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Adesso c'è un altro Arnaboldi nel ranking Atp

Si tratta di Federico che ad agosto ha ottenuto la prima vittoria a livello Challenger Atp, a Cordenons. Per lui 11 punti Atp raccolti e un posto fra i primi 1.000 della classifica mondiale

12 settembre 2019

Siamo soltanto a uno dei primissimi capitoli, con un futuro ancora tutto da scrivere, ma lunedì 5 agosto resterà per sempre una data importante nella carriera di Federico Arnaboldi. È stato il giorno dell’ingresso del talento lombardo nella classifica ATP, grazie al punto conquistato un paio di settimane prima nel Futures di Gubbio. Era già dall’anno precedente che coach Fabrizio Albani aveva fissato l’approdo nel ranking mondiale come obiettivo a breve termine, e anche se l’attesa è stata più lunga del previsto, il tempo ha dato ragione a lui e al suo allievo.

Perché le qualità, nel braccio e nella testa del canturino classe 2000, ci sono e ci sono sempre state, da quando nel giugno del 2016, non ancora sedicenne, trionfava in diretta su SuperTennis Tv al 52° Torneo Avvenire, finendo in un albo d’oro che annovera Borg, Lendl, Edberg, Ivanisevic, Del Potro e tanti altri futuri campioni. Poi sul suo cammino si è presentata qualche difficoltà, sotto forma di problemi fisici e carenza di risultati, ma era indubbio che prima o poi il passo fra i Pro sarebbe arrivato. C’era solo da capire quando, e la risposta l’hanno data cinque settimane consecutive di risultati nel circuito internazionale, come se l’essersi messo alle spalle gli esami di maturità di giugno l’avesse aiutato a sbloccarsi e a dare la sterzata tanto attesa, spostando tutta l’attenzione su allenamenti e tornei.

Da lì in avanti l’estate di Federico è stata un successo, coinciso col dietrofront dell’Itf, tornata a distribuire punti Atp nei primi turni dei tornei Futures. Arnaboldi ha fatto tutto in un mese: un punto, poi un altro e un altro ancora, i primi quarti di finale in un Futures e la prima vittoria a livello Challenger Atp, a Cordenons. Risultato? 11 punti Atp raccolti e un posto fra i primi 1.000 della classifica mondiale, a sottolineare come certi traguardi non siano affatto figli di un momento particolarmente positivo, ma anzi di un valore destinato a portarlo molto più in alto. L’esempio da seguire ce l’ha in famiglia: il cugino, compagno d’allenamenti e suo modello Andrea, col quale ha diviso il campo per la prima volta al Challenger di Como, spalleggiandolo nel tabellone di doppio. Fino a qualche tempo fa Federico guardava Andrea con ammirazione; oggi inizia a trovarsi nei suoi stessi tornei. È il punto di partenza per provare a ricalcarne le orme.

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