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Italia-Spagna, sfida infinita all’ombra della Lanterna


Dal 2 settembre Genova ospita l’AON Challenger - Memorial Giorgio Messina: nelle dieci edizioni precedenti quattro sono i vincitori iberici (Martin, Montanes, Ramos e Almagro) e due volte si sono imposti gli azzurri (Fognini nel 2010 e Sonego dodici mesi fa). Proseguirà la tradizione?

di Enrico Casareto | 22 agosto 2019

Spagna – Italia 4-2: non si tratta dell’esito di una delle recenti sfide calcistiche fra i nostri azzurri e le furie rosse che hanno infuocato le ultime edizioni di Mondiali e Europei. E’ il dato che si riferisce a vittorie e sconfitte, passaporto dei vincitori alla mano, offerto dall’albo d’oro dell’AON Challenger Memorial Giorgio Messina dall’anno della sua prima edizione, ovvero il 2009.

Per quanto riguarda gli ultimi anni, nel 2016 Nicolas Almagro ha fallito il 5-1 Spagna per un soffio, stoppato in finale dal polacco Jerzy Janowicz che ha evitato un allungo importante delle furie rosse nei confronti dei tennisti azzurri. Nel 2018 invece, dopo la parentesi greca rappresentata dodici mesi prima dalla vittoria di Stefanos Tsitsipas, ci ha pensato Lorenzo Sonego ad accorciare le distanze, alzando il trofeo del vincitore sul centrale Beppe Croce dopo aver schiantato la resistenza in finale di Dustin Brown.

Martin firma il 1° Memorial Giorgio Messina

Il confronto fra azzurri e tennisti spagnoli da anni ormai tiene banco sulla terra rossa di Valletta, nell’arco della settimana dedicata al Challenger genovese. Non è certo un caso d’altronde, vista da una parte la tradizione spagnola a livello di “terraioli” e dall’altra il numero di specialisti che anche il nostro tennis ha sempre proposto nell’ambito del tour professionistico.

Sfogliando l’elenco dei vincitori, proprio nel 2009, anno in cui Valletta Cambiaso ospitò uno dopo l’altro l’AON Challenger Memorial Giorgio Messina e il play-off di Coppa Davis degli azzurri contro la Svizzera di sua maestà Roger Federer, ecco il primo trionfo catalano di Alberto Martin da Barcellona.

Fognini a segno nel 2010, poi Montanes

Pareggio italiano l’anno successivo, grazie a Fabio Fognini che firmò il suo bis personale, dopo il successo del 2008 quando il Challenger non era ancora “griffato AON” e dedicato alla memoria di Giorgio Messina, in una finale tutta azzurra contro Potito Starace. Una edizione trionfale quella del 2010 per il tennis italiano, che piazzò in semifinale anche Andreas Seppi e Simone Bolelli, a completare praticamente l’allora quartetto tricolore di Coppa Davis.

Da quel momento però l’AON Challenger Memorial Giorgio Messina vivrà il sorpasso decisivo delle racchette spagnole. Dopo il successo dello slovacco Martin Klizan in finale sull’argentino Leonardo Mayer nel 2011, l’anno successivo Albert Montanes superò in due set Tommy Robredo al termine di un derby iberico fra due giocatori dall’ottimo pedigree.

 

Brown stoppa Volandri sul più bello

Il tabellone dell’edizione 2013 dell’AON Challenger vide le prime tre teste di serie assegnate ad altrettanti giocatori spagnoli, nell’ordine Montanes, Albert Ramos e Carreno Busta. Ma alla fine fu Filippo Volandri, testa di serie numero 6, ad avere la possibilità di pareggiare i conti per l’Italia nel confronti dei vincitori iberici del nostro torneo. Il 2013 fu però l’anno di Dustin Brown, il tedesco giamaicano dalle treccine rasta, capace di conquistare il pubblico di Valletta con il suo tennis d’attacco, che in finale superò per 76 63 Volandri, autore nei quarti dell’eliminazione di Carreno Busta.

Ramos e Almagro lanciano le furie rosse

E’ stato invece Albert Ramos ad allungare per la Spagna nel 2014, battendo in finale 61 75 il croato Mate Delic, sorpresa del torneo. Il giocatore di Barcellona, accreditato della prima testa di serie, non tradì i favori del pronostico, confermandosi un ottimo interprete del gioco su terra rossa. Marco Cecchinato nel 2015 ha quindi avuto l’opportunità di accorciare le distanze per il tennis azzurro. Ma il siciliano ha dovuto alzare bandiera bianca, dopo aver superato proprio Ramos in semifinale, davanti a un altro campione iberico, Nicolas Almagro, numero 9 del mondo nel 2011. Il giocatore di Murcia, testa di serie numero 7, in finale si impose per 67 61 64. 

Colpo Sonego dodici mesi fa: e il 2019?

Il duello fra italiani e spagnoli ha dunque storicamente infiammato il centrale Beppe Croce, già dai tempi del Genoa Open Challenger, prima ancora che AON e Famiglia Messina scendessero in campo, con due vittorie spagnole (2003 Hernandez e 2006 Fraile) e tre azzurre (2005 Starace, 2007 Cipolla e 2008 Fognini). Chissà se l’edizione 2019, con tanti azzurri attesi protagonisti (entry list alla mano) sul Beppe Croce, vedrà un altro esponente dell’Italtennis succedere nell’albo d’oro a Lorenzo Sonego, per accorciare ulteriormente le distanze nei confronti degli spagnoli.

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