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Ad Ancona lo stadio del tennis è mezzo pieno mentre a Roma…

Per le finali dei Campionati Italiani femminili di Seconda Categoria presenti oltre 700 persone in uno stadio da 1.500 posti mentre gli IBI20 si giocano a parte chiuse, nonostante tre grandi stadi. Marche o Lazio, è sempre Italia…

13 settembre 2020

Distanziato ma ben presente: alla finale dei Campionati Italiani femminili di Seconda categoria, che si è svolta oggi ad Ancona, il pubblico c’era. Eccome se c’era.

Certo era contingentato, non poteva riempire le tribune del campo centrale che potrebbero accogliere circa 1.500 spettatori ma questo scatto testimonia una presenza tutt’altro che sparuta: 700/800 persone. Appassionati in carne e ossa comunque, in grado di assistere alle partite con la mascherina, senza creare problemi.

Viene spontaneo domandarsi come sia possibile che agli Internazionali BNL d’Italia, la più importante manifestazione sportiva italiana a cadenza annuale, uno dei più importanti tornei professionistici del mondo, con un impianto dotato di un Campo centrale da 10.500 posti, un Grand Stand da 5.000 e lo Stadio Pietrangeli da 3.720, il numero di spettatori concesso sia stato… zero.

Sempre di tennis si tratta. Sempre di Italia. O no?

Fatte le debite proporzioni se si potesse trasportare la struttura del Foro Italico dalla Regione Lazio alla Regione Marche, da domani sugli spalti dei tre campi principali avremmo potuto vedere ogni giorno, complessivamente, circa 10.000 persone. Come si fa a non parlare di ingiustizia?

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