-

E' calabrese la dirigente dei record

E' stata premiata per essere stata la più giovane presidente in Italia di un tennis club e la più giovane componente di un comitato regionale FIT. Ma Arianna Notaro vuole guardare avanti

di Paolo Talarico | 13 settembre 2019

Davoli Marina (CZ) - I record ed i riconoscimenti ha iniziato a collezionarli da quando aveva diciotto anni, ma ora che ne ha dieci in più continua a ricevere grandi soddisfazioni dal mondo del tennis. La finale si è conclusa da poco, la cerimonia di premiazione è terminata...ed allora si può anche sedere a bordo campo, respirare e vedere i giocatori andare via. Perché, per una volta, non parliamo di un giocatore o una giocatrice, ma di chi permette ai tennisti di scendere in campo e di farlo nel migliore dei modi, ovvero dei dirigenti.

 

Lei è Arianna Notaro, 28 anni, presidente del Tennis Club San Francesco di Davoli Marina, in provincia di Catanzaro. Il tennis è una passione di famiglia ed uno sport che lei ha anche praticato nel periodo della sua adolescenza. Poi gli studi universitari non le hanno permesso di proseguire, ma, periodicamente, riprende la racchetta per sfidare suo fratello. Ma, a livello dirigenziale, il tennis non lo ha mai abbandonato. Da dieci anni, ovvero da quando era diventata appena maggiorenne, è presidente del tennis club "San Francesco" e dal 2013 al 2016 è stata componente del Comitato regionale Calabro della Federazione italiana tennis. In entrambi i casi un record di precocità a livello nazionale, tanto che proprio i vertici della FIT Calabria hanno deciso di consegnarle un riconoscimento per essere stata la "prima" in Italia.

Anche l'estate, per lei, significa tennis e, nello specifico, l'organizzazione del torneo Open di Davoli Marina, che si conclude negli ultimi giorni di agosto. E per l'undicesimo anno consecutivo è stato un successo. Ma Arianna non si accontenta e, appena terminata la cerimonia di premiazione, seduta a bordo campo, pensa già alla prossima edizione: "Dobbiamo crescere - dice - per il 2020 dobbiamo alzare il montepremi e dobbiamo continuare a curare ogni minimo dettaglio. Una novità di questa edizione è il trofeo. Da quest'anno, infatti, il trofeo del vincitore sarà sempre lo stesso. L'idea è quella di dare una caratterizzazione specifica all'Open. Quì, da noi - prosegue Arianna - il giocatore deve sentirsi a casa. Noi pensiamo a tutto ciò che possa rendere migliore la loro permanenza. E poi siamo fortunati perché i tennisti, fra un match ed un altro, ma anche quando perdono, nell'attesa di ripartire, possono godersi il nostro splendido mare".

Come detto, il tennis è una tradizione di famiglia, oltre ad essere una grande passione: il padre ha fondato il circolo, che Arianna dirige da dieci anni insieme al fratello con la preziosa collaborazione dei genitori e dei tanti tesserati.

Ma non c'è solo il torneo Open perché ora bisogna pensare alla scuola tennis: "Anche in questo caso vogliamo dare un'impronta nuova - afferma - dal mese di settembre si comincia con una scuola tennis decisamente rinnovata. Anche in questo caso vogliamo curare ogni minimo dettaglio partendo dalle divise, ma soprattutto dalla qualità dei maestri e preparatori. Vogliamo che al nostro torneo Open possano partecipare anche i nostri ragazzi". Ma Arianna ha la faccia di chi ha ancora qualcosa da dire, sembra quasi non essere soddisfatta delle sue parole. Allora sorride e aggiunge: "E, chissà, un giorno qualcuno dei nostri vincerà questo torneo". Fra qualche anno vedremo se avrà vinto questa nuova sfida.

Commenti

Partecipa anche tu alla discussione, accedi