamo fare in modo che possano avere ricadute importanti su tutto il territorio nazionale. Tutto questo arriva in un momento in cui il nostro settore maschile sta portando a casa risultati straordinari. Erano decine di anni che non avevamo giocatori con queste prestazioni. Abbiamo due giocatori che lottano per arrivare alle Atp Finals di Londra, ma in generale c’è tutto un movimento alle spalle. Dopo anni di sofferenza siamo diventati una nazione leader ed ora anche le grandi potenze come Stati Uniti e Francia ci chiedono come siamo riusciti a creare tutto questo. La nostra soddisfazione è che tutto questo non è frutto dell’exploit di un singolo, ma di un movimento che è cresciuto”.

“Torneremo a brillare anche nel femminile”

Oggi, dunque, sono gli uomini a regalare grandi soddisfazioni al tennis italiano; il settore femminile, invece, dopo anni di successi, vive un momento di flessione. “E’ una questione di cicli – ha proseguito Binaghi – per motivi diversi abbiamo perso in pochissimo tempo tre grandi giocatrici come Schiavone, Pennetta e Vinci, mentre la Errani ha avuto una serie di problemi non trascurabili. Ora abbiamo aperto un nuovo centro tecnico a Formia, diretto da Vittorio Magnelli, il tecnico che ha “creato” Flavia Pennetta e Roberta Vinci ed ha lanciato sua moglie, Sandrine Testud, fra le prime dieci al mondo. Sono sicuro che nel giro di un paio di anni torneremo ad ottenere dei risultati anche fra le donne”.

La buona notizia delle ultime ore, però, arriva da Sport e Salute, che ha pubblicato il bando per la progettazione della copertura del campo Centrale del Foro Italico. “Dopo anni di stasi finalmente arriva questo atto concreto - ha sottolineato Binaghi -. Si tratta di un progetto da circa 27 milioni di euro, che ci darà la possibilità di evitare quello che è accaduto nell’ultima edizione degli Internazionali d’Italia, quando, per un giorno intero di pioggia, abbiamo dovuto mandare a casa decine di migliaia di spettatori accorsi da tutta Italia per vedere Federer e Nadal. Ma si tratta anche di un progetto che completerà un impianto che potrà essere utilizzato non solo dal tennis per una settimana, ma anche da tutti gli altri sport per 365 giorni all’anno. Peccato non averlo fatto prima. Speriamo, ora, che vengano rispettati i tempi che ci consentiranno di avere l’opera completata nel giro di tre anni”.

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